Il Tirreno

Livorno

8500 solleciti per la Tares 2013 non pagano soprattutto le imprese

di Enrico Paradisi
8500 solleciti per la Tares 2013 non pagano soprattutto le imprese

La morosità e l’evasione continuano ad affossare i conti del Comune nonostante la morsa dei controlli Dal 2011 emesse ingiunzioni per 35 milioni di euro, ma sono rientrati solo 7 milioni in parte pure rateizzati

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LIVORNO. Per arrivare a illustrare lo stato dell'arte sulla riscossione Tari e Tares, ieri in commissione bilancio, Alessandro Parlanti, dirigente delle Entrate è partito dalle difficoltà generali che si affrontano nel Paese dove la riscossione pubblica è in mano a Equitalia e in cui, prendendo ad esempio i dati a livello nazionale, su un carico netto (al netto degli sgravi) di 36,7 miliardi, il riscosso più le rate a scadere è di 3,7 miliardi, con una percentuale 10,08 per cento. Questo fa capire i problemi che ha un gigante come Equitalia a riscuotere.

RECUPERATI 7 MILIONI IN 4 ANNI (SU 35 DI INGIUNZIONI). A Livorno, dove la riscossione dei tributi è internalizzata dal Comune (per la riscossione delle multe ci si avvarrà invece di un soggetto esterno in appalto), in 4 anni di attività, dal 2011 al 2016, su un carico affidato sulle ingiunzioni fiscali di quasi 35 milioni (il carico al netto degli sgravi è 32 milioni e mezzo), il riscosso più le rate a scadere è del 21,64%, pari a circa 7 milioni.

Un dato che va considerato anche alla luce del fatto che il livello di riscossione sta calando perché la crisi economica in città si fa sentire.

Nello stesso periodo sono state emesse 33.746 ingiunzioni per tutti i tributi, di cui 9973 sono state saldate alle quali si devono aggiungere 1523 rateizzazioni. «Ci stiamo attrezzando per fare operazioni di recupero sui crediti più elevati», ha spiegato Parlanti, ricordando che un dato di eccellenza del Comune di Livorno riguarda il "discarico", cioè il livello di ingiunzioni che per varie ragioni non dovevano essere inviate, e che si attesta nel 2014 al 4,85% e nel 2015 del 4,13%.

L'impostazione del Comune è dialogare con tutti, puntando sul concetto di volto umano della riscossione, ma utilizzare la forza con chi non vuol dialogare. «Facciamo rateizzazioni a 50 euro il mese perché chi vuole pagare deve essere rispettato - ha detto Parlanti - puntando su azioni per chi non vuole dialogare».

SERPICO SULLE TRACCE DEGLI EVASORI. Per capire se i destinatari delle ingiunzioni sono solvibili si è passati poi a costruire un sistema informativo organizzato che è stato chiamato "Serpichino", che permette di incrociare i dati dei contribuenti.

Ad oggi per le ingiunzioni sui vari tributi, si riescono a incrociare i dati su locazioni, bonifici e redditi del soggetto che deve pagare. L'implementazione successiva sarà quella di inserire Abi e Cab, in modo da avere informazioni sugli istituti di credito, sulle proprietà immobiliari, sulle partite Iva e sul Pra.

Ruggeri (Pd) si è detto d'accordo con il Serpichino, ma pretende garanzie molto rigide sul trattamento dei dati sensibili chiedendo un regolamento del Consiglio comunale sulla materia. «Avere questi dati - ha replicato a Ruggeri, l'assessore Lemmetti - ci permette di lavorare con l'evidenza dei fatti. Tra chi non può pagare e chi non vuole c'è tutta una serie di soggetti intermedi, e l'avere a disposizione questo sistema permette di non avere più soggetti sconosciuti all'amministrazione e ci consente di rendere vantaggioso per il cittadino il fatto di prendere contatto con il Comune e definire il pagamento. Ben venga quindi il volto umano della riscossione».

8500 SOLLECITI TARES. Per quanto riguarda invece la situazione Tari e Tares, Parlanti ha confermato che, nonostante una riduzione organizzativa dell'ufficio, per la Tares sono stati emessi e notificati 8500 solleciti per un valore di oltre 5 milioni, con 2550 atti di accertamento per 2 milioni, con un lavoro di bonifica della banca dati.

A fine 2015 è partita l'attività di verifica con l'incrocio della banca dati della Camera di Commercio e l'attività di accertamento pura è di 787mila euro.

«Qui il 90% delle nostre famiglie paga, mentre il maggiore livello di evasione riguarda le utenze non domestiche e sulle quali - ha detto Parlanti - verrà concentrata la massima attenzione». Con Aamps si è trovato ieri un accordo per effettuare pesature a campione sui rifiuti delle aziende in modo da rimodulare il sistema tariffario 2017. Quest'anno infine partiranno le attività di accertamento Tari per il 2014 e 2015.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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