Toscana
Revisioni facili, sei funzionari della Motorizzazione interdetti dal lavoro
Livorno. Le accuse nei loro confronti sono di abuso d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti. Sequestrati dieci autobus: l'indagine partita nel 2013 è stata svolta dalla polizia stradale
LIVORNO. Revisioni di autobus "facili", concesse senza i necessari controlli e tali da mettere anche a rischio la sicurezza delle persone. E' stata eseguita la mattina di giovedì 21 aprile un’ordinanza, emessa dal gip di Livorno, di misura cautelare interdittiva a carico di sei funzionari in servizio alla motorizzazione di Livorno, per i reati di abuso d’ufficio ed attentato alla sicurezza dei trasporti.
L'indagine, della polizia stradale, era nata da una serie di controlli finalizzati alla verifica dell’efficienza dei bus del trasporto pubblico nel settembre del 2013. Le verifiche avevano portato al sequestro di due pullman adibiti al servizio extraurbano dell’azienda di TPL di Livorno. Nei confronti dei sei funzionari è stata quindi disposta la sospensione dal pubblico ufficio, relativamente all’esercizio delle pubbliche funzioni inerenti la revisione dei veicoli, nonché il sequestro preventivo di 10 bus, già posti in sequestro probatorio durante l’indagine.
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L’attività è stata svolta dalla sezione di polizia stradale, dal reparto operativo dei carabinieri, dalla squadra mobile della questura e dalla stazione dei carabinieri di Monternero, sotto la direzione della Procura della Repubblica. L’indagine svolta ha dato modo di evidenziare, a carico dei funzionari della motorizzazione, "gravi negligenze nello svolgere le operazioni relative alle revisioni dei veicoli di trasporto privato e pubblico, così da mettere a repentaglio anche l’incolumità delle persone".
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Tra i veicoli in sequestro, vi sono anche alcuni scuolabus che sino al fermo trasportavano i bambini delle scuole elementari e medie anche fuori dalla città di Livorno.
Oggetto dei provvedimenti emessi dal GIP sono, tra gli altri, il Direttore ed i massimi vertici della DTT-UMC di Livorno indagati con altri 12 soggetti appartenenti a società private ed a partecipazione pubblica.
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