Il Tirreno

Livorno

tentato furto

Settantenne mette in fuga ladro ciclista

di Lara Loreti
Il vigneto di via cerreta a Nugola
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Il vigneto di via cerreta a Nugola

Collesalvetti, un uomo in sella a una mountain bike, prova a rubare nelle auto, ma viene visto e rincorso da una donna e dagli operai di una vigna

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COLLESALVETTI. In sella a una mountain bike, vestito di tutto punto da vero ciclista, con tanto di caschetto e zaino in spalla, tutto di nero. Venerdì mattina, si intrufola in un vigneto a Nugola, in via Cerreta, apre un’auto e prova a portare via degli oggetti all’interno. Non ha fatto i conti con gli operai al lavoro, ma soprattutto la mamma del fattore, una donna di 70 anni che non solo si accorge della pur furtiva presenza dell’intruso, ma si mette anche a gridare. E va oltre, rincorrendo e mettendo di fatto in fuga il ladro-ciclista. Al suo richiamo, tutti gli altri operai si mettono in allerta: chi si lancia a piedi all’inseguimento del ladro, chi attraversa la vigna e raggiunge la propria auto per tagliargli la strada, provando a giocare di anticipo. E chi prende il cellulare per avvisare i carabinieri.

Guai a chi osa mettersi contro la squadra dei vignaioli di Nugola. Perché, come dice qualcuno, dietro un grande risultato c’è sempre (o quasi) un lavoro di gruppo. Il risultato ottenuto in via Cerreta è la fuga del ladro, che si insinua tra i filari, per poi tornare in strada, pedalando all’impazzata verso Nugola. E infine per sparire, lanciandosi nell’argine di un torrente, alle soglie del bosco.

Ma non finisce qui. Nel frattempo, infatti, tutti gli operai al lavoro gli stanno addosso e il ladro si sente il fiato sul collo. Ma lui non si arrende, anzi, cala il jolly: improvvisa un cambio d’abito. Proprio così. Mentre un lavoratore, dopo aver attraversato la vigna, raggiunge la strada per tentare di bloccare la il malvivente in strada, provando una manovra a tenaglia insieme agli altri colleghi, l’intruso si inabissa nell’argine del torrente, per poi risalire, dopo pochi istanti con un look diverso: non più il nero lugubre della prima versione, ma calzini arancione fosforescente e un cappellino bianco. Evidentemente, il malvivente, forse esperto nel campo, nello zaino porta con sé un vestiario di ricambio per le emergenze. Ma è da ingenui pensare che un cappello e un paio di calzini diversi siano sufficienti per rendersi irriconoscibile. Gli operai, che intanto lo inseguono in direzione Nugola, lo vedono ripassare sempre su via Cerreta, ma in senso opposto, in direzione Vicarello. Lo riconoscono, però non basta: il ladro l’ha fatta franca. Ma chissà se oserà tornare all’attacco...

C’è un precedente: il 18 aprile, in quello stesso vigneto, un malvivente si era avvicinato a piedi alle auto dei lavoratori, riuscendo a forzarne sei e a rubare all’interno un navigatore e altri oggetti vari. Il sospetto degli investigatori è che in azione sia tornato lo stesso ladro. Ladro che però, venerdì mattina, ha rischiato grosso. Al lavoro, nella selezione dei germogli nel vigneto c’erano circa venti persone, tutte coese e determinate a fermarlo.

Intanto i carabinieri hanno intensificato i controlli nella zona.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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