Gioco
Nogarin all'attacco: Il pesce puzza dalla testa, il Pd dalle municipalizzate
Livorno, sul blog di Grillo appare il video del sindaco. Ma viene cassata la parte in cui annuncia il probabile avviso di garanzia
Il pesce puzza dalla testa, il Pd dalle municipalizzate. E' il titolo di un video del sindaco Filippo Nogarin pubblicato sul blog di Beppe Grillo a proposito del caso Aamps.
L'intervento è per buona parte quello che il sindaco aveva registrato in un precedente video-messaggio mercoledì ancora per il blog di Grillo ma che poi non è andato in onda per volontà del direttore Cinque Stelle.
Quella frase è stata cassata, la scelta comunicativa è stata di evitare di mettere mani avanti riguardo all'arrivo di avvisi di garanzia. Vi si aggiunge invece a proposito dell'assessore Lemmetti indagato che "Non facciamo sconti agli altri e non ne faremo neanche ai nostri".
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Nogarin parla di nove indagati, tra cui - dice - "un componente del cda che abbiamo revocato". Non si capisce però a chi si riferisca visto che Iacomelli e Di Gennaro a venerdì mattina, quando il video-intervento è stato pubblicato, non avevano ricevuto avvisi di garanzia. Non è escluso che il sindaco si riferisca a Fommei, che però era direttore generale di Aamps e non è mai stato nel cda dell'azienda, né è stato revocato ma, almeno ufficialmente, si è dimesso.
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Per il resto la linea scelta dal sindaco e dal Movimento non cambia: le responsabilità della grave crisi di Aamps è esclusivamente del Partito Democratico.
"A Livorno - dice Nogarin - stiamo assistendo a una vera e propria farsa politico mediatica. Il partito democratico sta tentando di ribaltare la realtà addossando all'amministrazione 5 stelle le responsabilità delle condizioni in cui ha versato per anni Aamps, la municipalizzata dei rifiuti.
Non intendiamo prestarci a questo sporco gioco: non vogliamo fare noi da parafulmine per le loro responsabilità. E’ bene dunque giocare a carte scoperte e mettere in fila i fatti".
"Quando ci siamo insediati - continua il sindaco abbiamo ereditato una situazione drammatica: l'azienda aveva 42 milioni di debiti nel 2014 verso banche e fornitori e un buco da 21,4 milioni. Un buco determinato per 11 milioni da crediti Tia – la tassa sui rifiuti - mai riscossi dai vertici aziendali, senza che il socio unico, ovvero il Comune a guida Pd muovesse un dito per recuperarli. La situazione era drammatica: un’azienda da 300 dipendenti rischiava di fallire da un giorno all’altro in una città che già detiene il poco invidiabile record di 30mila disoccupati e col rischio che divenisse una discarica a cielo aperto".
"A quel punto - va avanti Nogarin - abbiamo deciso di percorrere l’unica strada possibile, quella del concordato preventivo. Una scelta che ha giustamente portato la magistratura a aprire un'inchiesta sulla gestione di Aamps dal 2012 a oggi".
"Nella lista degli indagati al momento ci sono 9 persone: ci sono 3 esponenti della passata giunta Pd, sindaco compreso, i vertici passati di Aamps, un manager chiamato per salvare la baracca già nel 2012, un componente del cda che abbiamo revocato e l’attuale assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti".
Poi si entra nei tre punti che la procura contesta all'amministrazione Cinque Stelle: la firma del bilancio 2014, la revoca del cda, l'assunzione dei 33 precari con un concordato in fieri. "Io e Lemmetti - è la difesa del sindaco - abbiamo firmato il bilancio 2014 contro il parere dei revisori dei conti depurandolo di 11 milioni di crediti Tia mai riscossi. Non lo avessimo fatto l’azienda sarebbe fallita e 300 persone sarebbero finite in mezzo a una strada.
Abbiamo poi deciso di assumere 33 precari storici che erano rimasti appesi al ricatto occupazionale della vecchia politica. Senza queste persone non sarebbe stato possibile rilanciare l’azienda. L’ultimo punto è la revoca del cda. Stavano rallentando le pratiche per accedere al concordato, ignorando di fatto le linee guida del socio unico, e cioè il Comune".
"Ancora oggi - aggiunge il sindaco - non sappiamo a cosa sia legato l'avviso di garanzia per il nostro assessore, perché evidentemente ci sono ancora indagini in corso e non è quindi stato reso noto. A noi non serve che si arrivi al processo o alla condanna definitiva. Non facciamo sconti agli altri e non ne faremo neanche ai nostri. Ma questi dunque sono i fatti. La magistratura giudicherà sulla bontà delle nostre scelte. Abbiamo affrontato con coraggio una situazione drammatica creata da chi ci ha preceduto e stiamo cercando di portare fuori dalla polvere l’azienda dei rifiuti. La reazione politica del Pd è invece quella di un partito che vede sgretolarsi il suo sistema di potere e clientele che gli aveva permesso di occupare per decenni questa città".
Il messaggio è per il popolo grillino e si capisce bene dal finale: "Un colpo di coda cui noi reagiremo come abbiamo sempre fatto: puntando su scelte coraggiose di buon governo nell’interesse dei livornesi. In questo momento abbiamo bisogno del sostegno di tutta la comunità 5 stelle, stateci vicini".
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