Gioco
Moby, scultura ripulita dai volontari
L’associazione Reset al lavoro per cancellare lo sfregio dei vandali: una reazione di civiltà
LIVORNO. Una reazione di civiltà. Da subito, dopo quello scempio a cielo aperto alla memoria delle 140 vittime del Moby Prince, un gruppo di cittadini si mette in moto. L’obiettivo è ripulire quegli sfregi che deturpano la scultura-cubo inaugurata il 10 aprile scorso in Fortezza Nuova. Detto fatto: vernice alla nitro, stracci. Le scritte spray bianche spariscono. «Eravamo andati solo per fare un sopralluogo, insieme all’artista Cavallini, al fabbro che ha realizzato la scultura e a Loris Rispoli: poi abbiamo visto che potevamo subito intervenire e così abbiamo fatto», commenta a caldo Giuseppe Pera, presidente dell’associazione Reset che a Livorno conta una sessantina di soci. Un’ora di pulizia, c’era anche Emilio Rossini.
In alcuni momenti anche “acrobatica” per arrivare a cancellare i segni più alti. «Abbiamo usato la bicicletta di uno dei nostri soci, Gioia Papallo: siamo montati sul portapacchi perché altrimenti non ci arrivavamo», continua. Con loro, in prima fila a rimboccarsi le maniche per mantenere viva la memoria e il rispetto delle vittime del Moby c’è Loris Rispoli, presidente dell’associazione Moby 140. «Ringrazio i volontari di Reset per questo gesto che ho apprezzato e subito sono andato con loro per unirmi alla pulizia: per quei vandali questo monumento non rappresenta niente, per noi rappresenta una bara urlante», dice, pensando alla sorella Liana, tra le 140 vittime che ad oggi non hanno giustizia.
Apprezza la pulizia a sorpresa anche lo stesso autore dell’opera, Federico Cavallini, 40 anni. Lui è l’artista che c’è dietro a Koningin Juliana - il nome della scultura - che era, appunto, il primo nome della nave maledetta prima che passasse alla flotta Moby. «Non mi aspettavo il gesto, ma ci speravo - dice Cavallini - Basta che adesso piova e il cubo riprende la sua patina originale».
L’autore non manca di fare un appunto, secondo lui sostanziale, rispetto all’intera vicenda: «Sicuramente le scritte sono un gesto da condannare, ma trovo più grave che in tanti anni intorno a questa scultura regni sovrano uno stato di precarietà che destabilizza, a partire dalla questione location: trovo che sia molto più irrispettoso questo, nei confronti delle vittime del Moby, rispetto magari ai vandalismi».
Intanto l’associazione Reset non si ferma alla pulizia. O almeno, se ci fosse la possibilità (che potrà arrivare solo dalla Sovrintendenza), si mette a disposizione per finanziare l’illuminazione a terra della scultura e un cartello informativo.
«Noi abbiamo dato la nostra disponibilità al presidente Loris Rispoli, visto che ad oggi la scultura manca di illuminazione e di cartelli informativi - spiega ancora Giuseppe Pera - Vorremmo che il cubo fosse visibile per bene anche la notte da chi passa sul Pontino. Sempre nell’ottica di una valorizzazione dell’opera e della memoria delle vittime del Moby».
Senza il permesso della Sovrintendenza, però, al momento nessuno può muovere un dito in Fortezza Nuova. «A dimostrazione di questo anche il monumento è appoggiato a terra e non su un basamento», chiude Rispoli.
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