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Annessi “eco” fino a 25 mq ecco il piano dei nuovi orti
Presentata la bozza per riqualificare le aree collinari. Giù gli abusi edilizi Le costruzioni per agricoltura amatoriale solo con materiali ecocompatibili
LIVORNO. Dopo sedici anni l'amministrazione comunale di Livorno cerca di riqualificare la zona collinare e pedecollinare a ridosso della città attraverso un piano - in attuazione dell'articolo 28 del regolamento urbanistico - che stabilisce tutti i parametri che devono essere rispettati dai proprietari dei terreni o da chi li ha in uso.
Dall'approvazione del regolamento urbanistico del 1999, infatti, non è mai stato attuato il piano di iniziativa pubblica o privato per quelle aree. Si chiama Piano di riqualificazione orti e nuovi orti urbani che al momento è una sorta di bozza - e dunque suscettibile di cambiamenti e che ieri è stata presentato in IV commissione - e dove non si parla solo dei soli e discussi annessi, ma anche delle coltivazioni, delle recinzioni e di tutti quegli interventi che servono ai fini della riqualificazione urbanistica e ambientale delle aree interessate. E che non sono solo il Limoncino, ma anche la Puzzolente, La Buca, San Michele Burchietto, Puntone, Le Gore, Remota, Lazzeretto Molino, Casina (definite orti); e Padula, Uliveta, Leccia (definiti nuovi orti). In tutto circa 351 ettari altamente parcellizzati.
Importante sgombrare subito i dubbi da una annosa questione: il documento non riguarda chi ha ricevuto le ordinanze di demolizione degli annessi abusivi. Chi le ha ricevute dovrà rispettare la legge. Questo piano invece modificherà l'esistente, anche se regolarmente condonato, e ciò che verrà fatto dall'adozione eventuale in avanti.
Ad illustrarlo Paolo Danti, dirigente dell'urbanistica del Comune di Livorno, che dopo aver raccontato genesi e iter che il piano ha seguito è entrato nel dettaglio delle proposte contenute nella variante normativa al regolamento urbanistico.
La normativa, ha spiegato, verrà redatta a due differenti livelli: normativa del regolamento urbanistico e norme tecniche di attuazione del piano di riqualificazione. Nel primo livello, la norma inciderà sulle indicazioni in merito alla modifica degli edifici esistenti: gruppo 3 (edifici con valore d'immagine storico - ambientale per i quali valutare un intervento di ristrutturazione conservativa con possibilità di funzioni compatibili) e gruppo 5 (fabbricati recenti legittimi, anche condonati, destinati a residenza, magazzino, annesso, ecc. per i quali scegliere tra ristrutturazione ricostruttiva o conservativa).
Inoltre, modifica delle aree con possibilità di realizzare gli annessi agricoli su tutto l'articolo 28 secondo le modalità stabilite dal piano di riqualificazione.
«Gli annessi esistenti non a norma dopo l'entrata in vigore del piano - ha detto Danti - verranno rimossi». Ma come dovrebbero essere questi nuovi fondi e i relativi annessi? L'ipotesi normativa è questa: la disciplina dovrebbe essere strutturata in relazione a superficie del fondo e dimensione relative dell'annesso; tipologie; materiali e prescrizioni costruttive; essenze arboree; siepi, recinzioni e regimazione delle acque; strade non asfaltate e sentieri; servizi ed eventuali infrastrutture connesse; eventuali aree di sosta per la vendita dei prodotti a km 0.
E le dimensioni dell'annesso? Saranno definite in relazione a diversi parametri, ma il ricovero attrezzi (giardinaggio, hobbistica) potrà essere al massimo 4 metri quadrati; gli annessi per agricoltura amatoriale fino a 25 metri quadri. L'annesso dovrà essere un'installazione a carattere temporaneo. Il materiale dovrà essere legno o similari ecocompatibili. Non dovrà alterare sostanzialmente la morfologia dei luoghi e dovrà essere senza alcuna dotazione che ne consenta l'utilizzo abitativo. Non dovrà avere collegamento con l'acquedotto pubblico e divieto di realizzazione scarichi di acque reflue di tipo urbano. La costruzione dell'annesso agricolo sarà soggetta a segnalazione certificata di inizio attività (Scia).
I consiglieri hanno chiesto di potersi confrontare con i tecnici e la discussione riprenderà entro tre settimane. Nel frattempo sarà ascoltato in IV commissione il comitato.
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