Sicurezza
Terme del Corallo, nuova giornata di pulizia. Si pensa a chiudere il cavalcavia per un flash mob
Livorno, domenica 15 maggio volontari al lavoro. Si sta organizzando un evento a fine mese per marcare la restituzione del monumento liberty alla città
LIVORNO. Il sogno – bello e (ora forse un po’ meno) impossibile – di rimettere piede dentro le terme liberty del Corallo l’ha fatto decollare l'afflusso record di cittadini pronti a rimboccarsi in prima persona le maniche per pulire il giardino fra il fabbricato e il cancello principale. Figurarsi che i protagonisti, cioè i volontari dell'associazione Terme del Corallo e di Reset, avevano messo in preventivo che sarebbero stati necessari tutti i fine settimana di maggio: la partecipazione è stata tale che è bastato il primo sabato messo in elenco.
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Fermarsi? Macché: invece di lasciare, qui si raddoppia. Ed ecco che salta fuori l’idea di far mettere le ali, almeno per qualche ora, a un sogno ancor più grande e ancor più simbolico. Gli organizzatori della mobilitazione pro-Corallo stanno lavorando attorno all'ipotesi di chiedere permessi e autorizzazioni per il flash mob più bello che esista: chiudere il cavalcaferrovia per qualche ora («forse una serata») e, davanti a questo scrigno di tesori, tenere alla larga le auto per pedonalizzarlo o qualcosa del genere. Forse per creare una sorta di catena umana che “abbracci” simbolicamente il monumento tornato nel cuore dei livornesi. Forse per reinventarlo come fosse una sfilza di palchetti affacciati sulle terme liberty come fossero un palcoscenico e una scenografia senza uguali. Forse per immaginare un futuro in cui il traffico in entrata e in uscita dalla città non avrà bisogno di un cavalcaferrovia che sfregia le Acque della Salute.
I volontari stanno mettendo in piedi un evento che contrassegni anche dal punto di vista simbolico la restituzione delle terme liberty ai livornesi: probabilmente verso fine mese. Ovviamente, non si tratta del recupero del fabbricato: sarebbero necessari almeno dieci milioni di euro (anche se, nella conferenza stampa di fine aprile, l'assessore Alessandro Aurigi aveva polemicamente chiamato in causa il governo sottolineando che «con un quarto della spesa militare di un caccia F35 ci pagheremmo il recupero di tutto il Corallo, l'abbattimento del cavalcaferrovia e perfino il sottopasso»). Ma è a portata di mano la possibilità di dare una svolta e riuscire a mettere in piedi qualcosa che tolga la polvere dell’oblio da questo edificio-simbolo.
I TRE ROUND
Lo schema-base l'abbiamo già anticipato nelle settimane scorse. Il primo round dedicato alla pulizia del giardino mentre il secondo passaggio è riservato alle visite guidate, ma sempre rimanendo al di fuori del fabbricato storico. E poi? C'è anche un terzo tassello del puzzle: punta a entrare all'interno del fabbricato, e questo potrebbe non essere impossibile se pensiamo che nella sala della mescita c'è un tetto nuovo (con lavori iniziati sotto la precedente giunta Pd e conclusi sotto l'attuale amministrazione M5s) e, secondo quanto riferisce Silvia Menicagli (Terme del Corallo onlus), dovrebbero essere sufficienti 50mila euro per realizzare i nuovi infissi e renderla fruibile. Ma questo schema si arricchisce di qualche novità. Ad esempio, le due associazioni hanno deciso di fare il bis con una nuova giornata di mobilitazione alle terme: stavolta in cartellone per domenica 15, «forse dalle 9 alle 19».
IL COMUNE IN CAMPO
Nel frattempo si è messo in moto anche il Comune con l'Ufficio Parchi e giardini. «Gli operai della coop che lavora per il municipio – afferma Menicagli – hanno iniziato il lavoro più complesso sulle piante d'alto fusto e sulle infestanti alte. Si vedono alcune antiche palme finalmente pulite. Il giardino sta finalmente riprendendo forma e dignità». Non è tutto: dal quartier generale di Terme del Corallo onlus raccontano che «Toscana Film Commission che ha inserito le nostre belle terme nel data base di riferimento di location utili e suggestive per le produzioni cinematografiche, televisive e artistiche arrivano già le prime richieste. Una fotografa per un servizio di moda si è messa in contatto per i permessi di un set alle Terme». Ma l’appuntamento di domenica 15 calza a pennello anche con i tempi di altre cose. L’una, la troviamo nel blog di Reset: è l’invito «a tutti i cittadini» a chiedere – «entro il 31 maggio» – alla Presidenza del consiglio, di inserire le Terme del Corallo fra gli interventi da finanziare con un fondo da 150 milioni di euro (con una e-mail a bellezza@governo.it).
L’altra, eccola sul sito web del Fai: siamo giusto in tempo per prendere la rincorsa in vista dell'edizione 2016 dei “Luoghi del cuore” che consente di votare il monumento italiano da salvare. Già lo scorso anno le terme del Corallo sono state protagoniste di un exploit calamitando 30mila voti: sufficienti per arrivare al settimo posto a livello nazionale ma non per avere soldi. Il passaggio dal sabato alla domenica segna anche un mutamento nell'identikit dell'iniziativa: si vuol andare al di là dell’operatività delle braccia per cominciare a contrassegnare la mobilitazione nel segno della riappropriazione. Tradotto: «Non siamo mica giardinieri aggiunti», come dice Giuseppe Pera, presidente di Reset.
UN HAPPENING DOMENICA
Ecco perché la straordinaria mobilitazione dell'ultimo sabato di aprile («abbiamo avuto l'apporto non solo dei volontari delle nostre due associazioni ma anche 160 iscritti in più») lascia il passo a una sorta di happening multiforme: adesso non c'è più da ripulire dalle erbacce uno spiazzo come il giardino sistemato pochi giorni fa, si va in spazi più angusti. Dove? Tutt'attorno al fabbricato. A cominciare dalle logge, guardando l'edificio centrale le trovate sulla sinistra lungo la recinzione: in realtà, è difficile accorgersene anche se sono lì a un passo, scendendo giù dal cavalcaferrovia sembrerebbe quasi di toccarle se non fosse per una “muraglia” verde impenetrabile che le nasconde alla vista. «È un gioiello nascostissimo, – dice Pera – si tratta per primo centro commerciale della nostra città, diciamo così: era un concentrato di negozi chic per la passeggiata dei frequentatori delle terme». Non c’è però solo quello. I volontari hanno preso accordi con il Comune per avere l’ok a pulire anche il retro del fabbricato, quello che si affaccia sul parco creato nella precedente legislatura in convenzione con i privati che hanno realizzato uno stock di palazzi negli ex magazzini Coca Cola. Ma lì gli spazi sono minimi e, per esigenze di sicurezza, il Comune ha dato l’ok a un intervento solo in piccole gruppi specializzati e ben equipaggiati, come segnala Emilio Rossini, esponente di Reset: lo farà dunque un team ristretto. Ben più folto il secondo gruppo che lavorerà a spostare l’enorme quantità di fogliame e rami così da poterli portar via. Ma lo spazio all’aperto delle terme aprirà per la prima volta anche a chi vuol solo fare il gesto di riappropriarsene: andarle a vedere (e riscoprirle) da vicino.
I PRIVATI COLLABORANO
Vale sempre la regola della tessera: le terme saranno accessibili agli iscritti a Terme del Corallo o a Reset, e questo perché solo così si ha la copertura assicurativa che, togliendo ogni responsabilità al Comune in caso di piccoli infortuni, è stata la condizione che ha consentito ai volontari di avere le chiavi e poter entrare all’interno del complesso di inizio Novecento. «Ma, siccome la volta scorsa ci è stato segnalato che un gruppo di studenti se n’è andato dopo aver saputo che dovevano versare la quota di iscrizione, noi di Reset – dice Pera – abbiamo deciso che agli studenti daremo la tessera gratis: la quota per l’assicurazione la pagheremo noi». Sull’esempio della volta scorsa, non mancheranno le collaborazioni con realtà pubbliche e private. Per dirne una: l’Aamps fornirà attrezzi mentre i dispositivi di protezione saranno messi a disposizione dalla ditta Magraf di via Foscolo. Per dirne un’altra: il ristoro sarà offerto dalla Baracchina Rossa in tandem con il Bar 4 Mori mentre la Cantina Mister Bacco offrirà una bottiglia-ricordo ai partecipanti. «È stata coinvolta anche l’Asa», segnala Pera: all’ex municipalizzata dell’acqua – spiega – è stato chiesto se è possibile riattivare la fontana al centro del giardino ripulito. Sarebbe un altro segno di rinascita.
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