Il Tirreno

Livorno

Polveriera occupazione «O si ingrana o salta tutto»

Ospedale: «Non volete quello nuovo? Ok, diteci come ristrutturare quello attuale» Sì alla stabilizzazione dei precari Aamps «ma parliamo anche del piano industriale»

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Sull’ospedale i sindacati hanno una propria opinione ma ben venga un accordo con l’amministrazione locale: «Non volete quello nuovo? Ok, come si ristruttura quello vecchio? Vediamo i progetti e poi prendiamo una strada, stop alle chiacchiere e facciamo». Capitolo riparazioni navali: «Vogliamo che ripartano subito tenendo conto però anche di quello che già c'è: la diportistica. Ma anche su questi siamo aperti al confronto. Vogliamo concretezza».

E la patata bollentissima di Aamps? Le organizzazioni sindacali ripetono che chiedono a stabilizzazione di tutti i contratti precari, «quindi anche dei famosi 33 dell'Aamps» (riguardo alle quali tanto le modalità quanto il rispetto delle regole non sono compito nostro»). Poi Maurizio Strazzullo, leader Cgil aggiunge: «Non abbiamo chiesto solo quelle assunzioni. Vogliamo vedere anche il piano industriale e finanziario. Vogliamo confrontarci su quello, con una nostra posizione che mercoledì ribadiremo, ma aperta alla discussione. Ad esempio: si vuole restare fuori da RetiAmbiente? Pensiamo che sia meglio di no, ma parliamone, vediamo quali sono i vostri argomenti. Rifiuti zero? Va bene, discutiamo allora degli impianti di riciclo che servono. Noi vogliamo dei sì».

Dalle parole di Angelo Colombo (Uil), Giovanni Pardini (Cisl) e Maurizio Strazzullo (Cgil) emerge che il giudizio sui due anni di mandato dell’amministrazione pentastellata non è lusinghiero, «altrimenti non staremo a proporre iniziative come questa» in cartellone per domani: i delegati di Cgil Cisl Uil provenienti da tutto il territorio si ritroveranno alle 9,30 in Fortezza Vecchia per un attivo unitario (ma sono state invitate a intervenire, in nome di un arricchimento della discussione, anche le istituzioni locali, le associazioni datoriali e l'Autorità Portuale di Livorno).

Più degli avvisi di garanzia, peraltro trasversali visto che hanno colpito sia il Pd sia i Cinque Stelle, o di ciò che è stato o non è stato fatto finora, quello che adesso interessa di più ai sindacati Cgil, Cisl e Uil è «elaborare una piattaforma occupazionale condivisa per rilanciare l'economia di Livorno e provincia».

Né pro né contro Nogarin, insomma, ma nemmeno con il Pd. Le tre principali organizzazioni sindacali sottolineano che desiderano unicamente un patto per Livorno e sono pronti – spiega Giovanni Pardini, numero uno della Cisl – «ad un passo indietro, ma solo per farne due avanti. Se non lo facciamo noi chi altro deve farlo? Riteniamo che, pur con le nostre difficoltà, siamo ancora un punto di riferimento».

«È suonata la campanella dell'ultima corsa», chiosa Strazzullo: «O ci uniamo per vincere la gara cogliendo le opportunità offerte dal riconoscimento di area di crisi complessa e dall'accordo di programma per Livorno-Collesalvetti-Rosignano, oppure perdiamo e sono guai».

Per Strazzullo sono «positivi e necessari» gli strumenti individuati dagli accordi di programma per attrarre investimenti, ma – rincara – va considerato che «i tempi per la loro realizzazione non saranno brevi: e la principale emergenza che deve affrontare la città è quella del sostegno al reddito». È per questo motivo che i sindacati tornano a chiedere «un intervento straordinario, sperimentale di almeno 3/4 anni atto a preparare i lavoratori attraverso percorsi di formazione, alle nuove opportunità di lavoro». Qualcosa del genere è stato chiesto «anche dal presidente della Regione e dai sindaci».

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di Redazione web