Il Tirreno

Livorno

Addio a Giuseppe Lombardini lo storico pediatra dei bambini livornesi

di Francesca Suggi
Addio a Giuseppe Lombardini lo storico pediatra dei bambini livornesi

Livorno, il medico muore a 81 anni, ha curato centinaia di piccoli. La moglie: non sarebbe mai voluto andare in pensione

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LIVORNO. Una vita dedicata ai bambini. Ben due generazioni ne ha curati, nello studio di piazza Attias. Tanti di quegli ex neonati, oggi padri e madri di famiglia cinquantenni, lo hanno voluto come pediatra anche per i loro figli, fino a 11 anni fa quando il medico va in pensione. Addio a Giuseppe Lombardini, il medico di centinaia di piccoli livornesi e non solo. «Mio marito si è laureato in medicina nel 1959, lavorava all'ospedale di Piombino e poi aveva lo studio in piazza Attias per prendersi cura dei bambini della città, qui ha smesso di lavorare a 70 anni e avrebbe voluto pure continuare lui, innamorato come era del suo lavoro e dei suoi pazienti. È andato in pensione il più tardi possibile», è addolorata la moglie, Giovanna Mecocci.

Lei, la compagna di una vita. Ottantuno anni entrambi, una vita insieme, 65 anni di matrimonio, due figli. Da un paio di anni Lombardini non se la passava troppo bene. Gli acciacchi dell’età si facevano sentire e Giovanna lo accudiva. Sempre. «Aveva scompensi cardiaci, aveva bisogno dell'ossigeno, ma anche quando stava male, come ha fatto per tutta la sua vita, non si arrabbiava mai. Aveva sempre un sorriso per ogni situazione e adorava i bambini, sempre disponibile a tutte le ore, quando veniva chiamato. Era veramente un santo», racconta la donna che piange il proprio caro, insieme ai figli Francesco, medico reumatologo all'ospedale di Piombino di 54 anni e Fabrizio, di 52 anni, docente universitario di Ingegneria delle Telecomunicazioni all'Università di Pisa.

Giuseppe Lombardini è morto all'ospedale di Piombino, dove lavora il figlio. Il funerale sarà lunedì 2 maggio alle 10 nella chiesa del cimitero della Misericordia, dove sarà seppellito.  La moglie ci tiene a ricordare alcuni passaggi della carriera professionale del marito. «Dopo la specializzazione vinse il concorso e diventò direttore sanitario provinciale dell'allora Onmi, Opera nazionale maternità e infanzia, un ente assistenziale italiano fondato nel 1925 allo scopo di proteggere e tutelare madri e bambini in difficoltà, sciolto poi nel 1975. Successivamente mio marito passò sotto la Usl 13 come capo servizio distrettuale. Dopo la chiusura dell’Onmi fu insignito della onorificenza di Cavaliere della Repubblica, questo accadde nel 1973».

Il filo della memoria è saldo. L'orgoglio di Giovanna Mecocci per il marito è al massimo. E lo vuole ricordare, passo dopo passo. «Si è preso cura veramente di centinaia e centinaia di bambini, sotto di lui sono passate due generazioni di piccoli. I pazienti e le loro famiglie erano molto affezionate a lui».

Lui. Lei. Un amore nato sui banchi del liceo classico di Livorno. «Ci siamo conosciuti al liceo classico da giovanotti - riavvolge i ricordi a quel momento dell’adolescenza dove tutto nacque - Eravamo nella stessa classe, la sezione B, lo ricordo ancora come fosse ora. Da lì non ci siamo più lasciati, abbiamo messo su famiglia e ci siamo amati per sessantacinque anni. Spero che siano tanti i livornesi che ricordano mio marito con il sorriso nel cuore per quello che ha fatto in tanti anni di carriera».

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