Gioco
Nasce una Cittadella della Carità in Corea
Livorno, la giunta approva il progetto della diocesi ma manca ancora il permesso a costruire. Sarà un centro di accoglienza Caritas con i servizi per chi ha più bisogno
LIVORNO. Nel cuore di Corea Don Nesi dette vita a un villaggio che ha fatto scuola, in tutti i sensi. Oggi la diocesi guidata da monsignor Simone Giusti prova a fare una scommessa con la città e a realizzare nel cuore di Corea una vera e propria cittadella della carità. Pochi giorni fa, con la delibera 156 licenziata dalla giunta, il Comune ha ufficialmente approvato il progetto presentato nell’agosto dello scorso anno dalla diocesi di Livorno per il complesso che sorgerà in via La Pira 7, in Corea, nell’area già di proprietà della diocesi. Il via libera politico, insomma, è arrivato. Ora sale l’attesa per i permessi a costruire, anche perché mentre il tempo scorre l’emergenza in città cresce. Tra sfratti che non si fermano e il lavoro che non c’è.
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Il progetto complessivo prevede la realizzazione in via La Pira, più o meno davanti alla chiesa, di due grandi blocchi collegati tra loro: come si legge nella delibera, sono «destinati a ospitare un centro diurno e un centro di accoglienza» gestiti dalla Caritas. «Il piano terra - viene spiegato nell’atto - sarà destinato a magazzini, locali tecnici, mensa, spazio docce e distribuzione abiti, mentre il piano superiore sarà suddiviso in tre spazi adibiti a centro di seconda accoglienza, centro di ascolto e uffici della Caritas». In tutto circa duemila metri quadri di spazi pensati per far fronte all’emergenza sociale e alla povertà, più la riqualificazione dell’area circostante con la creazione di spazi verdi e giochi per i bambini.
Tradotto: la Caritas diocesana allungherà le sue braccia provando a raddoppiare il Porto di Fraternità di via delle Cateratte, a Torretta, che ormai - con l’emergenza che cresce di giorno in giorno - non basta più. È «saturo», come ripete l’instancabile suor Raffaella Spiezio, presidente della Caritas, che come raccontiamo nell’articolo in basso torna a lanciare un accorato appello alla città, tutta.
La decisione di allargarsi in Corea nasce dal fatto che servono più locali dove ospitare le famiglie che restano senza una casa, le persone che si siedono alla mensa della carità, chi ha bisogno di fare una doccia e di un guardaroba. E ancora magazzini dove sistemare cibo e vestiti donati.
Monsignor Simone Giusti aveva lanciato per la prima volta la nuova Cittadella della Carità di via La Pira nel dicembre scorso. L’operazione, almeno nella prima fase, potrà prendere forma grazie all’otto per mille e al sostegno della Fondazione Livorno e di alcuni privati. Ma è chiaro che di aiuti ne serviranno ancora molti.
Il progetto porta la firma del geometra Stefano Caturegli: come mostra l’elaborato grafico che pubblichiamo in alto, nell’area saranno utilizzati due grandi blocchi prefabbricati in classe A: al piano terra sono previsti soprattutto locali di servizio (le cucine, la grande mensa, le docce, il guardaroba...), al piano superiore anche alloggi con camere e bagni. «Questo tipo di struttura - spiega il geometra - potrà permetterci non solo di accorciare i tempi di realizzazione, ma anche di variare il progetto in corso d’opera, in base ai bisogni della città e della Caritas». «Noi - sottolinea - abbiamo consegnato tutto da tempo. È tutto pronto, aspettiamo il permesso a costruire».
Insomma, la delibera della giunta comunale è il primo passo, ma non basta perché i lavori possano partire. Nello stesso atto che ha dato l’ok al progetto c’è scritto: «L’intervento proposto consiste nella realizzazione di una struttura funzionale al perseguimento di obiettivi di protezione sociale, in quanto consente di dare risposta immediata al bisogno urgente e temporaneo di soggetti in situazioni di grave disagio...».
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