Il Tirreno

Livorno

Morosità record: un livornese su quattro non ha pagato la Tari

di Giulio Corsi
I più grandi problemi di Aamps nascono dalla morosità dei livornesi sulla Tia, non risolta neanche ora che è il Comune a riscuotere la Tari
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I più grandi problemi di Aamps nascono dalla morosità dei livornesi sulla Tia, non risolta neanche ora che è il Comune a riscuotere la Tari

Livorno, casse comunali in difficoltà per l’evasione, mancano all’appello oltre 23 milioni di tassa rifiuti e 18 di multe Nella nostra città spesso non si pagano i servizi: tra rette di scuole e residenze anziani 7 milioni fantasma

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LIVORNO. Quello che succedeva con la Tia, si sta ripetendo con la Tari. Ma anche con le multe, le rette scolastiche, le rette per le residenze anziani. Non c’è verso: i livornesi non pagano. Anche se - sottolinea il ragioniere capo del Comune Nicola Falleni - i dati dell’evasione negli altri capoluoghi di provincia non sono migliori.

Un livornese su 4 non paga la Tari. Fatto sta che nel 2015, su 35 milioni di tassa della spazzatura che erano attesi nelle casse del Comune, ne sono mancati 9. Più del 25 per cento. Sempificando significa che un livornese su 4 l’anno scorso non ha pagato la Tari.

Mancano 23 milioni di tassa sulla spazzatura. Sommati ai 7.2 milioni mai pagati della Tari 2014 e ai 6.5 che mancano all’appello della Tares 2013 fanno 23.4 milioni di tassa della spazzatura evasa negli ultimi tre anni. Chi ci rimette? Le casse del Comune, dunque alla fine i cittadini che pagano regolarmente le tasse, come si è visto l’anno scorso quando è stata riversata sulla Tari la Tia mai riscossa da Aamps.

Dalla Tia nulla è cambiato. Ma il dato è emblematico anche per capire dove nasce il vero dissesto dell’azienda di via dell’Artigianato: un tempo infatti - quando c’era la Tia - l’azienda dei rifiuti doveva sostenersi grazie ai bollettini pagati direttamente dai livornesi. Ma vista la morosità di molti nostri concittadini, era costretta a fare quei debiti che oggi la stanno affossando.

Dal 2013 - col passaggio a Tares e poi a Tari - il Comune garantisce invece 35 milioni all’anno all’azienda, la quale dunque non ha più problemi di sostentamento (se non nel ripagare i debiti). Ma non incassando quei soldi, il bilancio soffre. Insomma, a vedere i dati emerge chiaramente che non è cambiato nulla nella notta all’evasione nel passaggio Tia-Tari: non la incassava Aamps, non la incassa il Comune.

18 milioni di multe. I numeri sono stati snocciolati durante la seconda commissione dall’assessore Lemmetti. Non c’è solo la Tari, dicevamo, ad affliggere le casse del municipio. I morosi sono ovunque: all’appello mancano 17.9 milioni di multe arretrate. Un dato che smentisce l’idea che sulle contravvenzioni ci sia più forza nella riscossione.

Rette scolastiche mai pagate. La lista delle voci è lunga. Ci sono le tasse, come l’Ici sulla seconda casa, dove su 1.25 milioni di previsione, gli incassi sono stati di 400mila euro. E ci sono i servizi, come le rette scolastiche e le rette per le residenze anziani. I soldi che mancano, non pagati dalle famiglie sono rispettivamente 4.9 milioni e 2.2 milioni.

Dalla manovra Irpef arrivata la metà del previsto. I livornesi non pagano neanche l’Irpef: l’anno scorso l’aliquota comunale fu rimodulata al rialzo con l’obiettivo di portare un gettito importante nelle casse di palazzo civico. Ma dei 18 milioni attesi ne sono entrati solo 10.5.

Riscossione soft. Un quadro desolante, agli occhi dei tanti che invece pagano con regolarità ciò che devono. Il che non può essere imputabile solo alla crisi, ma ad almeno altri due elementi. 1) Il non rispetto della legge e del prossimo evidentemente diffuso. 2) L’incapacità del Comune di farsi valere nella riscossione.

Non paga neanche lo Stato. Poteva mancare la ciliegina? No: anche stato e Regione ritardano i pagamenti. I trasferimenti vedono il Comune in credito di 10 milioni.

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