Gioco
Cassonetti via, entro l’estate porta a porta in 4 quartieri
Coinvolti altri 15mila livornesi, dal 2 maggio i bidoncini domestici arrivano a Colline a giugno Antignano e Banditella, da settembre toccherà a Montenero Basso
LIVORNO. Tra dieci giorni i cassonetti spariranno da Colline. Il mese successivo da Antignano e Banditella. E subito dopo l’estate da Montenero Basso.
Come aveva annunciato il sindaco, l’estensione della raccolta porta a porta si allarga ad altri quattro quartieri. E da qui alla fine dell’estate coinvolgerà altri 15mila livornesi. Ci sono già le date: 2 maggio Colline, 6 giugno Antignano e Banditella, 19 settembre Montenero.
I bidoncini entrano in casa. E’ una rivoluzione. Non solo dal punto di vista ambientale, ma anche, soprattutto, nelle abitudini delle famiglie livornesi. Che dovranno convivere con i bidoncini domestici, imparare a tenersi in casa i rifiuti organici per più giorni, trovare un ripostiglio o un terrazzo per accumulare carta e cartone, e bottiglie di plastica e di vetro, e poi ricordarsi i giorni di raccolta e rispettare gli orari per lasciar fuori i contenitori e quelli per ritirarli: dalle 6 alle 9 i primi, dalle 9 alle 12 i secondi.
Sarà anche una rivoluzione per molti condomìni. Che magari - come capita già nella Venezia dove il porta a porta c’è da tre anni - si organizzeranno e i bidoni (ugualmente superdifferenziati, ma un po’ più grandi) verranno spostati dai ripostigli ai cortili.
Obiettivo 50% di differenziata. Oggi la raccolta differenziata in città è al 46.60%, grazie ad una serie di quartieri in cui vige il porta a porta (Venezia, Porta a Terra, parte di Salviano e di Coteto) e chiaramente ai cassonetti stradali differenziati. Va detto che nelle porzioni di territorio dove è in vigore il porta a porta, la differenziata raggiunge oggi il 76%.
L’obiettivo del Comune è arrivare al 50% entro la fine del 2016 e sembra un gol decisamente raggiungibile con l’allargamento previsto nei prossimi mesi. Entro quella data dovrebbero essere oltre 35mila i livornesi col bidoncino in casa.
Nel 2017 via tutti i cassonetti. L’estensione della raccolta porta a porta a tutta la città è uno dei cavalli di battaglia dei Cinque Stelle. Ed è tra l’altro il motivo per cui il primo piano industriale dell’ex presidente Iacomelli - che prevedeva in un primo momento soltanto un allargamento ad una serie di quartieri - fu fatto modificare. Entro la fine del 2017 l’obiettivo rimane quello: porta a porta in tutta la città.
Quanto rende e quanto costa? Finora l’allargamento, che pure è stato progressivo, non è andato speditissimo per un motivo molto semplice: il porta a porta costa, sia in termini di soldi che di forza lavoro. E finora non ha reso un euro.
Secondo un calcolo fatto sei mesi fa dal precedente cda di Aamps, l’estensione del porta a porta a tutta la città avrebbe avuto un costo tra i cinque e i sei milioni di euro e richiederebbe un centinaio di addetti.
Va detto che l’operazione comporterebbe anche dei risparmi: a partire dal fatto che sparirebbe l'attuale servizio di raccolta e parte del personale potrebbe essere girato - contratti permettendo - proprio nel giro dei bidoncini. Finora il progetto in Venezia è stato realizzato grazie ai famosi 2.5 milioni di Olt.
Ma il sacrificio (o per meglio dire: l’approccio virtuoso) dei residenti della Venezia e degli altri quartieri coinvolti non è stato ripagato in nessun modo: la Tari è rimasta la stessa, anzi l’anno scorso è aumentata, come per il resto dei livornesi. La domanda nasce spontanea: davvero la tassa sulla spazzatura diminuirà con una maggiore produzione di raccolta differenziata? Gli addetti ai lavori si dividono in due schieramenti contrapposti. Ma su un aspetto concordano: l’investimento iniziale non sarà roba da poco. Con quali soldi sarà finanziato?
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