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Livorno

«Il futuro dell’azienda è nel concordato»

«Il futuro dell’azienda è nel concordato»

Il cda spiega come la ristrutturazione sia possibile ma si va avanti con l’indicazione del Comune

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LIVORNO. Il futuro assetto societario di Aamps? «È nel concordato preventivo in continuità presentato dal consiglio di amministrazione al Tribunale fallimentare di Livorno il 25 febbraio scorso».

Lo ripetono in una nota da via dell’Artigianato allontanando, almeno per ora l’ipotesi «seppur ancora plausibile a livello tecnico» di una ristrutturazione del debito.

Un cambio di strategia che come abbia sottolineato ieri e come in molti hanno fatto notare, avrebbe permesso di depotenziare e di molto l’ipotesi di bancarotta fraudolenta che la Procura muove sia al sindaco Filippo Nogarin che all’assessore al bilancio Gianni Lemmetti.

«Il Consiglio di Amministrazione di Aamps SpA - si legge in una nota - sta lavorando alacremente alla definizione del piano di concordato in continuità aziendale in linea con quanto indicato dal socio unico, il Comune di Livorno, nel rispetto delle normative vigenti. Si tiene a precisare che, pur essendo prevista dalla domanda presentata a suo tempo, la ventilata ipotesi di una ristrutturazione del debito non appare allo stato attuale come percorribile nei tempi a disposizione. Dall'accoglimento da parte del Tribunale di Livorno dell'istanza di concordato preventivo “in bianco” presentata dall'azienda il 25 febbraio scorso il lavoro profuso è universalmente indirizzato alla presentazione della relativa proposta del piano e della documentazione prevista sotto il controllo del Commissario Giudiziale designato».

Il presidente Federico Castelnuovo e gli altri due membri del cda confermano che «l'intendimento è quello di salvaguardare l'Azienda e i suoi lavoratori mettendola nelle condizioni di continuare ora ad erogare i servizi alla cittadinanza e procedere successivamente all'implementazione di un piano industriale coerente con il piano di risanamento economico e finanziario».

Al contempo - concludono - «stiamo definendo le proposte da sottoporre all'attenzione dei creditori che riteniamo possano risultare accettabili per gli stessi e sostenibili per l'Azienda e i cittadini fruitori del servizio». All’inizio di luglio, in ogni caso scadranno i termini per presentare la proposta definitiva in Tribunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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