La protesta
Nogarin in tv: pronto a dimettermi ma il mio caso e quello di Lodi non sono confrontabili
Il sindaco di Livorno si difende in tv dopo aver ricevuto l'avviso di garanzia per il caso Aamps
LIVORNO. "Il mio caso non è paragonabile a quello del sindaco di Lodi. Io ho chiesto di fare chiarezza su Aamps e ho portato i libri in tribunale. Non sono due situazioni confrontabili". "Se in qualche modo si dovesse dimostrare che la mia condotta è stata meno che trasparente, le mie dimissioni sono già sul tavolo". Sono due passaggi dell'intervista che Filippo Nogarin ha rilasciato ai microfoni della trasmissione di La7 "Fuori Onda", condotta da David Parenzo e Tommaso Labate, dopo l'avviso di garanzia che lo ha raggiunto come conseguenza dell'inchiesta sulla società dei rifiuti Aamps.
“Non sta né in cielo né in terra - ha ribadito il sindaco nel corso dell'intervista - che si mescoli l’avviso di garanzia che riguarda me e gli arresti che riguardano il sindaco Pd di Lodi. A Livorno sono stato io a portare i libri in tribunale e a chiedere alla magistratura di fare chiarezza su quel che non andava all’Aamps, l’ex municipalizzata dei rifiuti, a Lodi no: anzi, a quanto si legge sui giornali, lì sono stati truccati gli appalti”.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13435564:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/08/news/inchiesta-aamps-sotto-la-lente-dei-pm-la-gestione-rifiuti-dal-2012-a-oggi-1.13435564]]"Credo non ci sia una linearità fra l'avviso di garanzia e le dimissioni", dice ancora Nogarin. "Mi viene notificato un avviso di garanzia per concorso in bancarotta fraudolenta per una inchiesta che abbiamo promosso noi per far sì che la magistratura accendesse un faro su tutto quanto riguarda la municipalizzata Aamps e per far sì che la magistratura potesse fare piena luce su quello che è accaduto dal 2012 a oggi, compresi i due anni scarsi del mio mandato".
Un avviso che trova il primo cittadino a Cinquestelle sereno e per nulla sorpreso: "Siamo stati noi, ed io in particolar modo, a portare i libri in Tribunale, non solo me l'aspettavo - ha assicurato - ma credo che la magistratura abbia fatto quello che doveva fare".
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