Provincia, il bilancio passa
L’ok anche grazie all’uscita di Fi. In stand by invece il nuovo assetto dell’ente
LIVORNO. Con 6 voti favorevoli del Pd (5 consiglieri più il presidente Franchi) e 5 contrari di Assemblea democratica (mancava Gesess), il consiglio provinciale ha approvato il bilancio consuntivo del 2015. In realtà si tratta di un’adozione, perché per la vera approvazione mancano due passaggi, l’assemblea dei sindaci e un altro consiglio, in programma martedì a Piombino. Sull’esito ha pesato la decisione di Malanima (Fi), che ieri è andato via al momento della votazione, dimostrando che quella del suo partito è un’opposizione diversa rispetto a quella di Ad.
Il consuntivo ha fatto registrare un avanzo di 30 milioni di euro (29.949.828): circa 23 vincolati, gli altri 7 liberi, che possono essere utilizzati sia per investire (l’edilizia scolastica e la viabilità sono i principali settori rimasti alle province) che per mantenere il bilancio in equilibrio. Non è stato rispettato il Patto di stabilità, «uno sforamento prevedibile», ha detto Franchi: «Questo conto ricalca le difficoltà già riscontrate, ma nel corso del 2015 non siamo stati fermi: penso alle scuole di Piombino, alla viabilità dell’Elba… Quando questo bilancio verrà definitivamente approvato, avremo 7 milioni per finire vecchi interventi e partire con altri». Un bilancio adottato nonostante il voto contrario di Ad, spiegato dal consigliere Fabrizio Callaioli: «Non si tratta solo di opposizione, ma di un’ideologia diversa. Questa amministrazione si sta lamentando di qualcosa che ha fatto il suo partito». «Ma quali sono le prospettive di questo ente? State amministrando un fantasma, ormai si naviga a vista», il tuono di Alessandro Masoni. E Franchi: «La risposta è nella riforma Delrio, nel futuro ci sono enti di secondo livello con competenze e funzioni diverse».
Il consiglio non ha invece approvato i criteri generali sull'assetto della nuova struttura organizzativa della Provincia: in questo caso Malanima (FI) si è schierato con Ad (6 astensioni che hanno pareggiato i 6 sì del Pd), rimandando tutto al prossimo consiglio. Tra prepensionamenti e trasferimenti del personale alla Regione, serve una riorganizzazione dell’ente, visto che la categoria dirigenziale è praticamente sparita. Entreranno figure nuove, con competenze diverse rispetto al passato. «Noi chiediamo la massima trasparenza sui bandi», ha chiuso Marco Cannito (Ad).
Gianni Tacchi
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