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Crac piscine a Colle, sul fallimento riparte dall’inizio l’inchiesta
Livorno, il giudice invece di emettere la sentenza ha inviato di nuovo gli atti al pm per riformulare l’imputazione. Il Comune ha deciso di non costituirsi parte civile
LIVORNO. L’inchiesta sul crac della Sesport, la società fallita nel 2011 che ha costruito e gestito il complesso della Cittadella dello sport di Collesalvetti, ricomincia da capo. E rischia di finire in un altro buco nell’acqua a distanza di due anni dall’archiviazione dell’indagine madre, chiusa per la sopraggiunta prescrizione dei reati. Il colpo di scena, in questo caso, arriva pochi minuti dopo le 16,30 di ieri, nel giorno in cui era attesa la sentenza - in abbreviato - nei confronti di tre quinti del consiglio di amministrazione, accusati fino a ieri di bancarotta fraudolenta in concorso per una cifra che sfiorava complessivamente i 3,5 milioni di euro.
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Che qualcosa di inaspettato potesse succedere, in effetti, lo si era capito dal ritardo con il quale giudice per l’udienza preliminare Beatrice Dani, solitamente molto puntale, si è presentata in aula dopo aver dato appuntamento ad avvocati e pubblico ministero per le 15. «I fatti - ha scritto nel dispositivo nel quale rimanda gli atti in Procura - risultano diversi da quelli contestati nel capo d’imputazione». Ecco perché adesso toccherà di nuovo alla Procura riformulare il capo d’imputazione e chiedere nuovamente, se lo riterrà opportuno, il rinvio a giudizio degli indagati: Marco Poles, 62, anni, Luca Bernini, 50, e Marcello Galligani, 64.
Molto sul destino dell’inchiesta bis, dipenderà ora dal pm e da come riformulerà i reati. E qui entriamo nel tecnicismo. Perché nel caso in cui prenda in considerazione la bancarotta semplice, i reati sarebbero più vicini alla prescrizione. Discorso diverso se il magistrato dovesse ritenere il crac una bancarotta fraudolenta ma con una configurazione diversa, a e quel punto ci sarebbe tempo addirittura per un processo. Come ad esempio per una bancarotta - è questa l’ipotesi più probabile - derivante da operazioni dolose che hanno causato il fallimento della società.
Per gli avvocati dei tre indagati, la decisione del giudice è stata accolta come una mezza delusione. Soprattutto per quello che riguarda i difensori di Bernini e Galligani per i quali nella discussione il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione. Discorso leggermente diverso per il legale di Poles, Francesco Agostinelli. Per il suo assistito il pubblico ministero aveva chiesto quattro anni di reclusione. «Diciamo che speravamo finisse in modo diverso», spiega l’avvocato mentre esce dal Tribunale.
Ora a distanza di sette anni dall’apertura dell’inchiesta per truffa e falso e a dodici ormai da quando il consiglio comunale di Colle, guidato dall'allora sindaco Nista, affidò alla Sesport srl (capitale sociale 27.000 euro), i lavori da 3,8 milioni di euro per la realizzazione della Cittadella l’indagine sempre a un passo dallo sprofondare e dal cadere nel dimenticatoio. Tanto che nemmeno il Comune di Collesalvetti ieri si è presentato al processo per costituirsi parte civile.
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