Il Tirreno

Livorno

Corallo, in 150 all'operazione pulizia: "liberato" un antico pozzo

Roberto Riu
Volontario al lavoro per la pulizia delle terme del Corallo (Marzi Pentafoto)
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Volontario al lavoro per la pulizia delle terme del Corallo (Marzi Pentafoto)

Centocinquanta volontari hanno partecipato alla seconda giornata dell'operazione pulizia delle terme liberty. Liberate dall'assedio del fogliame le logge di Unis, il retro del fabbricato e soprattutto un antico pozzo ottocentesco, uno dei cinque dell'ex stabilimento termale

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LIVORNO. Tornerà a sgorgare l'Acqua Vittoria? Era altamente purgativa ed era uno dei cinque "prodotti" (le acque Corallo, Corzia, Sovrana, Preziosa e Vittoria) rappresentativi dello stabilimento Acque della Salute il cui splendido complesso liberty è stato sottoposto nella giornata di domenica 15 ad una nuova tornata di ripulitura con i volontari di Reset e dell'Associazione Terme del Corallo onlus.

All'intervento hanno partecipato in tutto circa centocinquanta volontari, compresi comuni cittadini e studenti che, muniti di elmetto regolamentare, guanti da lavoro, occhiali di sicurezza ed eventualmente mascherina antipolvere, si sono adoperati per ridare visibilità all'edificio principale: dopo anni di abbandono, era stato letteralmente aggredito dalla vegetazione spontanea tanto da sembrare di trovarsi nella giungla birmana con le antiche pagode buddiste avviluppate dai rampicanti oppure in una scena del documentario "La Terra dopo l'Uomo".

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Si è perciò trattato di un intervento più specializzato rispetto a quello precedente che prevedeva soltanto la ripulitura dalle erbacce del giardino fra il cancello e il fabbricato principale: ogni partecipante è stato così debitamente associato e quindi inserito nelle quattro squadre, ciascuna con un responsabile tecnico, che hanno operato per togliere erbacce ed arbusti. L'intervento ha riguardato tanto la parte retrostante dell'edificio principale, ovvero quella rivolta verso il viale Ugo Foscolo, quanto il vasto loggiato progettato dall'ingegner Adriano Unis (autore anche della Barriera Margherita) che collaborò con Angiolo Badaloni nella realizzazione del grandioso complesso termale.

"Naturalmente non siamo intervenuto sulla parte alta dell'edificio - spiega Emilio Rossini di Reset - ma taglieremo gli arbusti ad altezza d'uomo in modo che la parte sovrastante delle piante rampicanti ed infestanti, una volta seccata, potrà essere poi rimossa in sicurezza, magari impiegando una piattaforma".

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In prospettiva si spera inoltre di tornare presto a far zampillare l'acqua dalla fontana situata nel piazzale, mentre un paio di volontari dell'Associazione Terme del Corallo sta scavando per ritrovare il perimetro dell'aiuola rilevata a forma di mezzaluna un tempo antistante la fontana.

Restando in argomento, come accennato in apertura, i volontari stanno anche intervenendo sulla piccola torre ottagonale, quella situata lato monte, presso la quale si trova il pozzo dell'Acqua Vittoria. "In teoria quell'acqua potrebbe tornare a sgorgare - spiega Silvia Menicagli dell'Associazione Terme del Corallo - e si può pensare ad un sondaggio idrogeologico dei pozzi tuttora presenti nell'area dell'ex stabilimento termale e verificare se sono ancora sfruttabili. In origine erano cinque e ne sono rimasti quattro. In particolare, l'Acqua Vittoria aveva un contenuto di sali di ben 14 grammi per litro, era fortemente purgativa e veniva anche imbottigliata a scopo terapeutico. Era inoltre distribuita negli ospedali".

Si tratta, in pratica, di effettuare dei prelievi delle acque tuttora presenti nei pozzi, analizzarle e magari confrontare i valori ottenuti con quelli rilevati nel 1855 dal chimico Giuseppe Orosi, direttore della Scuola di Farmacia di Pisa, al quale fu dedicata una lapide, purtroppo andata perduta, apposta su una parete esterna dello stabilimento termale.

"Ce l'abbiamo fatta a liberare dall'assedio della vegetazione - spiega Giuseppe Pera, presidente di Reset - il pozzo dell'Acqua Vittoria: era il primo, creato nel 1846, prima della costruzione dello stabilimento termale. C'è acqua: chiediamo ad Asa di verificare se è possibile riattivare la fontana al centro del giardino utilizzando quest'acqua anziché quella del normale acquedotto".

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