Gioco
«Noi amiamo il frate santo» La devozione al femminile
LIVORNO. Tra le tante storie di prodigi veri o presunti che i livornesi raccontano su Padre Pio, la più bella è quella di un miracolo mancato. Racconta Antonio Bertini, musicista di 42 anni, che Alda...
LIVORNO. Tra le tante storie di prodigi veri o presunti che i livornesi raccontano su Padre Pio, la più bella è quella di un miracolo mancato. Racconta Antonio Bertini, musicista di 42 anni, che Alda Tognetti, anziana di Montecatini - «che oggi avrà più di 90 anni» - conobbe il santo di persona quando si recò da lui a chiedere il miracolo per il marito moribondo.
«Guaglio’ - la ammonì, prima che la donna potesse parlare - io lo so già cosa vuoi chiedermi, ma non ci posso fare niente. Lo vuole il Signore». Il marito morì e lei non perse la fede. Anzi, il fatto aumentò la sua devozione al frate cappuccino, per il quale scrisse una lode. Per una serie di casualità Tognetti e Bertini entrarono in contatto. E l’uomo ha musicato il testo dell’elogio che la donna aveva scritto per Padre Pio. «Quando mi ha dato il foglio in mano - racconta - dopo un minuto mi è venuta la musica in testa. Siamo andati anche il pellegrinaggio alla chiesa di San Giovanni Rotondo, dove il frate mi fece cantare la nostra lode. Da allora, di riflesso, sono diventato anche io un devoto di Padre Pio».
UNA MADRE ANZIANA
Ma c’è la storia di un’altra arzilla 95enne, che merita la luce dei riflettori. È quella di Anna Brosio, madre di Paolo l’ex conduttore televisivo folgorato sulla via di Damasco, che con la sua associazione “Le Olimpiadi del cuore” ha organizzato il “San Pio Tour 2016”, con l’ostensione delle reliquie del frate cappuccino tra la Toscana e l’Emilia. Don Marcio, il parroco brasiliano di San Giuseppe, invita prima Paolo, poi Anna, a guidare l’adorazione alla Vergine di Pompei nel giorno della festa della mamma. E alla fine Anna Brosio si lascia andare ad una confessione: «Mio figlio non percorreva la retta via, oggi per fortuna si è ripreso, perché ho pregato tanto la Madonna». La preghiera è il consiglio che lascia alle sue “colleghe” mamme: «Maria nel disperato amore materno è rimasta ai piedi della croce. Non vi scoraggiate neanche voi. Fate pregare anche le suore, che hanno pregato tanto per Paolo. Pregate, è importante». Poi alle mamme e ai figli che si avvicinano ai piedi della sua sedia a rotelle, dove tiene in braccio il suo cagnolino cubano, la donna non si stanca di consigliare. «Io ve lo dico, perché voglio che ne facciate tesoro anche voi. I figli sono un bene prezioso: non è che una volta partoriti, è fatto». Poi, proprio ad un figlio, racconta del bombardamento di Livorno.
UNA MADRE GIOVANE
Se l’età media è comunque molto alta, non ci sono solo anziani a San Giuseppe. C’è anche Viola, una giovane mamma con la sua neonata di 2 mesi, accompagnata da nonna Angela e dalla zia Regina.
«Non abbiamo una particolare devozione a Padre Pio - spiega Viola - ma questa è la nostra parrocchia e noi siamo molto orgogliose che questo evento sia avvenuto qui. Per una bambina di due mesi è un’occasione unica».
Le tre donne, tuttavia, non nascondono che c’è anche un altro orgoglio che le porta a venire tutte le domeniche a messa. E non riguarda un morto, ma un uomo vivo che accende la loro fede. «Da quando c’è don Marcio questa chiesa è stata veramente rivoluzionata. Siamo felici di venire a messa ogni domenica», spiegano.
UNA DONNA GIOIOSA
C’è una donna che si ferma, che indugia davanti alle reliquie e le stringe con gioia. I suoi occhi sono commossi, ma quasi ridono dalla commozione, sono come patinati di felicità. Eppure non è una miracolata. È una semplice fedele che viene dalla Sardegna ma da anni vive ormai a Pisa. «Io con lui ho un rapporto stretto da quando sono ragazza. Erano i tempi dell’alluvione, vivevo a Pisa ma volevo andare incontrare questo frate che non faceva altro che confessare persone. Ma mia madre mi scoraggiò, mi disse che tutti quelli che ci andavano restavano delusi». In effetti Padre Pio aveva la fama di essere un burbero ed è noto come confessasse solo uomini, non donne. La cosa impressionante, però, è come la maggior parte delle sue fedeli, oggi, siano anziane signore.
«Nel 2005 con delle amiche organizziamo un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo. Appena arriviamo cade una delle 8 campane della chiesa di San Pio. Io l’ho visto come un segno di grazia». La donna racconta di essere particolarmente fedele di San Pio perché ha una figlia con una malattia rara. Proprio eventi come questo sembrano essere il minimo comun denominatore della devozione al frate di Pietrelcina. «Mentre ero lì sentivo i suoi odori, il famoso profumo di rose che indica il suo passaggio anche se nella zona non c’era nessuno. Dentro la chiesa di Renzo Piano ho visto (e non sono stata l’unica) l’immagine di Gesù sul braccio del sacerdote. Quando siamo andate via con il pullman volevo andare a trovare Pio sulla tomba, ma non abbiamo fatto in tempo. Siamo ripartite e alle prima sosta, durante una dimostrazione di olii, mi affacciai fuori dalla finestra e vidi Pio tra gli alberini. Era venuto a salutarmi».
UNA DONNA ARRABBIATA
A Livorno c’è anche una donna che sostiene di essere stata battezzata da Padre Pio ed è piuttosto arrabbiata con Paolo Brosio. Ma non ha voluto che condividessimo il suo vissuto con voi e noi: rispettiamo la sua volontà.@Andreascutella
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