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Dal Senegal la smentita all'allarme terrorismo della Bild: «I kamikaze non sono qui» - Video
Il giornale tedesco parla di ambulanti pronti a farsi esplodere sulle spiagge italiane. La fonte sarebbe un ufficiale africano, noi l’abbiamo intervistato. E lui nega tutto
«Mai rilasciato interviste sull’Isis. Né a giornali locali né stranieri». La voce del maggiore Seck Pouye arriva chiara dal Senegal. Ha appena finito un volo di addestramento, perché da gennaio è a capo dell’aviazione della regione di Thiès. La voce non tradisce stanchezza, solo incredulità. Il giornale tedesco Bild lo cita come fonte dell’ultimo allarme terroristico: kamikaze travestiti da venditori ambulanti pronti a farsi esplodere sulle spiagge italiane, spagnole e francesi, dopo un periodo di training in campi vicino a Saly, ambita meta balneare senegalese.
VIDEO La nostra intervista al maggiore Seck Pouye
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ALLERTA, NO UNA BUFALA
Già a metà mattinata i servizi segreti italiani negano di aver informato i colleghi tedeschi di un simile pericolo che campeggia sulla copertina di Bild e viaggia sul web, inarrestabile. Ma Bild cita, come fonte, non solo l’Intellingence (gli 007). Riprende l’allarme dato una settimana fa anche dalla stampa italiana: Il giornale e Libero. Per primi, riportano le parole del “capitano” Pouye, capo della Polizia di Saly. Pouye, però, al Tirreno ribadisce che non guida più la Gendarmerie di Saly da gennaio. Ora il maggiore guida la compagnia aeronautica della regione.
LA SMENTITA DAL SENEGAL
Ma soprattutto non ha mai rilasciato interviste sull’Isis, né tantomeno sull’esistenza di campi di addestramento per terroristi. «La mia risposta è forte, chiara: non ho mai rilasciato interviste a nessuno su questo argomento. Ma la risposta più logica rispetto all’esistenza di campi di addestramento di terroristi nell’area di Saly è un’altra: se io o uno dei miei uomini ne fossimo stati a conoscenza, ci saremmo mossi di conseguenza, avremmo fatto arresti». Di sicuro - prosegue - «non ci saremmo messi a sedere con un giornalista a raccontargli della presenza di quelle persone senza fare nulla. Avremmo svolto il nostro lavoro».
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NON CI SONO BASI DELL’ISIS
A questo punto, la voce del maggiore Pouye - 35 anni, 10 anni nella gendarmerie senegalese - si fa più decisa: «Lo ribadisco con chiarezza. Qui non ci sono né sono stati identificati campi o basi di addestramento per terroristi. Tutto questo non ha alcun senso per me». E se non fosse ancora chiaro - aggiunge il maggiore - «non ho mai rilasciato interviste su possibili attacchi, piani o basi di terroristi».
MERKEL FREDDINA
Le parole - in una telefonata registrata - escono a fiotti dalla bocca dell’ufficiale. Proprio mentre il ministro dell’Interno Angelino Alfano nega l’esistenza di un allarme terrorismo sulle spiagge italiane: «Non vorrei che si diffondesse un allarmismo che danneggia il nostro turismo senza aggiungere nulla alla sicurezza». Più freddina la reazione di Angela Merkel che invece di smentire l’allarme (e Bild) si limita a dire che «ci sono minacce in tutti i Paesi europei e non posso commentare oltre queste notizie. C’è bisogno di una stretta collaborazione fra intelligence e forze dell'ordine in tutta Europa per contrastare l'attività dell'Isis». Anche Alfano riconosce che «nessun Paese è a rischio zero, ma fin qui la prevenzione ha funzionato. Stiamo lavorando molto al piano della prevenzione, attraverso intercettazioni, controlli personali, controlli di navi e veicoli, espulsione di soggetti radicalizzati».
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ATTACCO AL TURISMO
Piuttosto, sia la politica italiana che il mondo economico leggono l’uscita di Bild come un attacco al turismo, una delle entrati principali del Pil nazionale. Fra l’altro un attacco che arriva proprio nel momento in cui i tour operator decidono le mete per l’estate.
BALNEARI E COMPLOTTI
Netta la posizione, in questo senso, del presidente nazionale del balneari di Confesercenti, il toscano Vincenzo Lardinelli: «Avevamo già notato la notizia qualche giorno fa su alcuni quotidiani italiani e non avevamo dato alcun peso all’allarme. Ora che, invece, è esploso l’allarme internazionale, in particolare sulla stampa tedesca che si rivolge a nostri clienti privilegiati, iniziamo a pensare che questa uscita faccia comodo a qualcuno. A qualcuno che vorrebbe che i flussi di turismo vengano spostati verso altri mercati, ora che si danno orientati di nuovo verso l’Europa e, in particolare, verso l’Italia». E se così fosse - calcola Coldiretti - si potrebbe anche arrecare un danno di molti miliardi all’economia nazionale. Basta pensare che nel 2015 i turisti stranieri hanno speso poco meno di 36 miliardi in Italia. Non a caso, il presidente della Regione, Enrico Rossi, sottolinea come sia «singolare che un giornale tedesco lanci un allarme sulle spiagge». Tanto più che in Toscana il turismo rappresenta la seconda voce del Pil, con volume d’affari di circa 10 miliardi l’anno.
LE ACCUSE DELLA REGIONE
Ancora più esplicito, l’assessore regionale al turismo, Stefano Ciuoffo: «In questa operazione, verrebbe quasi da pensare all’utilizzo dell’allarme terrorismo come “meccanismo compensativo” per riequilibrare i flussi turistici. E indirizzarli verso altri lidi. Se così fosse sarebbe gravissimo per due ragioni: intanto perché non si può strumentalizzare una materia delicata come la sicurezza a fini economici; poi perché se si strumentalizza si crea un danno reale all’economia di un Paese. E se si scoprisse che una testata si è prestata a fare da portavoce di interessi economici che nulla hanno a che vedere con l’informazione, ma piuttosto con lo spostamento di milioni di turisti, la situazione si farebbe gravissima. Ci potrebbero anche essere gli estremi per azioni penali. Perciò sarebbe il caso che, a questo punto, dalla Germania si documentassero le fonti di quanto si sostiene».
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