Il Tirreno

Livorno

Nogarin, tutte le reazioni politiche. Grillo: siamo con te. Il Pd: siete severi solo con gli altri

Ecco una carrellata di reazioni alla notizia dell'avviso di garanzia al sindaco M5S Filippo Nogarin: proprio nel giorno in cui i grillini sono andati all'attacco del Pd per l'inchiesta che ha travolto il sindaco di Lodi

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[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13429159:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/07/news/livorno-avviso-di-garanzia-per-il-sindaco-nogarin-1.13429159]]GRILLO (M5S): TIENI DURO, SIAMO CON TE. "Ti sosteniamo, siamo con te. Tieni duro, non ti lasciamo solo". Sarebbe questo il contenuto di una telefonata che il leader M5S Beppe Grillo, ha fatto in mattinata al sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Subito dopo aver ricevuto il sostegno di Grillo e, quindi, dei vertici del M5S, Nogarin ha preferito spegnere il suo cellulare

SERRACCHIANI (PD): M5S MAESTRI DI DOPPIA MORALE, INFLESSIBILI CON ALTRI COMPRENSIVI CON I LORO. "A differenza dei 5 Stelle che continuano a far sfoggio di ambiguità politica e morale, il Pd osserva una linea chiara e univoca: rispetto e collaborazione verso le Autorità di giustizia e garanzie di legge per chi è indagato". Lo afferma Debora Serracchiani, vicesegretario Pd, aggiungendo che il blog di Grillo “anche oggi incarna perfettamente lo spirito giustizialista a corrente alternata dei 5 stelle. Inflessibili con gli altri, molto, ma molto comprensivi con i propri esponenti politici, sono diventati maestri della doppia morale: un pessimo esempio per chi fa politica pretendendo di indossare il mantello dell'inquisitore". La numero due del Pd insiste però sul fatto che “in ogni modo amministrare la cosa pubblica è un lavoro difficile che, inchieste a parte, ai 5 Stelle proprio non riesce di fare. Comincino chiarendosi le idee su come un pubblico amministratore deve orientare la sua condotta: si risponde alle leggi italiane e non al codice di comportamento della Casaleggio associati”.

DI BATTISTA (M5S): ABBIAMO PORTATO NOI LIBRI IN TRIBUNALE. "Considerate che la questione è molto particolare. Perché quell'azienda è piena di debiti e siamo noi che abbiamo portato i libri in tribunale. Di fatto questa inchiesta complessiva che riguarda tutte le persone che hanno messo mano in Aamps è generale. Il nostro obiettivo è solo che si faccia chiarezza nell'interesse dei cittadini di Livorno. Per cui aspettiamo di capire un po' meglio le carte. Potrebbe essere un atto dovuto. Qualora non dovesse esserlo e ci dovessero essere delle condotte che vanno in senso contrario al Movimento 5 Stelle il sindaco Nogarin ovviamente ne trarrà le conseguenze". E’ la dichiarazione che arriva da Bologna da Alessandro Di Battista, uno dei principali esponenti del M5S a livello nazionale. Per Di Battista le conseguenze possono arrivare anche alle dimissioni di Nogarin (“l'ha detto lui”) perché “il Movimento 5 stelle non aspetta la sentenza di terzo grado come fanno gli altri”. Comunque l’esponente del direttorio M5S si dice "molto fiducioso, non c'è alcun problema. Attendiamo qualche giorno, per avere qualche elemento in più”. Poi aggiunge: “Ma il Movimento non è che difende un suo componente perché è del Movimento. L'unico nostro obiettivo è che si faccia chiarezza in questa azienda distrutta, piena di debiti a causa del Pd". Possibili influenze di questa vicenda sulla campagna elettorale in corso in altre città dove si terranno elezioni fra poche settimane? “Io credo di no. Si vede anche dalla tranquillità con la quale rispondiamo”.

MINISTRO BOSCHI (PD): SE IL PROBLEMA E' LORO, IL GRIDO M5S E' OMERTA'-OMERTA'. "Noi siamo garantisti e lo siamo anche con il sindaco di Livorno raggiunto da avviso di garanzia non come gli esponenti del Movimento che sono garantisti con i loro e giustizialisti con gli altri". Lo ha detto il ministro per le riforma Maria Elena Boschi, aggiungendo che "Di Maio era a Lodi questa mattina, mi auguro che domani vada a Livorno a chiedere le dimissioni del suo sindaco".  Poi ha concluso: "Il 21% dei comuni amministrati dal Movimento 5 stelle ha problemi con la giustizia, ma il loro grido onestà, onestà diventa omertà, omertà quando riguarda loro".

MINISTRO ORLANDO (PD): NON COMMENTO MAI INDAGINI IN CORSO. “Credo sia giusto ribadire che il ministro della Giustizia non commenta mai indagini in corso, qualunque sia la forza politica interessata”. Lo ha affermato il ministro della giustizia, Andrea Orlando, a margine della "Notte bianca della legalità”, rispondendo a una domanda.

SOTTOSEGRETARIO VELO (PD): DI MAIO DOPO LODI SI FERMA ANCHE A LIVORNO?  "Caro Luigi Di Maio oggi avviso di garanzia a Nogarin. Noi siamo garantisti, ma dopo la manifestazione a Lodi pensi di fermarti anche a Livorno?". Lo scrive su Twitter Silvia Velo, deputato del Pd e sottosegretario all'ambiente.

CAPEZZONE (COR): PD GARANTISTA PER SÉ È GIUSTIZIALISTA CON M5S. “E Pd, giustizialista da decenni ma ora garantista per se stesso, tornerà giustizialista contro M5s?". Lo scrive su Twitter Daniele Capezzone, deputato di Conservatori e Riformisti, la formazione di Fitto

LIBRANDI (SCELTA CIVICA): MASSIMO GARANTISMO PER NOGARIN MA IL SUO PARTITO IMPARI. "Nel caso del sindaco di Livorno Filippo Nogarin, è bene esprimere il massimo del garantismo: nel nostro paese si è innocenti fino a prova contraria, fino a sentenza passata in giudicato". Lo dichiara Gianfranco Librandi di Scelta Civica che sottolinea: "Il M5S, che troppo spesso agita le acque di un giustizialismo demagogico e illiberale, farebbe bene ad abbracciare i principi fondanti dello stato di diritto. Gli slogan e i cori "onestà, onestà" sono vuoti e un po’ ipocriti. I casi di Lodi e di Livorno dimostrano che una politica che si fa dettare l'agenda dalle inchieste giudiziarie, perde la sua indipendenza e la sua capacità di affrontare i problemi reali degli italiani. Di Maio, Grillo e il M5S imparino a comportarsi da forza democratica”.

PARLAMENTARI PD: ORA TUTTI IN PIAZZA A LIVORNO, CARO M5S? I senatori del Pd reagiscono su Twitter al post di Grillo, alle dichiarazioni di Di Maio e all'avviso di garanzia al sindaco di Livorno Filippo Nogarin. Camilla Fabbri scrive: "Ora tutti in piazza a Livorno, caro M5s? Noi non strumentalizziamo l'avviso di garanzia a Nogarin. Per noi la battaglia  politica ed esiste il garantismo". Per Donatella Albano "Di Maio torni a Livorno a fare proclami e spot elettorali. Non si può essere censori a targhe alterne". "Di Maio e il M5s vadano ora anche a Livorno - scrive Magda Zanoni, sempre su Twitter - Non si può essere censori a senso unico". Sulla stessa lunghezza d’onda anche Franco Mirabelli: nelle parole di Grillo su Nogarin si legge "una comprensione e una bontà davvero sorprendente per chi ogni giorno invoca il giustizialismo più becero nei confronti degli altri partiti". E Stefano Esposito rincara: "Noi siamo sempre garantisti e lo saremo anche nei confronti di Nogarin. Questo avviso di garanzia dimostra che il post di Grillo di stamattina è sbagliato. Non si strumentalizzano le inchieste, caro Grillo. Ora il M5s scenderà in piazza anche a Livorno?". Concetti ripresi anche da Alessia Morani, numero due del gruppo Pd alla Camera: “Accipicchia Luigi Di Maio, che si fa con Nogarin? Organizzi una manifestazione anche a Livorno per chiedere le dimissioni? Come al solito doppia morale a 5 stelle". Il senatore Pd Andrea Marcucci su Twitter spara a zero: "Grillo chiude caso Livorno ed assolve Nogarin. La legge vale solo per tutti gli altri. I M5S rispondono solo al grande capo”. Per la seantrice Maria Spillabotte, vicepresidente della commissione lavoro, emerge fra i Cinque Stelle "comprensione verso i propri dirigenti politici indagati, invocazione della forca se accade agli avversari politici: è facile applicare due pesi e due misure, caro Grillo, ma questa non è  democrazia".

ROMANO (PD): M5S FA SCIACALLAGGIO, NOI NO. "L'avviso di garanzia recapitato stamani al sindaco di Livorno Nogarin arriva nel giorno in cui tutto il suo partito, con il leader Grillo e il viceleader Di Maio, sono a Lodi per manifestare contro il sindaco Pd, strumentalizzando come al loro solito le inchieste in corso". Il deputato livornese del Pd Andrea Romano tiene a sottolineare che però, “a differenza dei Cinque Stelle”, il suo partito “non fa sciacallaggio: crede nello stato di diritto e nella responsabilità personale e lavora in Parlamento e nelle migliaia di amministrazioni che guida per rafforzare l'onestà vera con buone leggi”. Poi rincara: la vicenda Nogarin “è l'ennesima prova della doppia morale dei Cinque Stelle: danno lezioni a tutti ma non riescono a guardare in casa propria. Nogarin ne parli con Grillo, Di Maio e tutti coloro che nel suo partito usano a sproposito i valori dell'onestà".

MARTINI (PD): NOGARIN RISPONDE ALLA LEGGE, NON AD UNA MORALE FATTA IN CASA. "Nel post in cui annuncia l'avviso di garanzia, leggo che il sindaco di Livorno Nogarin promette dimissioni qualora “già” nelle indagini preliminari dovesse emergere una condotta contraria ai principi del M5S'". Lo dice il senatore Claudio Martini, vicepresidente vicario del gruppo del Pd: "Non ci siamo. Non esiste una morale a 5 stelle, esiste la legge italiana alla quale si deve rispondere. Noi siamo garantisti, caro Nogarin, ma si risponde alla legge, non ad una morale fatta in casa". Qualcosa del genere contesta anche Marco Di Maio, esponente dell'ufficio di presidenza del gruppo Pd alla Camera: dopo aver rivendicato che “siamo garantisti e lo saremo anche con il sindaco Nogarin”, chiede a chi risponde Nogarin: “Alla legge come tutti o alla Casaleggio e Associati come i parlamentari 5 stelle?".

STORACE (LA DESTRA): SONO RAGGI DEL PASSATO... "I grillini difendono il sindaco di Livorno indagato per bancarotta fraudolenta. Raggi del passato...". Lo scrive in un tweet Francesco Storace, leader della Destra e capolista a Roma della lista Storace Marchini Sindaco, con un gioco di parole che coinvolge il nome della candidata pentastellata alle elezioni romane.

ALFONSO (ITALIA UNICA): LA GIUSTIZIA NON È UN DERBY PD-M5S. Il caso dell’avviso di garanzia che Nogarin ha rivelato di aver ricevuto “ha subito scatenato una sorta di derby sui social network tra esponenti del Pd, che altro non aspettavano per reagire (con toni da ultras) alle accuse ricevute dopo gli ultimi arresti e indagini che hanno riguardato esponenti del partito di Renzi e gli stessi simpatizzanti del M5s”. Lo afferma Lelio Alfonso, coordinatore di Italia Unica, la formazione dell’ex ministro Corrado Passera, vedendolo come segno del fatto che “il livello della politica italiana sta purtroppo sprofondando”. Poi rincara: “Lo ripetiamo ancora una volta: ci può stare l'ironia, si può anche arrivare allo sberleffo, ma trasformare tutto - prosegue - in una corrida, senza distinguere più tra arresti, avvisi di garanzia, indagini preliminare o sentenze è semplicemente una follia. Che fa male alla serenità del Paese, rende sempre più sfiduciati i cittadini e alimenta una guerriglia mediatica che non serve certo a risolvere concretamente i tanti, troppi problemi del Paese”. Per Italia Unica il tema della giustizia sta “scappando di mano a tutti, dai politici, ai magistrati, ai giornalisti: serve serietà e servono leggi altrettanto serie per ridare alla giustizia il suo ruolo, senza tirare per la giacchetta nessuno. Tantomeno con un tweet”.

CARBONE (PD): CARO DI MAIO, C'È POSTA PER TE... "Di Maio, dopo Lodi passa da Livorno, c'è posta per M5s. Noi sempre garantisti voi 2 pesi 2 misure #M5sdoppiamorale". Così Ernesto Carbone, componente della segreteria del Pd, in un commento su Twitter.

PARRINI (PD): NOGARIN PESSIMO PERCHÉ INCAPACE, NON PERCHÉ INQUISITO. “Nogarin ha ricevuto un avviso di garanzia e quindi è ufficialmente un indagato. Io, in linea con quello che ho sempre sostenuto, mi rifiuto di usare la notizia per delegittimarlo moralmente a fini di lotta politica e di partito. Queste cose sono inaccettabili e le fa il M5S, non deve farle il Pd". Così su facebook il segretario del Pd toscano, Dario Parrini. "Nogarin per me - aggiunge - è un pessimo sindaco non perché è inquisito (giudiziariamente è innocente fino a definitiva sentenza contraria) ma perché non è capace: ostacola investimenti che creano posti di lavoro; rinvia decisioni urgentissime in materia sanitaria e di rifiuti; ha aumentato di brutto le tasse. Queste sono le cose per cui va duramente criticato. Sinceramente, sono fiero della mia coerenza garantista. Resto curioso di verificare la coerenza di chi urla in continuazione il contrario".

BIANCONI (COR): VICENDA UTILE A DEMOCRAZIA, ORA M5S CAPISCA... "La vicenda  Nogarin potrebbe essere utile alla democrazia italiana". Così Maurizio Bianconi, deputato dei Conservatori e Riformisti. "Potrebbe far capire al M5S che il mondo non si divide in buoni e cattivi come in uno scadente western, che nessuno ha l'esclusiva della virtù", che soprattutto non è un avviso di garanzia il metro per giudicare onestà e disonesta “né dei politici né di nessun altro”.

FORZA ITALIA: AMMINISTRATORI NON CI SI IMPROVVISA. "Un avviso di garanzia non può far gioire: è il sintomo di una strada sbagliata ed antitetica rispetto a quella del perseguimento del bene comune e degli interessi della collettività. Un avviso di garanzia, inoltre, desta grandi preoccupazioni se a riceverlo è il sindaco della tua città, ed anche se non è una condanna siamo fortemente preoccupati per una Livorno già martoriata da anni di malgoverno Pd e le cui sorti dovrebbero essere risollevate da un sindaco che, invece, oltre ad aver mostrato grandi limiti, incapacità amministrativa e assenza di concretezza, è oggi, insieme al proprio assessore al bilancio, destinatario di un avviso di garanzia per le vicende di Aamps”. Stefano Mugnai, coordinatore toscano di Forza Italia, interviene insieme a Paolo Barabino, responsabile regionale enti locali Fi e alle esponenti livornesi del partito Maristella Bottino e Elisa Amato. “Siamo anche sconcertati dalle reazioni a caldo del sindaco Nogarin laddove afferma che si dimetterà se, nel corso delle indagini preliminari, dovesse emergere che ha tenuto una condotta contraria ai principi del Movimento 5 Stelle”, sottolineano i dirigenti di Fi segnalando che “la stella polare dell'operato di un sindaco dovrebbe essere in primo luogo il rispetto delle leggi e delle istituzioni del nostro ordinamento, non quello dei principi del movimento di appartenenza”: colpa della “assenza della benché minima cultura istituzionale”. Nel documento forzista ci si interroga su dove porterà “la doppia morale del M5s, giustizialista e forcaiola quando gli avvisi di garanzia li ricevono gli altri, garantista e tollerante quando riguarda i propri rappresentanti”: ma – si aggiunge - se dimissioni dovessero essere, “ciò dovrebbe accadere non solo per il ricevimento di un avviso di garanzia, ma per la conclamata assenza di preparazione e capacità di amministrare dimostrate in un biennio di governo cittadino. Non ci si può improvvisare sindaci e amministratori, specie in una realtà complessa come divenuta quella di Livorno, con problematiche difficili che non possono essere risolte con ricette semplicistiche”.

RICCI (PD): NOGARIN NON SI DIMETTA PER AVVISO. “Non credo che un sindaco si debba dimettere per un avviso di garanzia, penso che debba avere il tempo di dimostrare la sua innocenza". Lo dice il sindaco di Pesaro e vice presidente dell'assemblea nazionale del Pd Matteo Ricci, pure protagonista di un battibecco via Twitter con il sindaco livornese: “La presunzione di innocenza vale per qualunque sindaco, sia del Pd, di M5s o di Fi", e "la questione ovviamente  è diversa in caso di condanna” ma si tratta di un ragionamento “generale” che prescinde dall'appartenenza politica. La scelta sull'opportunità politica "è tutta nelle mani di Nogarin, ma da sindaco a sindaco - insiste Ricci - non  credo che si debba dimettere per avvisi di garanzia legati all'attività amministrativa. I sindaci hanno grandi responsabilità. Noi firmiamo tantissimi atti". E quindi si deve avere la possibilità di ricostruire i vari passaggi e "di difendersi". Ricci sottolinea che nel Pd “non ci sono due pesi e due misure, noi non facciano come il Movimento 5 stelle che butta fango sugli altri”, poi aggiunge: “I processi li debbono fare i giudici, non si fanno sui giornali, su un blog e neppure nelle sedi di partito. Questo vale per tutti - conclude - altrimenti non si salva nessuna istituzione”.

BIANCHI (PD): NOGARIN HA DISDETTO COMMISSIONE ECOMAFIE. "Nel massimo del garantismo e con tutte le critiche alla gestione disastrosa dell'amministrazione del Comune di Livorno da parte del sindaco del Movimento 5 stelle Filippo Nogarin, non posso non notare una singolare coincidenza. Aspettavamo il sindaco Nogarin in audizione nella commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti per lunedì prossimo, finalmente dopo un mese dalla prima richiesta, e giusto ieri Nogarin ha fatto sapere di non poter rispettare la convocazione per improrogabili impegni istituzionali". Lo dichiara Stella Bianchi, deputata Pd, membro della commissione bicamerale di inchiesta sul ciclo dei rifiuti, aggiungendo che è "davvero una singolare coincidenza che tali impegni improrogabili arrivino insieme ad un avviso di garanzia a suo carico".

GIACHETTI (PD): IO GARANTISTA, DIMISSIONI NON AUTOMATICHE.  "La decisione di escludere dalle mie liste chi ha carichi pendenti è stata una sofferenza perché io sono una persona di formazione e di cultura garantista. Ma era una cosa importante da fare in un momento come questo. Per tutti gli altri rimango con i miei principi garantisti e non penso che una persona che abbia avuto un avviso di garanzia debba automaticamente dimettersi. La politica deve scegliere per conto suo e ognuno secondo coscienza". Lo ha detto il candidato a sindaco di Roma Roberto Giachetti (Pd), interpellato sul caso di Filippo Nogarin.

NAPOLI (FORZA ITALIA): PD E M5S ORA COSI' GARANTISTI PER SE' STESSI. "Beppe Grillo che alza il telefono e esprime solidarietà al sindaco di Livorno Nogarin, indagato per bancarotta fraudolenta, è l'avvio della triste parabola dei Cinquestelle. Garantisti con i loro amministratori, forcaioli con gli avversari: si comportano come un banale partito, alle prese con lotte interne di potere". Lo afferma in una nota Osvaldo Napoli, esponente di Forza Italia e candidato sindaco a Torino. "Grillo e Pd - prosegue - sono stati nelle ultime ore fulminati sulla via del garantismo dopo aver coltivato per anni la via del più trucido giustizialismo per mettere Silvio Berlusconi alle corde. Ora, eccoli lì che si inseguono, Pd e M5s, a chi raccoglie più avvisi di garanzia in piccoli e grandi Comuni o Regioni. Livorno, Civitavecchia, Quarto, Ragusa, Campania, Sardegna...".

 

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