Il Tirreno

Livorno

25 famiglie occupano l'ex sede Atl in via Meyer

Le famiglie che hanno occupato l'ex deposito Atl e di qua dal cancello la polizia che controlla (Marzi Pentafoto)
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Le famiglie che hanno occupato l'ex deposito Atl e di qua dal cancello la polizia che controlla (Marzi Pentafoto)

Livorno, attorno alle 11.30 di domenica hanno forzato i cancelli e si sono sistemati nella vecchia direzione dell'azienda dei bus

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LIVORNO. Un'altra struttura pubblica è stata occupata. E' la ex sede dell'Atl di via Meyer. Domenica mattina attorno alle 11.30, venticinque famiglie hanno forzato i cancelli di quello che fino a tre mesi fa era il deposito degli autobus e sono entrate, sistemandosi con materassi e quei pochi oggetti personali necessari per sopravvivere all'interno della palazzina che ospitava la direzione.

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Tra loro molti giovani madri con figli piccoli al seguito, sia italiane che straniere. In tutto all'interno dell'ex deposito ci sono una cinquantina di persone, sorvegliate dall'esterno dalla polizia.

A dare supporto alle famiglie anche il sindacato Asia. "Si tratta di una struttura in disuso  per la quale il Comune di Livorno non ha ancora chiarito la destinazione", afferma Giovanni Ceraolo.

"Ancora una volta non c'è alcuna alternativa alla strada", commenta invece in una nota il comitato diritto all'abitare, che ha sostenuto l'occupazione. "Da diversi mesi, ormai, il comune non riesce più a sostenere questa situazione di emergenza. A distanza di quasi due anni dal cambio di amministrazione il tempo delle scuse e dei ritardi è finito. Basta scaricare responsabilità sulla giunta precedente. Migliaia di lavoratori si trovano nella disperazione a causa della crisi e della perdita del lavoro e a distanza di 6 mesi non si è ancora riusciti ad assegnare temporaneamente 20 miseri alloggi del blocco della Chiccaia.  Non si riesce ad aiutare tempestivamente neanche gli anziani invalidi che rischiano di essere sfrattati".

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Poi continua: "Come comitato diritto all’abitare chiediamo che tutti gli immobili pubblici in disuso (palazzi, cantine, alloggi ) siano adibiti ad emergenza abitativa o restituiti ai cittadini per attività sociali e di quartiere attraverso l’autorecupero ( unico modo per superare i limiti imposti dalla mancanza di risorse economiche). Il blocco immediato di qualsiasi vendita di immobili o aree pubbliche a partire dalla Circoscrizioni. Il ritiro immediato del progetto di devastazione degli Orti Urbani di via Goito e l’apertura di un confronto pubblico e trasparente sul futuro di quell’area".

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