Toscana
L’ex parà al giudice «Sono innocente» Ed è caccia all’arma
Ceci ha avuto un malore e non ha risposto alle domande Il legale dell’accusato di omicidio: «Non mangia da 3 giorni»
LIVORNO. «Sono innocente e reputo l’accusa nei miei confronti infamante. Quanto alle intercettazioni, dovrei riascoltare le mie parole per intero per dare spiegazioni sul loro esatto senso».
All’interrogatorio del giudice ha preferito una dichiarazione spontanea attraverso la quale rivendicare la sua estraneità ai fatti. Agostino Ceci, l’ex parà di 64 anni accusato del delitto di via Roma, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ieri mattina, nel carcere delle Sughere, dove il militare è detenuto da martedì, c’erano il giudice Antonio Del Forno, il pm Gianfranco Petralia e i suoi avvocati Marco Talini e Francesco Gristina. Ceci è accusato di aver ucciso a coltellate il marito della sua amante, Zviadi Khurtsidze. Un delitto avvenuto la sera del 6 febbraio davanti all’appartamento dove la vittima, georgiano di 40 anni, viveva con la moglie Tamila. Secondo la Procura, che coordina le indagini della squadra mobile della polizia, Ceci avrebbe fatto fuori il suo rivale dopo che l’amante, a gennaio, lo aveva lasciato in vista del trasferimento del marito dalla Georgia. Ma l’arma non è stata trovata: le ricerche sono tuttora in atto.
Il malore davanti al giudice. In un primo momento, l’ex parà era intenzionato a rispondere alle domande del giudice, ma poi ha cambiato idea perché non si è sentito bene. Lo spiega il suo legale, Talini: «È da quando è stato portato in carcere, tre giorni fa, che il mio cliente non mangia. È in uno stato di tale prostrazione che non se la sente neanche di ingerire del cibo. L’ho trovato molto provato. Questa mattina (ieir ndr), io e il mio collega siamo andati presto in carcere per preparare al meglio l’interrogatorio. E insieme abbiamo analizzato le carte. Lui voleva farsi interrogare. Poi però ha avuto un malore, non so se dovuto all’ansia o a un malessere più fisico. È stato visitato: aveva i parametri regolari. In ogni caso, il giudice ha dato la disponibilità a rimandare l’interrogatorio. Ceci però ha voluto proseguire, ma senza rispondere». I legali dell’ex parà ora stanno facendo le copie dei dvd e delle registrazioni delle intercettazioni, per poter ascoltare per intero i testi. «Dagli atti emergono frasette a metà che da sole non sono chiare - dice Talini - Prima di darne conto al giudice, vogliamo ricostruire il contesto in cui sono state dette».
I dialoghi immaginari con lei. Secondo quanto emerso dalle indagini della squadra mobile, lo scorso 11 aprile l’ex parà del Tuscania ha ripercorso a bordo della sua auto l’iter fatto dalla vittima prima della morte. E passando davanti alla casa degli amici dove il georgiano quella sera aveva cenato, prima di essere ucciso, avrebbe detto “Sto str....”. Ma c’è dell’altro: sempre secondo l’accusa, dalle intercettazioni ambientali emergono dei dialoghi in cui il militare parlava fra sé e sé, immaginando anche quello che avrebbe risposto la sua amante, moglie della vittima, imitandone anche la voce.
«Ceci con lei faceva sul serio». Ceci era molto legato alla donna, con è stato per 5 anni. E secondo la Procura, dopo esser stato lasciato a gennaio, lui era ossessionato da lei. «Ne era molto innamorato e puntava ad avere una storia seria – dice il suo avvocato – non avrebbe mai fatto del male a suo marito anche perché così avrebbe compromesso il rapporto con lei per sempre». Per un periodo i due avevano vissuto insieme a Colognole, nella casa di lui, dove la georgiana aveva anche preso la residenza. Ma dopo essere stato lasciato, il carabiniere s’è recato in Comune a Colle chiedendo che la residenza di lei fosse cancellata. Un gesto di stizza, di cui si parla anche nell’ordinanza del giudice.
L’outing su facebook. Dall’indagine emerge che già nel passato Ceci aveva provato a fare coming out. E per far sapere al marito di lei della loro storia, aveva pubblicato delle foto di loro due insieme su facebook. Ma la coppia di georgiani aveva resistito anche a quell’urto. A dividere i due è stato l’orribile delitto di via Roma. Li ha divisi per sempre.
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