Il Tirreno

Livorno

Annessi “eco” fino a 25 mq ecco il piano dei nuovi orti

di Alessandro Farulli

Presentata la bozza per riqualificare le aree collinari. Giù gli abusi edilizi Le costruzioni per agricoltura amatoriale solo con materiali ecocompatibili

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LIVORNO. Dopo sedici anni l'amministrazione comunale di Livorno cerca di riqualificare la zona collinare e pedecollinare a ridosso della città attraverso un piano - in attuazione dell'articolo 28 del regolamento urbanistico - che stabilisce tutti i parametri che devono essere rispettati dai proprietari dei terreni o da chi li ha in uso.

Dall'approvazione del regolamento urbanistico del 1999, infatti, non è mai stato attuato il piano di iniziativa pubblica o privato per quelle aree. Si chiama Piano di riqualificazione orti e nuovi orti urbani che al momento è una sorta di bozza - e dunque suscettibile di cambiamenti e che ieri è stata presentato in IV commissione - e dove non si parla solo dei soli e discussi annessi, ma anche delle coltivazioni, delle recinzioni e di tutti quegli interventi che servono ai fini della riqualificazione urbanistica e ambientale delle aree interessate. E che non sono solo il Limoncino, ma anche la Puzzolente, La Buca, San Michele Burchietto, Puntone, Le Gore, Remota, Lazzeretto Molino, Casina (definite orti); e Padula, Uliveta, Leccia (definiti nuovi orti). In tutto circa 351 ettari altamente parcellizzati.

Importante sgombrare subito i dubbi da una annosa questione: il documento non riguarda chi ha ricevuto le ordinanze di demolizione degli annessi abusivi. Chi le ha ricevute dovrà rispettare la legge. Questo piano invece modificherà l'esistente, anche se regolarmente condonato, e ciò che verrà fatto dall'adozione eventuale in avanti.

Ad illustrarlo Paolo Danti, dirigente dell'urbanistica del Comune di Livorno, che dopo aver raccontato genesi e iter che il piano ha seguito è entrato nel dettaglio delle proposte contenute nella variante normativa al regolamento urbanistico.

La normativa, ha spiegato, verrà redatta a due differenti livelli: normativa del regolamento urbanistico e norme tecniche di attuazione del piano di riqualificazione. Nel primo livello, la norma inciderà sulle indicazioni in merito alla modifica degli edifici esistenti: gruppo 3 (edifici con valore d'immagine storico - ambientale per i quali valutare un intervento di ristrutturazione conservativa con possibilità di funzioni compatibili) e gruppo 5 (fabbricati recenti legittimi, anche condonati, destinati a residenza, magazzino, annesso, ecc. per i quali scegliere tra ristrutturazione ricostruttiva o conservativa).

Inoltre, modifica delle aree con possibilità di realizzare gli annessi agricoli su tutto l'articolo 28 secondo le modalità stabilite dal piano di riqualificazione.

«Gli annessi esistenti non a norma dopo l'entrata in vigore del piano - ha detto Danti - verranno rimossi». Ma come dovrebbero essere questi nuovi fondi e i relativi annessi? L'ipotesi normativa è questa: la disciplina dovrebbe essere strutturata in relazione a superficie del fondo e dimensione relative dell'annesso; tipologie; materiali e prescrizioni costruttive; essenze arboree; siepi, recinzioni e regimazione delle acque; strade non asfaltate e sentieri; servizi ed eventuali infrastrutture connesse; eventuali aree di sosta per la vendita dei prodotti a km 0.

E le dimensioni dell'annesso? Saranno definite in relazione a diversi parametri, ma il ricovero attrezzi (giardinaggio, hobbistica) potrà essere al massimo 4 metri quadrati; gli annessi per agricoltura amatoriale fino a 25 metri quadri. L'annesso dovrà essere un'installazione a carattere temporaneo. Il materiale dovrà essere legno o similari ecocompatibili. Non dovrà alterare sostanzialmente la morfologia dei luoghi e dovrà essere senza alcuna dotazione che ne consenta l'utilizzo abitativo. Non dovrà avere collegamento con l'acquedotto pubblico e divieto di realizzazione scarichi di acque reflue di tipo urbano. La costruzione dell'annesso agricolo sarà soggetta a segnalazione certificata di inizio attività (Scia).

I consiglieri hanno chiesto di potersi confrontare con i tecnici e la discussione riprenderà entro tre settimane. Nel frattempo sarà ascoltato in IV commissione il comitato.

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