Il Tirreno

Livorno

INIZIATIVA SILP-CGIL E CENTRO STUDI

Poliziotti a confronto con i non-violenti

LIVORNO. «Quando un poliziotto colpisce una persona inerme, smette di rappresentare lo Stato, e in quel momento dobbiamo ammettere il nostro fallimento». Ad affermarlo non è un antagonista o una...

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LIVORNO. «Quando un poliziotto colpisce una persona inerme, smette di rappresentare lo Stato, e in quel momento dobbiamo ammettere il nostro fallimento». Ad affermarlo non è un antagonista o una persona qualunque, ma Gianpaolo Trevisi, direttore della Scuola di Polizia di Peschiera del Garda, che è intervenuto al convegno nazionale dal titolo "Nonviolenza e forze dell'ordine", organizzato dall’organizzazione sindacale dei lavoratori di polizia Silp Cgil Toscana, in collaborazione con il Centro Studi Nonviolenza.

Parole forti, soprattutto dopo quanto accaduto davanti al Cnr di Pisa nei giorni scorsi, quando tra manifestanti e polizia sono scoppiati violenti tafferugli (con tanto di manganellate).

Ma nonostante tutto, come è emerso nel corso dell’incontro, c'è chi crede ancora che parole come “ordine” e “sicurezza”, possano sposarsi benissimo senza l'uso della forza. E, va detto, non solamente tra chi storicamente ha sempre ripudiato la violenza, ma anche all'interno della polizia stessa.

Il convegno si è svolto all'interno della sala consiliare del Comune, ed ha visto una prima parte di formazione nonviolenta per gli agenti (in forma laboratoriale), proposta dai responsabili del Movimento Nonviolento. Insomma, due realtà all'apparenza divise, ma che in fondo mirano allo stesso obiettivo: il bene dei cittadini.

Nel confronto, non sono mancati scambi di vedute, autocritiche e consigli. Da Trevisi, che oltre a fare il poliziotto è anche un brillante scrittore, è arrivato l'invito a «collaborare con la polizia, perché da sola non può farcela» e, inoltre, occorre capire che «pochi violenti possono rovinare una manifestazione legittima».

D'accordo anche Leandro Abeille (giornalista della rivista Democrazia) e Luca Filippi (Silp Cgil Toscana).

Per il questore Orazio D'Anna, lo spartiacque della formazione delle forze dell'ordine è avvenuto dopo il G8 di Genova, dove la mentalità era più «di vecchio stampo», mentre «già al social forum di Firenze nel 2002 si cominciò a distinguere tra aree dialoganti e non».

E proprio su questo punto, hanno battuto Rocco Pompeo, direttore del Centro Studi Nonviolenza («bisogna estendere la formazione nonviolenta in tutti i campi della società, per esempio anche nella gestione dei condomini»), e Mao Valpiana (presidente Movimento Nonviolento), da cui è partita anche la proposta di «pensare una formazione comune tra i giovani allievi della scuola di polizia e i nostri ragazzi del servizio civile su alcuni temi in comune».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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