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Niente corridoi sugli stabilimenti: cancelli aperti per fare il bagno

di Juna Goti
Niente corridoi sugli stabilimenti: cancelli aperti per fare il bagno

Livorno, il consiglio vota il mare libero e gratuito tutto l’anno e propone di abbattere i muri lungo la costa

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LIVORNO. Mancano appena due settimane all’apertura degli stabilimenti balneari. E quando sdraio e lettini sono già quasi al loro posto, il consiglio comunale vota in modo trasversale (contrari solo Pd e Forza italia) una mozione che impegna il sindaco e la giunta a rivedere l’ordinanza per la balneazione in modo da «rendere l’accesso al mare libero e gratuito durante l’intero arco dell’anno, anche attraverso tutti gli stabilimenti balneari presenti sul territorio del comune di Livorno».

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L’atto di indirizzo che ha incassato l’ok della maggioranza e di una parte delle opposizioni porta la firma degli ex grillini Mazzacca, Pecoretti e Grillotti (Livorno libera) insieme al pentastellato Fuoti. In sostanza punta a superare quel corridoio che lo scorso anno era stato creato all’interno di ogni stabilimento per raggiungere il mare senza pagare il biglietto (corridoio peraltro usato da pochissimi livornesi, che nei bagni di solito preferiscono avere cabina, ombrellone e tutto il resto). Tra i gestori c’era anche chi aveva assunto un vigilante per scortare gli irriducibili del mare free fino alla scaletta di turno, misura mai andata a genio a grillini ed ex, ma non solo, e che in generale ha fatto parlare di flop.

«Tolto il percorso di accesso - ha tuonato venredì pomeriggio Grillotti in consiglio comunale - si prevede una riconsegna alla città di spazi che per troppo tempo sono stati tolti». Nell’ordinanza proposta, che modificherebbe in punti chiave quella dello scorso anno, si legge così che «i concessionari di strutture balneari devono assicurare il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione», «intendendo per battigia sia le aree naturali che quelle artificiali, di qualsiasi costituzione esse siano». Che «le zone concesse devono garantire il libero e gratuito accesso al mare durante l'intero periodo dell'anno (primavera, estate, autunno, inverno), senza frapporre alcun tipo di ostacolo o chiusura». Che «eventuali barriere, cancelli o simili, devono essere mantenuti aperti e nella fascia dei 5 metri dalla battigia non è consentita l'apposizione di alcuna barriera fisica che ne impedisca l'attraversamento». Specificando comunque che «coloro che intendono raggiungere il lido del mare non possono trattenersi nelle aree in concessione». Quindi i servizi resterebbero a pagamento, con il biglietto d’ingresso per chi ne usufruisce.

«L'area di battigia - si legge ancora - non potrà essere in alcun modo occupata, anche momentaneamente, con posa di lettini, sdraio, ombrelloni o altra attrezzatura». E «potranno essere momentaneamente appoggiati gli indumenti personali, per il tempo necessario alla balneazione». Di più. Nell’atto votato dal consiglio c’è scritto che «eventuali muri o recinzioni sulla linea di costa», ad esempio quelli che separano un bagno dall’altro, «dovranno essere demoliti al fine di ripristinare il libero passaggio», con la sottolineatura che «eventuali limitazioni all'accesso e transito» potranno essere «sanzionate con la revoca della concessione».

È chiaro che questo atto di indirizzo politico ora deve passare al vaglio degli uffici, e non è detto che l’ordinanza proposta diventi quella effettiva. Ma il segnale è chiaro: il consiglio chiede di cambiare rotta rispetto alle indicazioni “mitigate” dello scorso anno. E lo stesso assessore al demanio, Gianni Lemmetti, seppur con maggiore prudenza in alcuni passaggi, una cosa la dice: «L’ordinanza dello scorso anno sarà rivista in un’ottica di accesso più libero al mare...».

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