Il Tirreno

Livorno

Nel piano di Aamps non ci sono esuberi

di Giulio Corsi
Nel piano di Aamps non ci sono esuberi

L’azienda garantisce gli attuali livelli occupazionali e le retribuzioni per i prossimi 5 anni. «Casomai servirà più personale»

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LIVORNO. Il presidente di Aamps Federico Castelnuovo era stato prudente a fine febbraio, ma in qualche modo si era anche sbilanciato: «Come estrema ratio c'è la riduzione del peso dell'organico, che non si può escludere a priori, anche se io ritengo che non sarà necessaria», aveva detto a più riprese parlando delle ricadute del piano di concordato sulla forza lavoro di Aamps.

Parole che non davano garanzie al cento per cento e che per questo due mesi fa avevano aperto dure contestazioni verso il nuovo cda. Ora però le garanzie che i lavoratori attendevano sono arrivate: il cda di Aamps nel disegnare la riorganizzazione aziendale non ha rilevato esuberi. Dunque non ci saranno licenziamenti, né riduzioni dell’orario, né ricorso ad ammortizzatori sociali.

E’ una grande notizia. A comunicarla ufficialmente ai rappresentanti dei lavoratori è stato ieri mattina Massimiliano Tolone, il membro del cda responsabile dei rapporti sindacali.

Nonostante gli ulteriori 60 giorni concessi dal tribunale per la redazione definitiva del piano concordatario, l’aspetto legato al personale è già stato messo nero su bianco dall’azienda: «La nuova organizzazione incentrata sul raggiungimento di obiettivi complessivi per il medio-lungo periodo di cinque anni, prevede il mantenimento di tutti gli attuali livelli occupazionali, così come gli inquadramenti e le retribuzioni in essere. Ne consegue che non stati individuati esuberi e non vi sarà alcun demensionamento», ha spiegato ieri mattina Tolone alle Rsu.

Sull’aspetto economico è stato confermato il progetto di un premio di produttività di risultato con gli indici personalizzati.

In realtà dall’incontro è emerso che non solo è prevista la conferma dell’organico (quello a tempo indeterminato) ma in prospettiva anche un incremento del personale di Aamps, legato in particolare al porta a porta. «Il piano industriale prevede incrementi della forza lavoro - ha spiegato Tolone, che era affiancato dal direttore tecnico Balluchi e dall’avvocato Baldeschi -. Per la copertura di posti che risulteranno vacanti o necessari in funzione della nuova riorganizzazione, verrà privilegiata la mobilità interna».

Se questo è il bicchiere - dal punto di vista dell’organico - assai più che mezzo pieno, i sindacati hanno evidenziato come la recente uscita di tre lavoratori per la scadenza dei contratti a tempo determinato (due amministrativi e un tecnico dell’inceneritore) rappresenti un elemento di problematicità all’interno dei rispettivi settori.

In particolare le Rsu hanno evidenziato come «l’attuale pianta organico dell’impianto dopo la mancata trasformazione di un contratto, presenta carenze in termini di personale nelle turnazioni tali da creare problemi in termini di sicurezza», ribadendo con forza come «i turni con sole 3 unità non sono accettabili». Per il reintegro sarà eventualmente il tribunale a dover dare l’ok.

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