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Virzì: "Livorno città ferita, avrebbe bisogno di cure"
Il regista livornese dal festival di Cannes dopo la standing ovation per il suo film "La pazza gioia" suggerisce "forse una terapia di gruppo" per la città. Nogarin? "Si è trovato per caso al governo locale"
LIVORNO. "Provo un gran dispiacere per la mia Livorno alla quale sono molto legato: è una città ferita, avrebbe bisogno di cure". A dirlo è il regista livornese Paolo Virzì al festival di Cannes nell'incontro con la stampa subito dopo che la proiezione del suo film "La pazza gioia" alla Quinzaine è stata salutata da una standing ovation con cinque minuti di applausi che ha visibilmente commosso tanto lui che le protagoniste Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi.
Nella sala gremita dopo la proiezione di #LaPazzaGioia Virzì incontra il pubblico @TirrenoLivorno #Cannes pic.twitter.com/kqKT285RBS
— cristiana grasso (@crigrasso) 14 maggio 2016
A quale tipo di cura si riferisce Virzì? Il cineasta pensa a qualcosa di simile a quel che emerge dalla sua pellicola. "Alla fin fine questo film è anche una sorta di terapia di gruppo: condividere è anche un modo per togliersi la maschera, guarire forse non è possibile ma provare a condividere qualcosa tutti insieme sì. Ed è questo che suggerisco alla città". A questo punto, il regista livornese insiste a precisare: "Dico alla città, non a quello che non voglio citare per non dargli troppa importanza così come non intendo dare importanza agli esaltati delle bacheche dei social network".
Virzì nei giorni scorsi in una trasmissione radio aveva ironizzato sul sindaco: "So che lo chiamavano il bomba, era uno che organizzava gli aperitivi allo Yachting club" (aggiungendo poi "come sindaco credo che sia buono a nulla ma non credo che sia un delinquente, fa bene a non dimettersi”). In realtà, a Cannes non ha mai chiamato per nome Nogarin parlandone tutt'al più come "il sindaco di Livorno": "Penso che non dovrebbe dimettersi per un avviso di garanzia ma che debba prendere atto che è complicato governare una città: in fondo si è trovato lì per caso".
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