Il Tirreno

Livorno

«Ora Nogarin vada via e il M5S ci riammetta»

di Roberto Riu

Dai grillini espulsi di Livorno Libera parte la mozione di sfiducia contro il sindaco «Gestione personalistica, avevamo già scritto tutto ai vertici e alla prefettura»

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LIVORNO. Tutti a casa e riammissione nel Movimento 5 Stelle: questa è in brutale sintesi la richiesta formulata dai tre consiglieri comunali di Livorno Libera ovvero Giuseppe Grillotti, Sandra Pecoretti e Alessandro Mazzacca, espulsi a dicembre dal M5S, del quale rivendicano i principi ispiratori. Semmai, secondo i tre consiglieri, è stato proprio il sindaco Nogarin ad averne disconosciuto nei fatti gli elementi fondanti attuando una gestione «personalistica» della cosa pubblica. Di qui la richiesta di dimissioni: «Il sindaco deve dimettersi - spiega Grillotti - ma non per l'avviso di garanzia, bensì per tutto quello che non ha fatto in questi due anni di governo». Di Più: i consiglieri hanno lanciato una mozione di sfiducia nei confronti del primo cittadino che per ora ha raccolto quattro firme (la loro più quella di Valiani).

Se da una parte si chiede in pratica la caduta dell'attuale amministrazione, dall'altra si chiede però la riammissione nel Movimento e al contempo l'espulsione immediata di tutti coloro che hanno sostenuto e che continuano a sostenere questo sindaco. «Avevamo denunciato, per tempo - recita il comunicato di Ll - il fenomeno degenerativo che stava colpendo, fin dall'inizio, il M5S della nostra città, nella persona del sindaco, e di tutti coloro che deliberatamente, e scientemente, per convenienza politica, hanno continuato ad appoggiarlo. E continuano a farlo, nonostante la magistratura si sia attivata per porre fine a queste condotte. Per questo affermiamo forte e chiaro che nessuno dei 16 consiglieri di maggioranza dovrebbe più occuparsi della cosa pubblica, dopo che il Comune sarà caduto. Nessuno della giunta, né il sindaco. Queste persone, tutti coloro che hanno appoggiato il sindaco in questi due anni, sono stati uno spettacolo avvilente per la democrazia, e pertanto, ne chiediamo l'allontanamento immediato dal Movimento 5 Stelle».

A sostegno di ciò è stato redatto un lungo elenco di inadempienze dell'amministrazione Nogarin che vanno dalla mancata riorganizzazione delle Posizioni organizzative al Piano regolatore del porto, dal mancato potenziamento dell'Ufficio ambiente all'innalzamento della tassazione locale.

Dal canto suo Mazzacca (che con una lettera indirizzata una settimana fa al direttorio del M5S ha chiesto la riammissione sua e dei due colleghi) è entrato più nello specifico della questione Aamps, che ha generato una pioggia di avvisi di garanzia fra vecchia e nuova amministrazione. Per trasparenza viene chiesta al sindaco la pubblicazione fedele dell'avviso di garanzia ricevuto (quindi anche con la data, che su Fb non c’è): «Essendo il primo sindaco 5 Stelle indagato della storia - sottolinea Mazzacca - deve rendere disponibile l'avviso di garanzia al consiglio, alla città e gli italiani».

Mazzacca va poi oltre riferendosi a un'intervento di Di Maio durante la trasmissione di Floris "Dimartedì" in cui il parlamentare grillino ha sostenuto che per Aamps Nogarin aveva denunciato tutto alla Procura: «Vorrei chiedere - continua Mazzacca - a Di Maio e a Nogarin che pubblichino tali denunce visto che nell'anno e mezzo che siamo stati nel gruppo di maggioranza non ne abbiamo saputo mai nulla».

Sempre sulla municipalizzata di via dell'Artigianato Mazzacca ha infine mostrato la sua segnalazione inoltrata il 7 dicembre 2015 alla Prefettura con riferimento all'atto di indirizzo presentato dalla giunta in merito alle proposte dell'amministrazione comunale da presentare all'assemblea straordinaria dei soci di Aamps del primo dicembre 2015: fra le perplessità sollevate, la mancata discussione in consiglio comunale del Piano industriale di Aamps e lo scarso tempo messo a disposizione dalla giunta per deliberare su questioni così importanti (ricapitalizzazione, etc.).

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