Gioco
Coppia di anziani derubata della pensione: «Erano i soldi per la festa degli 80 anni»
Lei non vedente, lui con difficoltà motorie, sono stati avvicinati fuori dalle Poste: «Così ci hanno portato via la pensione»
LIVORNO. Elsa Ballarini ha gli occhi spenti dalla malattia ma «balla ancora», dice senza trattenere un sorriso davanti alla sua stessa battuta. Per questo il 18 maggio voleva organizzare una festa per i suoi 80 anni, vissuti tra gli Stati Uniti e Livorno. Aveva pensato di invitare tutti a pranzo. A cominciare da Pino, 87 anni e origini siciliane, con il quale si è accompagnata cinque anni fa, conquistata «dai suoi regalini e i giri in macchina». Aveva avvisato anche alcuni amici. E si era ripromessa di ordinare una bella torta di compleanno.
«Invece - racconta mostrando il biglietto per la nave che tra una settimana li porterà a Mazzara del Vallo - i soldi della pensione che ci dovevano servire per stare in Sicilia un mese e mezzo, ce li hanno rubati martedì mattina due donne. E ora siamo rimasti con 600 euro e basta. Per me - va avanti - ci ha messo lo zampino il diavolo. Perché di solito quando vado a incassare la pensione chiudo sempre la zip della borsa, invece l’altra mattina l’ho lasciata aperta, accidenti a me».
Cosa è successo tra l’ufficio postale all’incrocio tra via dell’Origine e corso Amedeo e il loro appartamento, un basso distante una trentina di numeri civici, lo racconta il compagno dell’anziana che all’anagrafe fa Giuseppe Cremona, 87 anni, e una vita che lo ha portato dalla Sicilia alla Francia, prima come stovigliao, «producevo mattoni in terracotta» e poi come muratore, fino ad arrivare a Livorno nel 1974.
«Siamo andati a prendere la pensione e a pagare il telefono e poi siamo usciti. Arrivati qua - dice indicando la porta a vetri che è l’ingresso di casa - mentre io aprivo la porta si sono avvicinate due donne». Elsa quel dialogo che si è rivelato una trappola lo ricorda parola per parola. «Cerchiamo una camera per dormire - ha detto una di loro - in mano aveva un giornale dell’agenzia immobiliare e me lo ha messo sul braccio, così - prosegue mimando il gesto - . “Vede? È il 25, ma quale strada?, mi ha chiesto”. Questo è corso Amedeo, ho risposto, corso Amedeo. Ma a quel punto, l'altra credo che avesse già preso i soldi, 1.460 euro, ma non me ne sono accorta. Sono entrata e ho cercato la pensione nella borsa e poi nelle tasche».
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Quando Pino nonostante le difficoltà motorie è tornato alle Poste per cercare una spiegazione, era troppo tardi. «Un cliente mi ha raccontato che una donna ci aveva seguiti appena usciti dall’ufficio. A quel punto ho capito che eravamo stati fregati». Negli occhi e nelle parole dei due anziani resta l’amarezza. «Per fortuna - dicono - il biglietto della nave è fatto, ma lui ha solo 600 euro di pensione e adesso è un bel guaio, credo la festa di compleanno dovrò annullarla».
La settimana scorsa polizia e carabinieri hanno arrestato quattro presunti truffatori che raggiravano gli anziani, ma ogni giorno in questura o nelle varie stazioni si sente raccontare la solita storia di raggiri, furti, sempre ai danni dei più deboli.
«Non si rovina la gente così - è il loro appello - se uno ha i soldi se ne fa una ragione, anche se un dolorino resta sempre. Ma i pensionati sono persone indifese. L’anno scorso - ricordano Elsa - eravamo in via Buontalenti, si è avvicinata una donna con un bambino in braccio e mi ha chiesto un euro o del latte. Le ho detto che non lo avevo. Pino era dentro la ferramenta, quando è uscito ha visto che portava una collana, gli ha messo le mani al collo, ma quella volta siamo riusciti ad allontanare il pericolo. Stavolta - e fa capolino il rimorso - ci hanno fregati...».
Un buon consiglio ai due anziani lo ha dato l’agente che ha raccolto la loro denuncia: «Fatevi sempre accompagnare a prendere la pensione da una persona giovane». Ormai, purtroppo, sarà per la prossima volta. «Ai miei figli - conclude l’anziana con filo di vergogna - non ho avuto il coraggio di dirlo - ora non resta che comprare un cappellino e andare in strada a chiedere l'elemosina. Purtroppo è così che ci hanno ridotti...».
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