Il Tirreno

Livorno

Dopo 129 anni chiude la cartoleria Debatte

Dopo 129 anni chiude la cartoleria Debatte

La storica insegna è in Largo Duomo dal 1945 ma il primo negozio risale al 1887 I proprietari salutano i clienti: «Grazie di cuore a tutti per il vostro affetto»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Le vetrine si affacciano sul portico di Largo Duomo da settantuno anni. Ma a dirla tutta il negozio esiste da ancora prima, dal 1887, quando il bancone guardava verso via del Giardino, poi ribattezzata via Fiume. Il 31 maggio, dopo aver visto andare a scuola e crescere generazioni di livornesi, la cartoleria Debatte chiuderà i battenti. Nel grande fondo che ha fatto la storia tra piazza Grande e via Cairoli è in corso una maxi vendita promozionale. Come spiega il socio di maggioranza, Edoardo Farinelli, non è escluso che il marchio - Debatte di Agretti - resti vivo: «Valuteremo se continuare almeno per qualche tempo la vendita con uno store online». Ma a giugno i locali saranno comunque svuotati.

Perché questo addio? La scelta, come spiegano i proprietari, è tutta familiare: i nonni che vanno in pensione, i figli che hanno scelto da tempo un'altra strada. Ma quello che Debatte ha rappresentato per molti livornesi, e per la famiglia che da generazioni lo gestisce, lo raccontano forse più di ogni altra cosa gli occhi lucidi di Ambretta Agretti, 71 anni, nata e cresciuta insieme alle vetrine del Largo Duomo. «Per raggiunti limiti di età abbandono...», sorride.

La storia è in parte ricostruita dai riconoscimenti della Camera di Commercio appesi alle pareti, in parte dalle parole di Ambretta. «La cartoleria - racconta - fu aperta per la prima volta 129 anni fa in un'altra sede da un nostro parente, Archimede Debatte, che non ebbe figli. La moglie, però, aveva una sorella che ne ebbe tre. Uno di questi era mia nonna Arduina, che finì per dare una mano in negozio». Nonna Arduina sposò poi nonno Giuseppe Agretti.

Quando Ambretta nacque, nel 1945, tra gli scaffali lavoravano già i genitori Giovanni e Leonetta, che poi hanno passato il testimone a lei e al marito Giancarlo Farinelli. I muri dietro al Duomo sono così diventati un po' la sua casa e quella della sua famiglia. Con tutte le loro trasformazioni: come quando al posto di una parte della merce in vendita c'era la sala d'aspetto dei pullman.

«Ci sono clienti che ho visto piccoli nel passeggino e che ora vengono a comprare i quaderni con i figli», ripete Ambretta. «Il segreto? Non ci sono segreti, quando c'è un negozio come questo bisogna lavorarci tanto, non basterebbero il giorno e la notte…». Un attimo di pausa, alza le spalle: «Abbiamo fatto questa scelta a malincuore, ma che devo dire: ormai - sorride - faccio parte dell'arredamento». «Sono venuti tanti clienti - racconta la donna - c'è chi mi ha portato una rosa, chi ha inviato una pianta con scritto "ciao alla mia cartoleria preferita". Sono cose che fanno piacere…».

Quando inizia a parlare, in mezzo agli scaffali di penne chic scontate, Ambretta Agretti è una enciclopedia degli articoli da cartoleria: da quando «c'erano il mio babbo e la mia mamma e questa era prettamente cartoleria, con articoli per gli uffici» a quando «sono iniziati ad arrivare i biglietti di Holly Hobbie o i quaderni di Hello Kitty» e così via passando per le borse Munari fino agli ultimi modelli di cartelle.

Il ritratto di Archimede Debatte ora è appeso in alto nell'ufficio del negozio, pronto per essere impacchettato, tra fogli e foglietti. Scott invece ha chiuso gli occhi appena due settimane fa: era la mascotte della cartoleria, quel canone che i livornesi negli ultimi quattordici anni hanno sempre visto sdraiato davanti alla porta del negozio, a dare il benvenuto ai clienti. «Deve aver pensato: se da qui in avanti devo starmene a casa, forse è meglio se me ne vado da qualche altra parte, e così ha fatto», dice con gli occhi lucidi la proprietaria.

Alla fine, mentre i maxi sconti vanno avanti, il pensiero prima di abbassare la saracinesca va ai clienti: «Vogliamo ringraziarli tutti, per i messaggi di affetto che ci hanno mandato e per esserci stati vicini per tanti anni». Tantissimi.

Juna Goti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web