Il Tirreno

Livorno

i balneari chiedono un incontro al comune

«Se la strada sarà questa non staremo a guardare»

«Se la strada sarà questa non staremo a guardare»

LIVORNO. «Sembra un accanimento, vediamo che ordinanza verrà fuori e ci muoveremo di conseguenza...». L’atto votato venerdì dal consiglio comunale è piombato come un fulmine a ciel (quasi) sereno sui...

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LIVORNO. «Sembra un accanimento, vediamo che ordinanza verrà fuori e ci muoveremo di conseguenza...». L’atto votato venerdì dal consiglio comunale è piombato come un fulmine a ciel (quasi) sereno sui gestori degli stabilimenti balneari della città. Che attraverso i loro rappresentanti del Sib Confcommercio e dell’Anva Confesercenti chiedono ora un incontro urgente con i rappresentanti dell’amministrazione comunale.

Nell’ordinanza dello scorso anno, per la prima volta, ai gestori era stato indicato di «segnalare all’interno dell’area in concessione il percorso riservato al solo transito per il raggiungimento della battigia». Quest’anno il consiglio chiede a maggioranza di eliminare quei corridoi o corridoini improvvisati lo scorso anno e di aprire i cancelli gratis - e tutto l’anno - a chi chiede semplicemente di raggiungere il mare, senza usufruire degli altri servizi. Togliendo anche la parte che prevedeva per i concessionari la possibilità di bloccare temporaneamente il libero attraversamento dei bagni in caso di rischi per la sicurezza.

Ma come può essere gestita una ordinanza di questo tipo, considerando la conformazione degli stabilimenti livornesi che non si affacciano su una spiaggia senza confini come quella di Tirrenia o di Viareggio? All’indomani del voto in consiglio, il gestore dei bagni Roma, Andrea Picchi, che coordina l’Anva Confesercenti (dove un anno fa sono entrati i tre bagni di Ardenza e Antignano) reagisce così: «A questo punto ci muoveremo, cosa che non abbiamo fatto lo scorso anno, quando secondo me ci siamo comportati in modo corretto. Questa nuova proposta mi sembra un accanimento terapeutico...». Picchi reagisce di pancia: «Prima si sarebbe chiamato esproprio proletario, se questo è il loro intento... Avevamo già ottemperato allo spirito della legge, garantendo il raggiungimento del mare. Se ora questa sarà l’ordinanza ci muoveremo di conseguenza...». Poi ricorda che proprio in questi giorni «stiamo pulendo noi la spiaggia pubblica del Sale».

Anche Gianfranco Giachetti, gestore dei Tirreno e presidente provinciale del Sib, il sindacato dei balneari della Confcommercio, fa sapere che chiederà un incontro ai rappresentanti dell’amministrazione comunale. «Non ci siamo ancora consultati fra di noi - sottolinea - perché nessuno si aspettava una cosa del genere. Prenderemo visione dell’ordinanza e faremo le nostre valutazioni...». Tra l’altro proprio i bagni Tirreno, insieme ai bagni Pancaldi, hanno già fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza dello scorso anno, ripetendo il loro no al libero accesso al mare là dove non si può transitare tra un bagno e l’altro (come ad esempio a Tirrenia). Proprio quel ricorso, che sarà discusso a breve, potrebbe diventare decisivo in un verso o nell’altro».

(j.g.)

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