Il Tirreno

Livorno

Lucarelli, 40 posti a rischio

Terminal in difficoltà, audizione senza Authority né parti sociali

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LIVORNO. È una partita già ai tempi supplementari quella che Cristiano Lucarelli sta giocando per la sua Lucarelli Terminal Livorno e per i suoi 40 dipendenti. Il grido di dolore dell’ex bomber è andato in scena davanti alla terza commissione: a sorpresa non si sono presentati né l'Autorità Portuale (che dopo aver discusso dei bacini ha detto di aver un altro impegno e che pensava dei ro-ro se ne parlasse in un'altra occasione) né Confindustria né i sindacati (per i quali non ci sono giustificazioni ufficiali, a quanto detto ieri dal presidente Galli).

Dal racconto di Lucarelli, sollecitato dai consiglieri, è emerso un quadro preoccupante: la banchina assegnata è troppo piccola rispetto alla grandezza delle navi attuali. Solo Tirrenia, che è l'armatore di riferimento dell'azienda, ha i traghetti ancora di 150 metri, ma sta già preparandosi a rimpiazzarli con quelli più grandi. I competitor hanno tutti banchine e spazi molto più grandi.

«Dopo che ho salvato 200 posti di lavoro di Unicoop» (e «ripartiti in 8 ora siamo in 40»), in questa fase «perdiamo fatturato e posti di lavoro, tant'è che tutto il personale ha il contratto di solidarietà». Lucarelli chiede «la possibilità di lavorare altrove, ad esempio al molo Italia». E, parlando del rischio di «esser costretti ad andare tutti a casa», aggiunge: «Non penso a fare grandi fatturati, mi basta il minimo per pagare i 40 lavoratori, tutto qui. Abbiamo fatto 9 istanze all'Authority ma senza aver risposta» .

Per Batini (M5S) va convocata un'altra commissione con le parti in causa, Valiani (Lbc) ha chiesto all'assessore Martini se potesse intervenire. De Filicaia (Pd) ha detto che «la parte pubblica deve portare tutte le società a lavorare allo stesso modo, poi ognuno avrà la propria capacità imprenditoriale, questo è ciò che possiamo fare: il traffico ro-ro stanno incrementando, non dev’essere un problema ma un'opportunità per tutti». (a.f.)

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