Gioco
Ombre su tre bilanci, la Tia e i soldi dalla Regione
LIVORNO. Ombre su tre bilanci, i servizi extra Tia e i soldi arrivati dalla Regione. Sono sei i nuovi capi d’accusa contestati agli indagati nell’ambito della inchiesta della Procura su Aamps....
LIVORNO. Ombre su tre bilanci, i servizi extra Tia e i soldi arrivati dalla Regione. Sono sei i nuovi capi d’accusa contestati agli indagati nell’ambito della inchiesta della Procura su Aamps.
Malversazione. Il riferimento è all'utilizzo del contributo a fondo perduto corrisposto per conto della Regione ad Aamps da Ato Costa nel giugno 2014, per 1.035.600 euro.
Omissione d’atti d’ufficio. Per aver omesso di comunicare alla Regione o all’Ato le eventuali anomalie connesse all’utilizzo di quel contributo corrisposto nel giugno del 2013 per un importo complessivo di 1.035.600 euro.
False comunicazioni. Secondo l’accusa l’ipotesi di reato riguarda le false comunicazioni sociali in concorso con riferimento ai bilanci Aamps 2012 (approvato il 10 maggio 2013), 2013 (approvato il 23 maggio 2014, poco prima delle elezioni amministrative) e 2014 (approvato il 19 novembre 2015).
Abuso d’ufficio Tia. Riguarda un presunto abuso in concorso in relazione all’erogazione della somma di 1,6 milioni di euro da parte del Comune a fronte di fatture emesse da Aamps il 17 ottobre 2012 per i servizi extra Tia, e mai effettuati - secondo gli inquirenti - da parte dell’azienda.
Falso in bilancio. Finora nel mirino c’era stato il bilancio 2013. Ora ci finisce anche quello 2014, approvato da Nogarin. Ma all’attenzione della procura ci sono anche il bilancio 2012 per le fatture extra-Tia di cui si parla sopra e la recente assunzione di 33 precari.
Abuso d’ufficio sul Cda. L’atto di revoca firmato da Nogarin per il cda presieduto da Iacomelli datato 7 gennaio 2016.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google