Il Tirreno

Livorno

Sport, gioco e sorrisi per i ragazzi disabili in pista con l’Esercito

di Lara Loreti

Niente barriere né pregiudizi nel giorno di Folgore no limits Albamonte: «Ho superato il trauma grazie all’amore»

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LIVORNO. C’è uno studente delle medie, affetto da autismo, che nuota, va a cavallo e gioca a calcio con gli amici, ci sono le squadre dei pallavolisti in carrozzina che si divertono sul prato. Chi fa scherma o canottaggio, sfidando la disabilità, e chi si cimenta nel tiro con l’arco. Non ci sono limiti né pregiudizi alla festa organizzata dalla Folgore nella caserma Lustrissimi di via degli Acquedotti dedicata ai disabili. «Perché un disabile non si identifica con il suo limite». Una lezione di vita che viene dal comandante Alessandro Albamonte, principale promotore dell’evento “Folgore no limits”, ufficiale vittima nel 2011 di un attentato: gli esplose in mano un plico recapitato alla caserma di viale Marconi.

Centinaia di bambini e adulti si sono riuniti per giocare, cantare, sorridere alla vita, anche quando non sembra generosa. «Il sorriso di questi ragazzi è il regalo più bello che possiamo avere e l’emozione più forte che si possa vivere in un evento come questo - dice il comandante Albamonte - Oggi possono giocare insieme ragazzi con problemi e non, ma con le regole dei disabili in modo da agevolarli. Io stesso, in seguito all’attentato subìto 5 anni, fa ho perso parzialmente la vista: un trauma che però ho vissuto serenamente grazie all’amore della mia famiglia e alla Folgore, che mi è sempre stata vicino. La stessa Livorno mi ha dato la motivazione di andare avanti. Dopo l’incidente, ho vissuto momenti di sconforto, ma sono riuscito a superarli. Il segreto? Vedere il bicchiere sempre mezzo pieno».

Nel corso della manifestazione, il generale comandante della Brigata Folgore, Giovanni Maria Iannucci, ha accompagnato le autorità in giro per il campus. Presenti tra gli altri il sindaco Filippo Nogarin, che poi è dovuto scappare in Comune per il consiglio comunale, la prefetta Tiziana Costantino, il questore Orazio D’Anna e la polizia municipale con uno stand dedicato al rispetto dei disabili per strada. «Abbiamo un ottimo rapporto per la città - ha detto il generale Iannucci - Ma quello che ci fa più piacere è la presenza dei ragazzi delle scuole: ciò avvicina la Folgore alla cittadinanza. Livorno è diventata la nostra città. Io qui ho vissuto a più riprese nel corso della mia carriera, i miei figli sono stati a scuola qui e siamo sempre stati accolti con grande generosità, come è tipico dei livornesi». Iannucci mette in evidenza anche i valore dello sport come valore: «Per noi è una necessità e una ragione di lavoro: è chiaro che chi fa il parà si senta istintivamente vicino allo sport. Ma il senso di oggi non è la prestazione, ma il gioco, il divertimento, la coesione per passare delle ore insieme e non sentirsi indietro rispetto agli altri».

Qual è il ruolo dell’Esercito in questo particolare momento al livello internazionale? «Non spetta a me dirlo - risponde Iannucci - ma tengo a sottolineare una cosa: siamo a Livorno, città che è un esempio importante di quello che i militari svolgono al servizio del Paese e all'estero».

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