Il Tirreno

Livorno

ombrelloni e sdraio a rischio

Spiaggia dei Tre Ponti, stagione balneare in bilico: a decidere sarà il giudice

di Francesca Suggi
Spiaggia dei Tre Ponti, stagione balneare in bilico: a decidere sarà il giudice

Livorno, il gestore  non paga il canone dal 2013: problemi strutturali troppo grandi e costosi per cui abbiamo speso 70mila euro. Il 6 maggio Nuoto Livorno e Comune tenteranno di trovare un accordo

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LIVORNO. La prossima stagione balneare dei Tre Ponti, con i suoi 200 ombrelloni è in bilico. A decidere le sorti estive della spiaggia cittadina sarà il giudice che il 6 maggio tenterà di mediare e trovare un accordo tra il Comune e il gestore. Da una parte c'è una struttura comunale sul mare minata da umidità, infiltrazioni, acqua piovana che si insinua nei locali e la potenza delle mareggiate che non di rado allaga l’interno del fabbricato: la Nuoto Livorno obbligata negli anni a costi di manutenzione arrivati fino a 70mila euro, con un’attività notevolmente ridotta e gravi perdite economiche. Il risultato è che dal dicembre 2013 la società non paga più il canone comunale dovuto.

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Dall’altra c’è l’ ufficio Patrimonio che, come dice la determina comunale del 15 aprile, ha provveduto nel tempo ad emettere varie diffide nei confronti della società sportiva per i mancati pagamenti. In poche parole, col passare degli anni, i conti non tornano più. Da entrambe le parti.

«Abbiamo vinto la gara nel 2010 - dice il presidente della Nuoto Livorno Carlo Chelli - per gestire una struttura che doveva essere funzionale alla nostra attività sportiva, ma da subito si è presentata distante dalle nostre aspettative e dal business plan che avevamo presentato: dovevamo lavorare 365 giorni all’anno e invece ci siamo ritrovati a poter usare i locali 4 mesi l’anno, d’estate». Chelli va nei dettagli: «I locali si portano dietro difetti strutturali sin dalla nascita, con un ingresso al pari del livello del mare, per cui con le mareggiate l’acqua entra dentro danneggiando tutto e la media è di 3, 4 volte l’anno, senza contare infiltrazioni irrisolvibili all’interno, negli spogliatoi». Il risultato è che il progetto di realizzarci una palestra è sfumato.

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«All’interno c’è un surrogato, utilizzabile solo dal nostro gruppo sportivo di 20 persone». Nuoto Livorno non vorrebbe lasciare la gestione, ma la situazione è precaria. «Abbiamo speso 70mila euro di manutenzioni, l’estate 2014 ci abbiamo rimesso 60mila euro perché la stagione è andata male: di questo passo rischiamo di chiudere la società e non ce lo possiamo permettere». Nuoto Livorno chiede al Comune di rivedere la convenzione tenendo conto delle spese da loro sostenute. «Ci auguriamo di trovare un accordo, non sarebbe giusto togliere alla città la possibilità di usufruire di un servizio estivo così importante e frequentato».

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