Il Tirreno

Livorno

Via Marradi scende in strada contro le multe

di Juna Goti
Via Marradi scende in strada contro le multe

I negozianti paralizzano il centro, traffico ko «Non vogliamo i cordoli ma più parcheggi»

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LIVORNO. La protesta scoppia intorno alle 10. Questa volta - dopo la clamorosa protesta di due mesi fa a Colline - a scendere in strada sono i commercianti di via Marradi e dintorni. Si unisce anche qualche residente. Tutti insieme iniziano a camminare avanti e indietro sulle strisce pedonali all’altezza di piazza Attias. In mano uno striscione: “Uniti per non fare morire il centro”. E in pochi minuti il traffico nel cuore di Livorno si paralizza. Con i bus incolonnati in una direzione e nell’altra, e anche qualche tensione con automobilisti e scooteristi. I manifestanti vanno avanti: «Non ci fermeremo fino a quando non parleremo con l’assessore al traffico».

Sul piatto della protesta scoppiata ieri mattina in via Marradi ci sono finite proprio le misure annunciate dall’assessore Giuseppe Vece sul fronte della mobilità. A scatenare la reazione dei commercianti sono state, in particolare, le ultime dichiarazioni dell’assessore sulla possibilità di mettere in via Marradi un cordolo per i bus e dissuasori anti sosta sui marciapiedi.

«In generale non abbiamo ancora capito qual è il piano per il centro», ripete Alessio Sforza, dell’edicola, mentre i colleghi tornano a puntare il dito contro lo street control, ribattezzato sparamulte. «Ci sta massacrando - dice Francesca Santini insieme a Marco Ammannati, due storici esercenti della zona - fanno le multe a tutte le ore, anche di sera e anche ai corrieri, che poi si vedono decurtare gli importi dallo stipendio. Per il carico e lo scarico delle merci non ci sono abbastanza spazi e la mattina non basta...».

Va detto che un problema di sosta selvaggia in via Marradi c’è. Come dimostrano i dati delle multe: 360 sanzioni solo tra gennaio e febbraio, che hanno fatto di questa strada una delle più sanzionate di Livorno. Ammannati chiarisce che i commercianti sono d’accordo con la decisione presa dal Comune pentastellato di realizzare le “Zsc blu” in tutto il centro: in altre parole di rendere a pagamento per i non residenti tutti quei posti auto che oggi sono riservati ai residenti che hanno la lettera. Questo, almeno sulla carta, dovrebbe consentire ai potenziali clienti di parcheggiare, pagando, nelle vie intorno a via Marradi (dove invece c’è da tempo il divieto di fermata), come via delle Sedie, via Roma o via delle Grazie. «Ma il punto - riprende Ammannati - è che il portavoce del sindaco ci aveva promesso che i parcheggi blu ci sarebbero stati da giugno, invece ancora non si vede niente». Accanto a lui c’è Giacomo Rina, altro commerciante storico - è in via Marradi da più di trent’anni - che descrive così la situazione del centro: «Con il calo del lavoro che abbiamo riscontrato negli ultimi anni, molti negozi sono stati costretti a ridurre il personale. L’uscita dei cordoli e l’intenzione di vietare qualsiasi tipo di fermata mette ancora di più in ginocchio il commercio».

Su cordoli e dissuasori la pensa in modo simile anche Paolo Centoni, che in via Marradi ci vive da cinquant’anni. «È una follia - commenta mentre osserva la protesta e – mi auguro che l’amministrazione cambi idea, non sarebbe la soluzione giusta. I parcheggi temporanei lungo via Marradi sperimentati qualche anno fa durante le feste natalizie furono una soluzione. Non si tratta di indisciplina, via Marradi vive di piccolo commercio. La nuova amministrazione dice di voler stare vicino ai cittadini? Ha l’occasione di farlo...».

In sintesi gli esercenti hanno chiesto le Zsc blu «il prima possibile», sosta veloce a pagamento in via Marradi provando a spostare una delle due corsie dei bus, togliere la telecamera della Ztl da Corso Mazzini e di diminuire il passaggio dello street control. Accanto al no secco a dissuasori o cordoli.

La protesta è andata avanti per circa un’ora e ci sono stati anche un paio di momenti di forte tensione tra uno scooterista e i manifestanti e tra l’autista di un bus fermo in fila e due negozianti. La protesta si è fermata intorno alle 11, quando l’assessore Vece - come raccontiamo nell’articolo a fianco - ha fatto sapere che avrebbe ricevuto una delegazione di commercianti in municipio.

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