Il Tirreno

Livorno

Nuovo Centro, svolta nei lavori: le 71 famiglie avranno la casa

di Giorgio Carlini
Nuovo Centro, svolta nei lavori: le 71 famiglie avranno la casa

Livorno, dopo la denuncia ecco il lieto fine: chi ha comprato l'immobile non verserà un euro in più di quanto era stabilito

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LIVORNO. Questione di giorni, al massimo di un paio di settimane. Poi finalmente, dopo oltre cinque mesi di inattività, ricominceranno i lavori all'interno di quello che ancora oggi sembra un cantiere fantasma nel cuore del Nuovo Centro. Con l'obiettivo di consegnare le tanto agognate case alle 71 famiglie legate alla cooperativa Poliarma entro la fine del 2016.
A darne notizia sono gli stessi soci che il Tirreno ha incontrato di fronte al "lotto 14", composto da 9mila metri quadri, di cui 4600 edificabili. Proprio pochi giorni dopo la denuncia del nostro giornale, la proposta di transazione da tempo al centro del contendere tra la cooperativa (intanto rinnovata ai suoi vertici) e la società appaltatrice cui era stato affidato il terreno ha avuto esito positivo: martedì scorso il cantiere è stato liberato da lucchetti e recinzioni che per tanto tempo lo avevano sigillato.

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La storia del lotto. La vicenda del lotto 14 ha i contorni di un paradosso: si tratta infatti del primo cantiere inaugurato al Nuovo Centro, nel marzo del 2014, il cui taglio del nastro dette il via ufficiale alla realizzazione delle centinaia di abitazioni nella futura area residenziale, confinante con il quartiere Coteto da un lato e con l'area commerciale del Parco Levante dall'altro.
A fine 2015, però, mentre le attività delle altre cooperative procedevano secondo programma, qui i lavori subivano un brusco rallentamento, fino all'improvvisa chiusura del cantiere. Le unità immobiliari (in tutto 71 tra appartamenti e villette a schiera) avrebbero dovuto essere a disposizione dei soci entro la fine dell'anno scorso. Poi la scadenza era slittata a febbraio 2016.
Ma le famiglie, che quelle case le avevano pagate in anticipo, sborsando cifre in media intorno ai 170mila euro, avevano già capito allora che ciò non sarebbe stato possibile. E oggi, pur covando ancora la rabbia per quanto hanno dovuto sopportare, ma con il timido ottimismo di chi è consapevole di essere nel giusto e vede uno spiraglio di luce, raccontano al Tirreno gli sviluppi dell'intricata questione.


Le testimonianze. «Ciò che ci lascia più indignati - è la premessa di Antonio Occhiuto, uno dei portavoce dei soci - è che quando nel 2011 abbiamo aderito alla cooperativa lo abbiamo fatto perché credevamo nei valori della divisa ( Poliarma opera soprattutto per i dipendenti di forze armate e pubblica amministrazione) e perché il presidente di allora, Fabio La Mura, era un ex poliziotto. Tutto questo, insomma, ci lasciava ben sperare, ma presto i nostri sogni si sono tramutati in incubi».


Nessuna comunicazione, nell'ottobre scorso, sullo stop ai lavori: «Lo abbiamo scoperto quando abbiamo visto che nel cantiere non c'era più nessuno. Siamo venuti a sapere che il costruttore, Claudio Nocchi, aveva messo le catene ai cancelli, parlando di costi lievitati. Intanto, però, avevamo notato che a Campi Bisenzio gli stessi protagonisti del lotto 14 erano al centro di una inchiesta della procura di Firenze, in cui erano ipotizzati abusi edilizi nella costruzione di cento alloggi. Abbiamo fatto due più due, e a quanto pare non ci sbagliavamo...».
Così per le 70 famiglie si aprono scenari preoccupanti.
«Non eravamo dispiaciuti - precisa Occhiuto - quanto piuttosto arrabbiati, imbelviti. Perché ci rendevamo conto di essere stati presi in giro. Ma non ci siamo persi d'animo. Quando il presidente La Mura si è dimesso dalla cooperativa di Campi Bisenzio e da quella del Nuovo Centro insieme al suo Cda, abbiamo nominato altri rappresentanti e ci siamo messi subito all'opera per sbloccare la situazione».
La battaglia legale. I soci della rinnovata cooperativa si rivolgono al tribunale di Firenze chiedendo la liberazione del cantiere per riprendere la costruzione delle case.
Ma non c'è bisogno di attendere la sentenza, perché nel frattempo, dopo mesi di stallo, la proposta di transazione con la società appaltatrice è stata portata a termine.
«I lavori - spiega Occhiuto - riprenderanno senza che le famiglie siano costrette a spendere un euro in più. Merito delle ditte - sottolinea - che hanno dimostrato grande sensibilità e si sono accollate insieme a noi parte degli inconvenienti pur di riprendere le operazioni. Certo, ci abbiamo comunque rimesso in interessi passivi, costi di appartamenti in affitto prorogati in attesa della casa, spese per i container dove le famiglie hanno dovuto tenere i mobili acquistati per le nuove abitazioni. Ma paghiamo soprattutto in termini di stress, di notti insonni, di preoccupazioni e di rabbia nel pensare che qualcuno ci stava ingannando dopo aver ottenuto i nostri risparmi».
Ora, dopo cinque mesi logoranti, si torna finalmente a guardare il bicchiere mezzo pieno.
«La firma della transazione è una liberazione. Adesso - conclude Occhiuto - non ci sono più intermediari o soggetti esterni, e le attività nel cantiere ricominceranno presto».
La speranza, per le 71 famiglie del lotto 14, è quella di festeggiare il prossimo Natale all'interno delle nuove abitazioni nel futuro complesso residenziale del Nuovo Centro.

 

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