Gioco
Corallo, via il maxi-serbatoio in degrado
I vigili del fuoco portano via dal tetto del fabbricato principale una pericolosa cisterna divorata dalla ruggine
LIVORNO. Quel grosso serbatoio fatiscente – una tonnellata di ferro divorato dalla ruggine – era la “ciliegina” del degrado sulla “torta”, anzi sul tetto delle terme del Corallo: talmente grosso da essere ben visibile anche da lontano. Con una sfilza di scritte spray: a cominciare da “Music is my life” e “All monsters are human” ma anche tag tipo “Giowa”. L'hanno rimosso i vigili del fuoco con una autogru.
L'intervento si è reso necessario dopo che, nel corso dell'operazione di pulizia compiuta dai volontari delle associazioni Terme del Corallo onlus e Reset, era stata «balzata agli occhi la presenza di questo manufatto in ferro che rischiava di creare seri problemi di tenuta alla copertura del fabbricato principale dell'ex stabilimento termale delle Acque delle Salute», come spiega Emilio Rossini, esponente di Reset, che ha seguito da vicino ogni fase della rimozione.
E se non manca chi immagina che possa trattasi di un qualcosa posizionato lassù per un qualche motivo dalla Coca-Cola, per lunghi anni proprietaria sia delle terme liberty che dei vicini magazzini (al cui posto sono stati edificati blocchi di appartamenti), la pensa invece diversamente Mirko Brilli, dirigente tecnico di Asa: «Non è escluso che la cisterna l'avessero messa lì sopra negli anni della guerra o immediatamente dopo». Forse per esigenze di tipo militare?
«È per eliminare il pericolo che il sindaco Filippo Nogarin ha chiesto al nostro comandante Claudio Chiavacci di intervenire e, in nome delle esigenze di sicurezza, togliere di mezzo la vecchia cisterna», segnala l'ispettore anti-incendio Aldo Cicirello, responsabile della squadra di vigili del fuoco che dalla caserma di via Campania è stata inviata nell'antico complesso termale accanto al cavalcaferrovia. «Il serbatoio era in avanzato stato di deterioramento», aggiunge spiegando che l'intervento è stato curato dal personale Saf (speleo-alpino-fluviale). La tozza struttura cilindrica risultava talmente compromessa che, per quanto le lamiere presentassero una gran quantità di imbullonature ancora salde, nella fase di rimozione ha ceduto una qualche parte del fondo metallico ormai sfaldato dalla ruggine.
«È la dimostrazione di come la nostra città sia viva e voglia manifestare bellezza: insomma, di quanto forte sia la volontà di rinascita», dice Nogarin. Il sindaco – presente insieme al proprio portavoce Andrea Morini e al consigliere M5S Corrado La Fauci – tiene a ringraziare ai vigili del fuoco «per questo nuovo passo in avanti in direzione del recupero».
Varcano la soglia del cancello anche Giuseppe Pera, presidente di Reset, e Silvia Menicagli, figura-simbolo da più di 15 anni di questa battaglia pro-Corallo, prima con libri e ricerche scientifiche, poi lanciando una pagina Facebook che conta ormai più di 7.700 aderenti.
Le idee sono come ciliegione: l'una tira l'altra, anzi la rincorre. Ed ecco che la presenza di tecnici Asa è l'occasione per verificare come riattivare la fontana al centro del parco. In sé non è un problema tecnico, visto che evaporazione a parte è un sistema chiuso: dunque basta una modesta apparecchiatura elettrica per rimettere in moto il getto d'acqua. Però qui si vuol fare qualcosa di più: si stanno immaginando le soluzioni per andare a utilizzare non genericamente l'acqua dell'acquedotto della città bensì i pozzi presenti all'interno del complesso del Corallo. Con tutti i problemi del caso: sebbene in degrado da quasi mezzo secolo, stiamo parlando di un fabbricato vincolatissimo. Perciò non ci si può illudere che basti passare un tubo qui e un cavo elettrico là…
C'è anche l'ipotesi di riuscire ad accendere i riflettori sulle ex terme non più solo simbolicamente: un sistema di illuminazione a led per riportare al centro dell'attenzione le Acque della Salute.
E ora che ne sarà del rottame che provvisoriamente è ancora all'interno del giardino delle terme? Tanto Silvia Menicagli (Terme del Corallo onlus) che da Palazzo Civico lanciano l'idea di metterla a disposizione per un intervento di artista: «Gli artisti si facciano avanti con le loro idee per farne un simbolo di questa volontà di rinascita. Potrebbe diventare un oggetto d'arte anziché un rifiuto, no?».
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