Gioco
Le superstar della classica al Goldoni per i croceristi
Zubin Mehta e i Wiener Philarmoniker protagonisti di un concerto-evento organizzato da un operatore austriaco: fra i turisti anche una folla di giapponesi
LIVORNO. Anziché borbottare su cosa avremo mai da offrire noi livornesi ai croceristi, per una volta abbiamo messo nel menù qualcosa di straordinario che non dimenticheranno facilmente: al teatro Goldoni un concerto dei Wiener Philharmoniker, cioè una delle compagini orchestrali più famose al mondo, diretti da una superstar della bacchetta come Zubin Mehta. Come se Messi, Suarez e il resto dei blaugrana avessero giocato all’Armando Picchi e magari sognando in panchina mister Ranieri, Guardiola o Ancelotti.
E non è un paragone a caso: basti dire che dopo Livorno l’orchestra viennese andrà a suonare su un palcoscenico di prestigio internazionale come il Palau de la Música di Barcellona. Così come non è un caso, ovviamente, l’ovazione che ha salutato Mehta e i Wiener al termine di due eccezionali interpretazioni della Sinfonia n. 6 op. 68 “Pastorale” e della Sinfonia n. 7 in la maggiore op. 92 di Beethoven, mentre per il bis è stata scelta l'overture di “Le Nozze di Figaro” firmate Mozart.
D’altronde, Mehta e i Wiener si conoscono bene: il direttore d’orchestra asiatico l’ha diretta in più occasioni – come fanno rilevare dallo staff del Goldoni – nella mitica sede viennese del Musikverein in occasione del concerto-mito, quello del tradizionale appuntamento di Capodanno, oltre che in varie altre circostanze, incluse due date assai recenti.
Per una sera il Goldoni ha offerto musica di straordinaria qualità: un po’ come fossimo nella Sala d'Oro del Musikverein, quartier generale della Vienna Philarmonic Orchestra, o alle Philharmonie, sede dei Berliner...
Peccato solo che il teatro livornese, forse nel suo giorno più alto da quando è stato riaperto, fosse in realtà riservato a un migliaio di turisti. Livorno ha mostrato un gioiello come il Goldoni: un teatro solo apparentemente identico all’identikit ottocentesco, basti pensare al singolarissimo tetto e all’ottima acustica che il teatro labronico ha offerto valorizzando – grazie al volume e alla limpidezza di suono, com’è stato sottolineato dai diretti interessati – le esecuzioni di questi talenti della classica.
Il teatro era pieno: in platea e nei palchetti anche una piccola folla di giapponesi che erano arrivati nella nostra città grazie a un tour nel Mediterraneo.
Quest’appuntamento musicale di alto livello è stato «organizzata ed interamente finanziata dal tour operator austriaco MS6 Travel & Music», – viene sottolineato dall’équipe del Goldoni riferendo che l'evento «ha riscosso il pieno apprezzamento di tutti i partecipanti e ha segnato nuovamente un bell'esempio di come turismo, cultura e teatro possano e debbano incrociarsi».
«Il Goldoni si sta aprendo sempre più alle relazioni internazionali – afferma il direttore generale Marco Leone – cercando di favorire occasioni di incontro tra grandi artisti e la città e l'accesso per le nostre produzioni liriche al mercato estero».
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