Il Tirreno

Livorno

Nogarin all’attacco «Io sereno, gli altri non possono esserlo»

di Alessandro Guarducci
Nogarin all’attacco «Io sereno, gli altri non possono esserlo»

Poche le parole del sindaco il giorno dopo l’avviso di garanzia I vertici del M5s: «Dimissioni? Prima vediamo di cosa è accusato»

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LIVORNO. T-shirt grigia con stampati su Fred Flintstone e Barney, jeans scoloriti e sneaker di marca ai piedi, Filippo Nogarin si è concesso ieri mattina una passeggiata sul lungomare di Antignano in compagnia della figlia di otto mesi.

Sicuramente un modo per rilassarsi dal lavoro quotidiano di sindaco e soprattutto per scaricare la tensione accumulata con la vicenda giudiziaria riguardante Aamps che ha investito anche lui insieme ad altre 17 persone.

Ma verso le 10, quando ha fatto ritorno a casa, si è trovato di fronte ad alcuni giornalisti della carta stampata e delle televisioni che lo hanno “accerchiato” cercando di ricevere qualche risposta alle tante domande.

Nogarin, a quel punto, spingendo il passeggino ha affrettato il passo avvicinandosi velocemente al cancello dell’abitazione. Respingendo con un sorriso sornione qualsiasi quesito posto dai giornalisti ed evitando anche, a proposito di rifiuti, un materasso che era stato abbandonato per strada vicino ai cassonetti...

«Non mi fermo, quello che dovevo dire l'ho già detto su facebook - ha dichiarato il sindaco riferendosi all'annuncio dato da lui stesso sabato all’ora di pranzo dell'avviso di garanzia - Quindi non c’è da insistere. Per favore. Siate carini, non c’è motivo di insistere».

«Io vi ho già detto quello che dovevo dire nel comunicato stampa su facebook - prosegue Filippo Nogarin - E’ stato molto chiaro e messo a disposzione di tutti. Come avete visto l’ho fatto in tempo utile affinchè tutti abbiate potuto fare le vostre comunicazione in merito. Basta, non c’è da aggiungere altro». Una giornalista, a quel punto, chiede al sindaco se sente sereno. Solo a quel punto il sindaco si ferma e risponde: « Sono assolutamente sereno: ho portato io i libri di Aamps in tribunale. Figuratevi se non sono sereno... Sono gli altri che non devono essere sereni. Buon lavoro». E perciò, con la “rivendicazione” di essere stato colui che ha voluto far piena luce sulla vicenda Aamps e ad innescare così l’indagine, il cancello di casa Nogarin si chiude.

Le comunicazioni di Filippo Nogarin con la stampa si sono interrotte qui fino alle 18 di ieri , quando su twitter e su facebook ha annunciato la partecipazione alla trasmissione televisiva Fuori Onda su La7 «per fare un po’ di chiarezza sulla vicenda Aamps». L’unica notizia che trapela è che oggi, probabilmente nel pomeriggio, il sindaco sarà a Genova nello studio di un avvocato mettere a punto la strategia legale: può darsi che Nogarin voglia chiedere agli inquirenti di essere ascoltato al più presto per chiarire gli aspetti che gli vengono contestati.

Dunque poche parole, ma pesanti, quelle pronunciate ieri da Nogarin. Parole che in ogni caso fanno pensare più a un contrattacco che ad una difesa da parte del sindaco, che può farsi forte del sostegno manifestatogli sabato dallo stesso Beppe Grillo e dai suoi consiglieri comunali e dagli esponenti grillini (non solo livornesi) e ieri anche da Roberto Fico, il quale ha comunque ricordato che Nogarin è pronto a dimettersi se nella fase preliminare delle indagini dovesse emergere una sua responsabilità personale.

Una posizione che è stata confermata anche da Luigi Di Maio - sì, proprio lui che in passato una intervista a Libero si era dichiarato contrario alla presunzione di innocenza - che ieri sera ha dichiarato: «Noi chiediamo ai nostri sindaci quello che chiediamo ai sindaci del Pd. A Lodi c'è un sindaco rinchiuso in una cella di San Vittore e che non vuole dimettersi, a Livorno c'è un sindaco che ha appena ricevuto un avviso di garanzia. E' pronto a dimettersi, ma prima vogliamo sapere di che cosa viene accusato".

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