Toscana
Chiesa del Soccorso, nuovi sfregi e scritte imbrattano i muri
Livorno, teppisti scatenati con la bomboletta in piazza della Vittoria, ogni parete della parrocchia è sporcata. Il parroco: non sappiamo più che fare, è una vergogna
LIVORNO. Si salva dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale, ma non riesce a sfuggire al bombordamento quasi quotidiano a colpi di bomboletta spray. Secoli di storia e di fede che vengono nuovamente violati con sigle incomprensibili, scarabocchi giganti, nomi, date, pensieri. E su più parti ricorre una maxi scritta Suite 301, vergata addirittura su una porta laterale di quella che è la più grande parrocchia di Livorno. Qui Chiesa del Soccorso di piazza della Vittoria (piazza Magenta per i livornesi) ancora una volta vittima di vandali scatenati.
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«Purtroppo mi viene da dire che non c'è rimedio, siamo assediati ormai dalle scritte su ogni lato della chiesa e non sappiamo come tutelarci, tante volte abbiamo denunciato questi scempi senza alcun risultato», commenta con rammarico il parroco, padre Andrea Conti. Amareggiato, esausto, arrabbiato. In un certo senso anche rassegnato contro queste mani selvagge che, col tempo, hanno praticamente imbrattato tutte le pareti della storica chiesa, costruita nella prima metà del XIX secolo come ringraziamento perenne alla Madonna per la cessazione di una terribile epidemia di colera che colpì la città di Livorno a partire dall'agosto 1835 e che seminò un ingente numero di vittime e determinò lo spopolamento della città. Addirittura la prima pietra, posta il 28 agosto 1836 alla presenza del Granduca Leopoldo II.
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«E' il Comune che dovrebbe provvedere alla pulizia della nostra chiesa, diciamo che quando c'è qualche manifestazione o commemorazione l'amministrazione sistema l'ingresso principale, poi basta», continua il parroco che ha vissuto a Napoli per 16 anni, di cui sette nel rione Forcella, da 5 anni dietro all'altare di piazza della Vittoria. Basta fare un giro della chiesa per vedere lo stato delle pareti laterali e di quella sul retro, dove si affaccia il condominio annesso alla chiesa. L’immagine dell’ingresso principale sicuramente è migliore del resto dell’edificio. Lateralmente è una mitragliata di sfregi (ad altezza uomo). Su ogni lato. «Non sono ragazzi del quartiere, qui sono teppisti che si scatenano la notte ma vengono da altre parti della città», continua don Andrea. Proprio nei giorni scorsi anche il gazebo della Terrazza Mascagni è stato preso di mira da una nuova ondata di scritte, a deturpare uno dei simboli cittadini a due passi dal mare.
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