Il Tirreno

Livorno

Terrorismo, c’è Livorno tra le 20 città da proteggere

di Lara Loreti
Terrorismo, c’è Livorno tra le 20 città da proteggere

Scendono in campo le squadre operative di primo intervento della questura La dirigente: «Per questo lavoro servono equilibrio, preparazione e prestanza»

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LIVORNO. Prestanza, preparazione tecnica, equilibrio. Hanno fatto domanda in 50, sono rimasti in otto. Allenati nel fisico e nella mente. Irriducibili. Pronti a difendere la città da minacce terroristiche e fatti gravi come rapine a mano armata, anche grazie alla particolare divisa con giubbotto antiproiettile e alle speciali dotazioni che fanno parte dell’equipaggiamento personale. Sono i magnifici otto dell’Uopi, Unità operative di pronto intervento della Polizia di Stato. Attivi in città dallo scorso 3 luglio, dopo un corso di formazione molto intenso svolto a Spinaceto, allenati da istruttori dei reparti speciali dei Nocs.

Dotazioni da guerra. Individuarli in città è facile: girano a bordo di una Range Rover blindata in pattuglie da quattro, che coprono due turni da otto ore al giorno. E quando scendono dal mezzo basta un’occhiata per riconoscerli: si muovono in gruppo, all’unisono e si schierano in modo tale da avere una copertura a 360 gradi della zona da sorvegliare. Il look è inconfondibile: casco balistico, fucili tedeschi in braccio, giubbotto antiproiettile. Addosso hanno uno spray al gas urticante (che stordisce), che presto potrebbe essere esteso alla dotazione di tutti gli agenti delle volanti, delle fasce lunghe un metro e mezzo in velcro-plastica usate per bloccare eventuali criminali, e una telecamera che di solito viene tenuta all’altezza del petto, ma che può essere spostata: una garanzia per chi opera, ma anche per le altre persone coinvolte nell’intervento affinché tutto avvenga nella correttezza delle procedure.

Obiettivi sensibli. Livorno, insieme a Firenze, è l’unica città toscana a essere dotata di questo speciale Nucleo: le Uopi al livello nazionale sono venti e nella classifica italiana la nostra è stata la quinta città selezionata. Questo perché è considerata una piazza da monitorare per la presenza del porto, di una importante comunità ebraica e di una presenza non trascurabile di flussi migratori. La decisione di creare i nuovi reparti, infatti, è nata nei progetti ministeriali dopo l’escalation di attentati al livello internazionale degli ultimi anni. I poliziotti del nucleo antiterrorismo sono impiegati proprio nella vigilanza di obiettivi sensibili come luoghi di culto, il porto, le scuole, i palazzi istituzionali, i luoghi dove ci sono assembramenti importanti etc.

Un po’ volanti un po’ digos. Non a caso finora in città, al di là delle vigilanze quotidiane, abbiamo visto gli agenti delle Uopi in azione in occasione di concerti, manifestazioni, posti di blocco, emergenze particolari. Nei primi sei mesi di lavoro, le squadre operative hanno anche fatto un arresto, il 17 marzo scorso: insieme alle volanti hanno preso un nordafricano che minacciava di dare fuoco al palazzo, zona stazione, dove viveva la sua ex. Il giovane, all’inizio, inneggiava all’Isis, circostanza che ha fatto scattare l’intervento delle Uopi.

Prerogativa del nuovo nucleo sono anche i controlli agli ingressi della città, che sono già iniziati. «Abbiamo cominciato a effettuare speciali posti di blocco che avranno una cadenza di 15 giorni e proseguiranno tutta l’estate - spiega la dirigente del servizio, Olga Arganese - I punti più monitorati saranno gli ingressi dell’autostrada, il Maroccone, via Firenze, via Pian di Rota e così via. L’obiettivo è tenere sotto controllo il traffico in entrata e uscita dalla città quando i flussi sono maggiori, come avviene appunto nei mesi estivi».

Un lavoro non per tutti. Fare parte delle unità operative non è una cosa semplice, tutt’altro. E soprattutto richiede alcune caratteristiche psicofisiche irrinunciabili. «Gli agenti che fanno parte delle Uopi non devono essere solo molto allenati, ma devono avere anche un notevole equilibrio -dice Arganese - Il lavoro è particolare: si vive nell’attesa di un eventuale fatto straordinario. E questa è un ’arma a doppio taglio: c’è il rischio di sottovalutare o al contrario sopravalutare un evento. È chiaro che occorre essere molto lucidi. È per questo forse che il nucleo, che dovrebbe essere fatto da dieci persone, per ora è composto da otto. Tutti ex agenti delle volanti e un collega della polmare. L’arruolamento è su base volontaria, aspettiamo nuove domande...». Chi è interessato si faccia sotto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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