Il Tirreno

Livorno

Il Rivellino si sposta all’ex Trw Pronti 10 milioni di Asa e Regione

di Enrico Paradisi
Il Rivellino si sposta all’ex Trw Pronti 10 milioni di Asa e Regione

L’annuncio del dg dell’azienda Caturegli: «Lavori al via entro l’anno, libereremo l’area dei Macelli» Ma con quei soldi si realizzerà un impianto per 70mila abitanti, per completarlo servono altri 20 milioni

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LIVORNO. Un nuovo depuratore da realizzare davanti all'area ex Trw, in fondo a via Enriques, in un terreno di proprietà di Eni e dell'Autorità portuale, con il conseguente abbandono e dismissione per gradi dell'impianto del Rivellino.

L'operazione, che libererebbe una fetta di tre ettari e mezzo di prezioso tessuto urbano in faccia al quartiere della Venezia restituendolo così alla città, è uno dei punti cardine del "piano strutturale" dei servizi idrici, presentato ieri in Confindustria dal direttore generale di Asa Michele Caturegli, nel corso di un seminario organizzato da Federmanager "Il ciclo dell'acqua: il futuro del servizio per il territorio e le imprese".

Il progetto, oltre allo spostamento del depuratore, prevede per step anche interventi nel settore acqua potabile e acqua industriale a servizio delle imprese e del porto di oggi e di quello che verrà con la costruzione della Piattaforma Europa.

Il piano è già partito, come ha confermato Caturegli: sul versante dell'acqua potabile sono già state fatte opere di potenziamento della rete e altre dovranno essere completate, mentre per quanto riguarda il depuratore, si sta per cominciare con la costruzione di una prima fase, già finanziata, che servirebbe 70 mila abitanti equivalenti su un totale di 210 mila complessivi: il costo è di circa 10 milioni, già a disposizione, su un totale di 31 necessari per completare l'opera.

Il primo intervento partirebbe già entro l'anno, secondo il progetto di Asa. «Dovevamo utilizzare questi 10 milioni di euro, in gran parte nostri e circa un paio finanziati dalla Regione, per interventi programmati di adeguamento all'interno dell'impianto del Rivellino - ha spiegato Caturegli - Invece abbiamo pensato di utilizzarli per fare un investimento che porterà alla prima fase di delocalizzazione del depuratore nella zona industriale di via Enriques, liberando così un'area di pregio tra ex Macelli e Forte San Pietro che può essere invece riqualificata per rilanciare anche in chiave turistica il centro della città».

Gli altri due terzi del nuovo impianto, da realizzare in una seconda fase, costerebbero invece 21 milioni: «Ci stiamo organizzando per trovare questi ulteriori finanziamenti il più rapidamente possibile», ha aggiunto Caturegli.

La linea di depurazione delle acque sarebbe così completata, e già con il primo step (da 70 mila abitanti equivalenti) potrebbe essere utilizzata anche per la produzione di acque ad uso industriale da combinare con l'erogazione attuale a servizio delle imprese che viene fatta in parte prelevando le acque del Bientina. Acque che comunque presentano problemi di quantità e di qualità (poca portata, e torbidità elevata che Asa sta cercando di risolvere con l'utilizzo di nuovi filtri).

Un’ultima fase (costo 7 milioni) potrebbe essere quella del trasferimento nella nuova area anche della linea di trattamento fanghi, che attualmente viene svolta dall'impianto al Picchianti, di fronte all'inceneritore, e che potrebbe essere ceduta ad Aamps per costruirne uno di digestione anaerobica dei rifiuti.

Il quadro si completerebbe tenendo presente che nella zona di via Enriques c'è un impianto di trattamento delle acque reflue industriali, ora non utilizzato, che potrebbe già essere riattivato con la realizzazione del primo lotto del depuratore.

In questo modo si andrebbero a trattare anche queste acque che oggi non possono essere smaltite dal Rivellino, perché per riceverle necessiterebbe dell'intervento di ristrutturazione appena ricordato. Allo studio di Asa c'è infine anche un progetto integrato di un impianto di disidratazione dei fanghi di escavo per il mantenimento dei fondali del porto, del canale Navicelli e dello Scolmatore con smaltimento in provincia di Pisa, anche quando verranno esaurite le vasche di colmata.

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