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Livorno

Assolta per le offese su Facebook, l’avvocato: «Un pezzo di carta non basta al processo»

Assolta per le offese su Facebook, l’avvocato: «Un pezzo di carta non basta al processo»

Livorno, dopo la sentenza dell’appello il legale dell’ex estetista: per dimostrare che a un’identità virtuale corrisponda l’identità reale dell’utente serve una perizia

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[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.13404988:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/05/03/news/offese-su-facebook-al-datore-di-lavoro-assolta-in-appello-dalla-diffamazione-a-mezzo-stampa-1.13404988]] LIVORNO. «La semplice stampa della pagina non è sufficiente per dimostrare che a un’identità virtuale corrisponda l’identità reale dell’utente». L’avvocato Danilo Adoncecchi questa tesi la ripete da oltre tre anni, da quando come difensore di Rossella Malanima, l’ex estetista imputata per diffamazione a mezzo stampa per le offese su Facebook al datore dei lavoro, chiese il rito abbreviato per la sua assistita.

«In casi come questo è necessaria una perizia informatica - spiega - altrimenti da un punto di vista probatorio possono nascere, come sono nati, troppi dubbi visto che una stampata cartacea può essere creata in pochi minuti da chiunque».

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