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Nogarin in Consiglio comunale: "Non mi dimetto perché ho la coscienza a posto"
Così il sindaco M5s di Livorno Filippo Nogarin in consiglio comunale ha parlato dell'inchiesta in cui è indagato. Prima e durante la seduta alta tensione tra fronti contrapposti e continue interruzioni
LIVORNO. Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin si difende nel corso di un Consiglio comunale ad altissima tensione dopo l'avviso di garanzia nell'indagine sul crac di Aamps. "Ho sempre detto che occupandomi della questione Aamps - dice Nogarin - fosse praticamente inevitabile sporcarsi le mani, ma ribadisco di essere sereno perché la mia coscienza è assolutamente pulita e perché tutte le scelte fatte, pure quelle oggetto di indagine, sono state prese sempre e soltanto nell'interesse dei cittadini". Il clima in Consiglio comunale è infuocato e il presidente dell'aula è costretto a richiamare il pubblico numerose volte per tentare di riportare la calma.
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FB LIVE: L'INTERVENTO DEL SINDACO NOGARIN
Caso Nogarin - diretta: il sindaco parla al consiglio comunaleLivorno, parla il sindaco Nogarin
IL DISCORSO DEL SINDACO
"Il solo avviso di garanzia che ho ricevuto - e non tre come ha invece scritto qualcuno – è relativo a “concorso in bancarotta fraudolenta”, di AAMPS, che, quando siamo stati chiamati alla guida di questa amministrazione, già aveva svariati milioni di euro di debiti e che senza un nostro intervento sarebbe stata condannata definitivamente. Debiti accumulatisi negli ultimi venti anni di gestione scriteriata dell’azienda, anni nei quali il socio unico, il Comune di Livorno guidato fino al 2014 dalla stessa forza politica, si preoccupasse di capire le ragioni per cui si era aperta questa voragine. La ricetta dei miei predecessori era semplice e a suo modo efficace: ogni volta che il buco si allargava troppo, il comune provvedeva a ricapitalizzare, tanto, in ultima istanza pagavano i livornesi attraverso la tassa prima e la tariffa poi".
"Si legge sui giornali - dice il sindaco - che mio ulteriore torto sarebbe stato quello di aver scelto di stabilizzare trentatré operatori che da molti anni lavoravano da precari in l’azienda, con contratti a tempo. Secondo alcuni questa scelta avrebbe aggravato la situazione complessiva di AAMPS. Noi invece riteniamo che l’azienda così non solo ha risparmiato 110 mila euro di sgravi contributivi, ma abbia evitato che questi lavoratori le intentassero causa esponendola a ricorsi ben più pesanti"
Le dimissioni. "Perché non mi dimetto? - risponde Nogarin - è semplice: non ho infranto quelle regole non scritte e che vengono prima della legge e che impongono a un amministratore non solamente di tenere un comportamento moralmente e politicamente inappuntabile, ma di non essere neppure investito da ipostesi di reato che ledono totalmente la credibilità dei cittadini e della stessa macchina amministrativa. Non sono accusato di aver rubato. Non sono accusato di aver distratto fondi per scopi personali. Non sono accusato di essere un evasore. Non sono neppure accusato di aver essermi comprato calze, mutande o la nutella con soldi pubblici. La procura sta indagando per una mia scelta amministrativa. Sono certo di aver seguito tutte le procedure alla lettera, ma se le indagini dovessero dimostrare che ho agito violando i principi che ho elencato prima, non esiterò a dimettermi".
FB LIVE: GLI INTERVENTI
Caso Nogarin - il dibattito nel comune di Livorno
Posted by Il Tirreno on Friday, May 13, 2016
LE DUE FAZIONI CONTRAPPOSTE
Poco prima della manifestazione di sostegno e vicinanza al sindaco Filippo Nogarin, organizzata oggi dal Meetup 5 Stelle di Livorno, un gruppo di lavoratori Aamps e dell'ippodromo Caprilli si è presentato sotto il Comune in anticipo rispetto ai grillini con striscioni di solidarietà con il quotidiano il Tirreno ("noi stiamo col Tirreno, no censura" si legge su uno di essi) e con inviti rivolti a Palazzo Civico perché non cancelli 120 anni di storia dell'ippodromo.
Un centinaio di sostenitori del sindaco, tra cui il consigliere regionale Enrico Cantone, si sono poi posizionati davanti al Comune, a fianco dei lavoratori dell'ippodromo esponendo cartelli "#Io sto con Nogarin" e scandendo il nome del sindaco. In prima fila anche uno striscione bianco: "Il Mugello c'è".
Gli animi si sono accesi quando il consigliere di Livorno Bene Comune, espulso dal Movimento nel 2014, chiamato "venduto" dai sostenitori di Nogarin e' andato a parlare con i manifestanti ed è stato raggiunto da un colpo al volto che gli ha provocato un graffio alla guancia. "Mi hanno chiamato e io sono sceso - ha detto Valiani - poi ero girato e qualcuno mi ha colpito è stato il marito di una militante M5s. Domani andrò a fare denuncia".
Poi le due fazioni sono entrate in Consiglio comunale, con accesso regolato, in attesa dell'inizio della seduta, continuando a scandire cori contrapposti.
FB LIVE: TENSIONE PRIMA DEL CONSIGLIO COMUNALE
Manifestazione pro e contro Nogarin davanti al Comune di Livorno
Posted by Il Tirreno on Friday, May 13, 2016
Caso Nogarin - diretta dal consiglio comunale di Livorno
Posted by Il Tirreno on Friday, May 13, 2016
Livorno, l'arrivo di Nogarin in comune
Posted by Il Tirreno on Friday, May 13, 2016
LE IMMAGINI DEI DUE FRONTI CONTRAPPOSTI
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