Il Tirreno

Livorno

Niente targa per il Moby Polemica su De Gregori

di Giulio Corsi
Niente targa per il Moby Polemica su De Gregori

Per il Goldoni l’artista ha impedito la commemorazione prima del concerto ma lo staff del cantautore replica: «Non ha mai detto no all’utilizzo del palco»

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LIVORNO. Il concerto di Francesco De Gregori a Livorno diventa un caso. Sabato sera il cantautore romano si è esibito sul palco del teatro Goldoni per il suo Amore e Furto Tour 2016, ma le rivisitazioni di Bob Dylan e i grandi classici del suo repertorio che hanno travolto il pubblico, sono presto finiti in secondo piano. Dopo il concerto infatti Loris Rispoli - presidente dell'associazione 140 che riunisce i familiari delle vittime del Moby Prince - ha denunciato su Facebook il fatto che De Gregori avrebbe «fatto saltare la consegna di una targa commemorativa che era prevista prima del concerto in occasione del 25° anniversario della tragedia».

La denuncia di Rispoli per tutta la giornata di ieri ha fatto il giro del web e ha raccolto centinaia e centinaia di condivisioni, travolgendo De Gregori in un tritacarne di biasimi, ben sintetizzati da una frase scritta dallo stesso Rispoli in una lettera aperta inviata al cantautore romano: “la caduta di un mito”. E poi nell’hastag “Io non sono De Gregori”.

Su che cosa è accaduto sabato sera prima del concerto e sul presunto no di De Gregori però le versioni sono assai diverse. Da una parte c'è quella di Rispoli e del teatro Goldoni, secondo cui «per motivi a noi ignoti, Francesco De Gregori, interpellato dai responsabili del teatro, ha deciso di non dar seguito alla consegna della targa da parte del presidente del teatro Marco Leone all'associazione 140». Dall'altra c'è quella dello staff dell'artista, secondo cui De Gregori «non ha mai detto no sull'utilizzo del palco prima del concerto, perché non gli è stato chiesto niente e solo stamani (ieri, ndr) ha scoperto con grande dispiacere che su questo argomento era nata una polemica», spiega l'addetto stampa del cantautore Riccardo Vitanza.

Mentre l'organizzatore del concerto Sandro Giacomelli parla di un «grande fraintendimento comunicativo» nato da qualche passaggio un po' troppo affrettato da parte dei responsabili del teatro: «Sono stati dati per scontati alcuni passaggi fondamentali, sono stati bypassati il management dell'artista e l'organizzazione, cioè coloro che curano questi aspetti prima del concerto, - dice Giacomelli - è stata data la comunicazione della consegna della targa con grande ritardo, inviandola peraltro alla produzione tecnica, cioè a coloro che montano il palco, alla fine di una mail in cui si parlava di tutt’altre questioni».

In realtà non è chiaro neanche che cosa De Gregori avrebbe dovuto fare e in che modo l'artista sarebbe stato coinvolto. Scrive Rispoli nella sua lettera all'artista che pubblichiamo a fianco: «Avrei consegnato a lei (chiedendole di indossarla) e al Presidente della Fondazione Goldoni Marco Leone la maglietta #iosono141». Mentre il teatro tiene a precisare che la «partecipazione diretta dell'artista non era stata richiesta né prevista».

Secondo lo staff del cantautore però le cose sarebbero andate diversamente: «Meno di un'ora prima del concerto il direttore del teatro è andato nel camerino di De Gregori presentandosi e chiedendogli di partecipare alla cerimonia: Francesco è stato preso alla sprovvista, vista la delicatezza dell'argomento e l'importanza della commemorazione ha preferito non partecipare. Lui è un tipo molto rigoroso, preciso, serio e prima di intervenire su un argomento così delicato vuole prepararsi, sapere, conoscere nel dettaglio. Non c’era stata alcuna comunicazione, né alcun accordo con l’organizzazione, nessuno ci aveva avvertito, né soprattutto aveva avvertito Francesco, che per il rigore e la serietà che lo contraddistinguono vuol saperetutto delle cause che porta avanti. Queste non sono cose che si improvvisano con pochi minuti di preavviso».

Insomma alla fine è difficile capire che cosa sia esattamente accaduto nei minuti precedenti al concerto. L'unica cosa che sembra certa è che a De Gregori è stato chiesto in extremis di partecipare alla cerimonia per il Moby Prince a ridosso del concerto e lui ha preferito evitare. Ma resta il mistero sul perché la consegna della targa da parte della fondazione Goldoni all’associazione 140 sia saltata. Per il Goldoni è stato l’artista a dire no, per il management di De Gregori e l’organizzatore del concerto il cantautore non ha mai detto no perché non gli è mai stato chiesto niente in proposito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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