Gioco
Occupazione, il Comune chiama in causa l’Authority
Lavori di pubblica utilità, Palazzo Civico ha pressoché esaurito la possibilità di fare assunzioni e sollecita Gallanti a scendere in campo con progetti
LIVORNO. Chissà se è un appello alla collaborazione o una strigliata polemica nel segno dell’ennesimo atto della polemica fra Palazzo Civico, sede del Comune, e Palazzo Rosciano, quartier generale dell’Authority. Fatto sta che in commissione lavoro l'assessore comunale Francesca Martini ha chiesto al commissario Gallanti affinché «partecipi, come capofila del territorio, per attivare un progetto di lavori di pubblica utilità».
Il motivo? Dalla Regione il gopvernatore Enrico Rossi ha già annunciato, secondo quanto riferisce Palazzo Civico, che uscirà, a breve, un avviso per finanziare nuovamente progetti di pubblica utilità.
L’assessore spiega che «nonostante i tanti tentativi fatti dal Comune affinché fosse modificato il bando regionale per consentire agli enti locali del territorio di partecipare l'orientamento regionale è rimasto quello di confermare la stessa impostazione del bando del 2015». Cosa ne consegue? Un intoppo, tiene a sottolineare Martini. L’assessore riferisce che «questo significa che il Comune, così come molti altri enti locali costieri, non sarà in grado di partecipare perché ha già quasi raggiunto i limiti di assunzioni consentiti dalla legge per il tempo determinato». Ecco perché da Palazzo Civico si manda un messaggio all’Authority.
Ma non è questa l’unica sottolineatura che arriva dall’assessore Martini: la quota di cofinanziamento regionale – viene ribadito – è stata «ridotta al 65% rispetto allo scorso anno e questo mette a dura prova le casse degli enti locali».
Non basta. C’è anche qualcos’altro che, secondo l’assessore crea intralcio al dispiegamento delle potenzialità dello strumento occupazionale rappresentato dai lavori di pubblica utilità: Martini mette in evidenza che «non è stato ancora trovato il modo di coinvolgere soggetti privati».
Ma – avverte – «questa nuova opportunità offerta al territorio non deve comunque essere sprecata». Ecco che l’assessore Martini – che nella squadra M5S del sindaco Nogarin si occupa di sviluppo economico, lavoro e innovazione – domanda: «Dunque chi meglio della'Autorità portuale, magari anche attraverso le proprie partecipate, Porto 2000 e la Agenzia per il Lavoro Portuale, potrebbe costruire percorsi formativi e professionalizzanti per operare all'interno del porto?».
Per l’assessore Martini «dare a un disoccupato la possibilità di inserire anche solo l'esperienza di pochi mesi di lavoro in porto nel proprio curriculum è altamente qualificante, anche in considerazione dell'altissimo livello di specializzazione che hanno le attività formative svolte dalla Port Authority».
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