Il Tirreno

Livorno

Furbetti delle case popolari: a Castellaccio aveva la mega villa nel bosco

di Lara Loreti
Furbetti delle case popolari: a Castellaccio aveva la mega villa nel bosco

Livorno, ecco le storie di alcuni dei 32 inquilini abusivi scoperti: c'è chi aveva 7 auto costose in garage tra cui una Ferrari e un appartamento di proprietà

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LIVORNO. Ecco alcune delle storie più eclatanti legate ai fubetti delle case popolari, scoperti dopo una maxi indagine della Polizia Municipale.

Mega villa a Castellaccio. Una villa al Castellaccio, immersa nel bosco, invisibile anche al satellite perché del tutto coperta dagli alberi, è stata trovata dalla polizia municipale dopo una lunga indagine. Al catasto risultava come magazzino: pare infatti che la villa sia stata realizzata negli anni, pezzo dopo pezzo, fino alla completa realizzazione, mentre la famiglia proprietaria continuava ad avere la casa popolare alla Rosa. Gli agenti della sezione giudiziaria della polizia municipale si sono dovuti “addestrare” per poter operare nella macchia, e per osservare i movimenti della famiglia spesso sono dovuti salire sugli alberi.

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La villa, molto bella su due piani, era circondata da un ettaro di verde. Gli abusivi, moglie, marito, due figli e una nonna, sono stati scoperti grazie a un esposto anonimo in cui si segnalava che i titolari dell’alloggio popolare in realtà avevano una villa a Castellaccio. Ma ufficialmente, la famiglia dichiarava di non avere proprietà immobiliari.

Sempre alla Rosa, nel corso delle indagini della polizia municipale, è emerso un caso di falsa separazione creato ad arte per mantenere l’alloggio popolare. In realtà la moglie, impiegata di banca, e il marito, imprenditore vivevano in una casa di proprietà in centro, in zona Zola: in tutto di 130 metri quadri, con garage annesso. Come accertato dagli agenti, tenevano la casa popolare in stand by, in attesa che la figlia diventasse grande per dargliela.

Sette auto di lusso in garage, tra cui una Ferrari. Sette auto d’epoca, tra le quali una Ferrari, e un appartamento di proprietà in zona ospedale. Messo alle strette dalla polizia municipale, un pensionato livornese di 75 anni ha dovuto restituire l’alloggio popolare che per anni aveva tenuto abusivamente, togliendolo a chi ne aveva davvero bisogno. La casa popolare in questione, in via Badaloni, è rimasta disabitata nel tempo senza che nessuno si rendesse conto del fatto che era vuota. Il 75enne infatti, come appurato dalla polizia municipale, viveva nella sua casa di proprietà con la compagna in via del Fagiano. E non si capisce perché tenesse in sospeso la casa popolare. Le auto, la Ferrari più altre sei vetture d’epoca e una Lambretta, sono state trovate dalla polizia municipale in un garage e in un grande fondo, presi in affitto rispettivamente vicino piazza Roma e Borgo Cappuccini. L’anziano, meccanico in pensione, le teneva in ordine e ogni tanto faceva dei lavoretti di piccola manutenzione.
Gli agenti della sezione giudiziaria della municipale hanno trovato anche casi di subaffitto degli alloggi popolari. Da ricordare quello di una donna di 60 anni che ha affittato a nero, a 150 euro al mese, una casetta in via Garibaldi. L’inquilino, un uomo di mezza età, non sapeva che si trattasse di un’abitazione Casalp. Quando, qualche mese dopo, l’ha scoperto, è andato via di casa. Ma la proprietaria non ha gradito e ha cominciato a molestarlo, insistendo affinché rientrasse in casa. Le insistenze sono state così forti e continue da spingere l’ex affittuario a denunciare la donna per molestie. E il caso è stato preso in carico proprio dalla municipale. <QM>

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