Gioco
Terme, prove tecniche di rinascita E il 30 rimbocchiamoci le maniche
Al via l’operazione pulizia con i volontari delle due associazioni (e la benedizione del Comune) Poi il via alle visite guidate puntando a rendere accessibile la prima sala delle Acque della Salute
LIVORNO. Per le terme liberty del Corallo il d-day sarà sabato 30 aprile: si vedrà lì se i livornesi sono chiacchiere e distintivo oppure se l'amore sbocciato per l'ex stabilimento termale, in abbandono da quasi mezzo secolo, farà rimboccare le maniche a un esercito di volontari capaci di mettere a disposizione qualche weekend di primavera per la ripulitura del giardino davanti al fabbricato centrale.
Ma l'operazione pulizia del verde è solo la prima di tre tappe con cui si punta a rendere non più solo simbolica la riapertura dell'antico cancello. La seconda riguarda il via a un calendario di visite guidate aperto a chiunque voglia conoscere da vicino questo patrimonio della città talvolta poco conosciuto da noi stessi livornesi: non ci sono ancora date, dipende ovviamente da quando si concluderà la sistemazione del giardino.
E la terza? Fin qui siamo rimasti all'interno del perimetro dell'area verde fra edifici e cancello principale, però il passo numero tre punta proprio a far mettere ai livornesi un piede all'interno del fabbricato. L’idea c’è già: la sala della mescita, il cui tetto è stato già rifatto.
Anche il Comune in campo
Qualcosa del genere, Il Tirreno l’aveva anticipato già. Solo che stavolta a mettere il bollo tondo in calce è stata l’amministrazione M5S con la presenza dell’assessore Alessandro Aurigi, accompagnato dal dirigente municipale Riccardo Maurri. E con un post su Facebook firmato dal sindaco Nogarin che mette l’accento sul fatto che: 1) «senza una partecipazione dal basso dei cittadini e delle associazioni alla vita di Livorno, non potrà mai esserci una vera rivoluzione in città»; 2) «lavoreremo per moltiplicare casi virtuosi come quello» dell’intervento alle terme del Corallo.
Non ci sono solo loro ad aprire i cancelli, sia chiaro: protagonisti sono Silvia Menicagli, solitaria paladina da 16 anni della battaglia pro-terme, insieme a Marco Bertagni (per l’associazione Terme del Corallo onlus) e i volontari di Reset, gruppo di area grillina, con Giuseppe Pera e Emilio Rossini.
«Miracolo: è questa la parola giusta da usare adesso», dice Menicagli ripercorrendo a ritroso la lunghissima battaglia personale. «Quando ho iniziato, le terme erano dimenticate da tutti: destinate praticamente a “implodere” su sé stesse appena i fabbricati avessero ceduto al peso degli acciacchi».
L’assessore rivendica
Aurigi glissa sul fatto che il tetto l’ha rifatto la giunta precedente e va oltre: rivendica al M5S la svolta sul Corallo che è una svolta nel rapporto con i cittadini attivi. Per farlo insistesu «due specifiche scelte strategiche dell’amministrazione M5S». L’una riguarda la valorizzazione del patrimonio culturale-turistico per «un nuovo modello di sviluppo» («quel cavalcaferrovia rappresenta la volontà scientifica di smantellare la vocazione turistica che Livorno aveva fino a inizio ’900»). L’altra fissa lo sguardo sull’apertura di Palazzo Civico alle «energie che salgono dal basso» trovando «gli strumenti per convogliarle» (e qui apre il capitolo del regolamento dei beni comuni, in gestazione a Livorno e già attuata in altre città di varie colori politici).
Ma cosa accadrà a chi sabato 30 andrà al cancello con la voglia di dare una mano? La convenzione di cui Maurri annuncia la firma a giorni riprende un format collaudato già sperimentato: affidarsi a associazioni che, in virtù della convenzione col Comune, siano in grado di fornire copertura assicurativa ai propri volontari. Dunque, bisogna essere iscritti alle due associazioni (Terme del Corallo onlus e Reset): la tessera si può fare anche nel gazebo all’ingresso, è indispensabile perché Palazzo Civico non passi guai se qualcuno si infortunasse.
Idea sottoscrizione
E, come chiede una donna dal pubblico, la possibilità di una sottoscrizione? Menicagli ricorda che la onlus Terme del Corallo ha ricevuto dall’Agenzia delle Entrate l’ok per essere inserita fra i possibili beneficiari del “5 per mille” indicandolo al momento della dichiarazione dei redditi. Pera immagina anche di attivare «un “contatore” per segnalare di volta in volta a che punto è arrivata la raccolta dei fondi».
Del resto, a parte l’intervento tutto gratis per pulizia e visite guidate, per arrivare ad entrare nella sala della mescita c’è bisogno non di un pozzo di soldi bensì di 50mila euro. Tanti sì, ma è la cifra che Reset ha già raccolto con la mobilitazione civica per dare un tetto alla palestra dei disabili al Prato di viale Carducci (e qui calza a fagiolo lo slogan di Pera: «A noi piace tradurre in realtà i sogni della gente»). Non è tutto: anche Menicagli ha alle spalle una esperienza simile con il gruppo di Harborea («abbiamo raccolto 40mila euro, altri fondi li abbiamo avuti dalla Fondazione Caponi e così è stato possibile donare al Comune i quattrini per sistemare il teatrino di Villa Mimbelli»).
Ma l’appetito vien mangiando e nessuno vuol fermarsi lì. «Vogliamo riaccendere i riflettori su questo gioiello, tutto si metterà poi in moto», dice Rossini. E Pera rincara: «Siamo partiti in tre, dobbiamo farcela in tremila: è importante il regolamento dei beni comuni per varare una alleanza fra amministratori e cittadini attivi. Altrimenti si resta impantanati nella palude della burocrazia». Lo ripete anche Bertagni: «L’alleanza con il Comune ci dà ulteriore forza anche nella nostra raccolta fondi».
Soldi per un altro tetto
L’assessore Aurigi va più in là: lo fa quando chiama in causa il governo. Anzi, lo punzecchia con una frecciata provocatoria: «Con un quarto della spesa militare di un F35 ci pagheremmo il recupero di tutto il Corallo, l’abbattimento del cavalcaferrovia e perfino il sottopasso». Poi torna pragmatico e segnala: 180milioni li metterà il Comune per rifare un altro tetto, quello dei quattro alloggi dei medici. Ecco che il sogno riparte con le parole di Menicagli: «Potrebbero diventare residenze d’artista o un bed & breakfast».
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