Italia
«Una Gardaland sul nostro mare»
Giusti: indispensabile fare squadra per attirare gli investitori
LIVORNO. «Solo se si fa squadra, cultura del lavoro coesa, si riesce a vincere la sfida del lavoro in una città come Livorno». Monsignor Simone Giusti ha aperto così, in vescovado il dibattito dal titolo “Lavoro che non c'è, ma ci potrebbe essere”, a cui hanno partecipato anche il consigliere regionale Pd ed ex sindaco di Piombino Gianni Anselmi e Emiliano Manfredonia, membro della direzione nazionale Acli.
Serve una cultura del lavoro a Livorno per il vescovo Giusti, il compito degli amministratori, degli imprenditori e di tutte le parti in causa deve essere quello di creare le condizioni perché si riescano ad attrarre gli imprenditori (e qui ha citato il caso di Rebrab a Piombino). In chiusura, poi butterà lì – un po’ come battuta, un po’ come ballon d’essai – l’idea di un parco divertimenti a tema per creare a Livorno una Gardaland toscana sul mare.
Anche le associazioni degli industriali devono favorire la costituzione di associazioni temporanee di imprese per non perdere occasioni che si potrebbero creare (il riferimento qui è alla realizzazione della Piattaforma europa) e arrivare a vincere appalti per far lavorare le maestranze locali.
La cultura del lavoro insomma, secondo Giusti, è un sistema integrato in cui tutte le parti devono fare squadra, intendersi e non prendere ogni spunto buono per battibeccare perché «a mettere le istituzioni l'una contro l'altra e con le polemiche sterili non si va da nessuna parte».
Poi l'emergenza casa da affrontare: a Livorno, ha ricordato ancora Giusti, ci sono 7mila case sfitte e non si è riusciti a trovare un accordo con l'imprenditoria locale per risolvere il problema neanche dietro garanzie della diocesi come invece hanno fatto a Pisa.
«Sull'ospedale nuovo – ha aggiunto il vescovo – mi preoccupano i 300 milioni di euro che non ci sono, punto. Facciamo il progetto che riteniamo più opportuno e prendiamoci i finanziamenti».
La versione della coesione è ripresa in salsa politica anche dallo stesso Anselmi che ha sottolineato come sia importante ormai fare sistema e ragionare in termini di aree metropolitane "scritte" come sono Livorno, Pisa e Pontedera. E in tale logica per Anselmi la nuova Authority che unisce Livorno e Piombino rappresenta un terminale che, anche nell'ottica della Grosseto-Fano, va interpretata come la porta a mare del centro del Paese.
Il tema del dialogo tra istituzioni lo ha ripreso il presidente di Confcommercio Andrea Palumbo, intervenuto in chiusura: «Ci vuole qualcuno che ci metta tutti insieme è vero – ha detto rivolgendosi al vescovo – ma c'è anche il problema politico che mi preoccupa. Fino a ieri la Regione poteva parlare con il Comune di Livorno. oggi ci parla molto meno. Il sindaco di Livorno non parla con quello di Collesalvetti, qui siamo allo sfascio».
«Quello delle relazioni istituzionali è un tema cruciale», ha ribattuto Anselmi. «In 10 anni da sindaco ho avuto a che fare con 7 governi diversi e non erano mica tutti di centrosinistra. Ho firmato accordi anche con i governi Berlusconi. Quando rappresenti una città devi dialogare con tutti, altrimenti ti isoli. La Regione non ha mai mancato il dialogo con Livorno».
Enrico Paradisi
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