Gioco
Livorno: in nessun seggio la soglia-quorum
L'affluenza più alta in zona La Rosa, la più biù bassa fra Shangai e la Guglia. I sì superano l'86%
LIVORNO. L’affluenza al referendum sulle trivelle non decolla neanche a Livorno: resta sotto il 36% e in nessuno dei 172 seggi arriva alla soglia-quorum della metà dei votanti (e solo in ventidue seggi, uno su otto, la partecipazione alza la testa al di sopra del 40%). Quanto al responso fra il sì e il no, va detto che il fronte del sì ha ottenuto a Livorno città l'86,7% (con 38.652 voti) mentre il no non è andato oltre il 13,2% (poco meno di 6mila schede). Va detto peraltro che in una consultazione caratterizzata dall'esplicito invito a disertare le urne, si sono contati 263 elettori che sono andati alle urne per riconsegnare la scheda bianca mentre altri 229 se la sono vista annullare.
Da segnalare che solo in otto seggi si sono contati più di 300 sì: sono concentrati a Villa Corridi (il 161, il 62, il 171 e il 159), gli altri sono alle scuole Gramsci (il 148 e il 147), alle Razzauti (il 98) e alle Bartolena (il 109). In nessuno dei 172 seggi cittadini il no ha superato o anche solo avvicinato quota 100 voti.
Ma torniamo alla questione della partecipazione al voto, elemento-chiave di una consultazione incentrata sul caso-quorum. Livorno resta una delle città dove l'affluenza al voto referendario è risultata più alta in Toscana, ma al fotofinish è stata battuta da Pisa (35,77% noi, 35,93% loro). Complessivamente hanno risposto alla chiamata al voto in poco più di 45mila rispetto ai quasi 126mila votanti: con una partecipazione leggermente maggiore nell’elettorato maschile (quasi il 36,7% rispetto a poco meno del 35% per le donne).
Ventidue minuti dopo la chiusura delle urne, Palazzo Civico è stato in grado di pubblicare sul proprio sito web la fotografia definitiva dell'affluenza.
E’ nella zona La Rosa-Stadio la “roccaforte” di quanti hanno scelto di votare: lì troviamo quattro dei dieci seggi con l’affluenza più alta: 42,8% al seggio 169, 43,9% al 126, 44,4% al 165 fino al record del 46,2% al seggio 168, dove votano i residenti nella zona di via Muratori e via King. Attenzione, però: pochi isolati più in là si trovano anche alcuni fra i seggi – tredici in tutto – dove la partecipazione al voto non è arrivata neanche al 30%: stiamo parlando dei seggi 129 e 170.
Le percentuali più basse nell’afflusso alle urne le troviamo nelle periferie popolari nord. Il dato più basso è a Shangai: nel seggio 72, dove votano le famiglie di via Nino Bixio e dintorni, ha votato meno di un elettore su quattro (24,4%). Fra i cinque seggi dove si registra la quota più bassa, ecco anche il seggio 71 (Shangai), il 76 (Fiorentina), il 68 (Fiorentina) e il 31 (Sant’Andrea).
Guai però a lasciarsi prendere la mano dalla smania di generalizzare un identikit sociale o politico del comportamento degli elettori di fronte a questo referendum. Per dirne una: troviamo un seggio di Fabbricotti (il 109) fra quelli che hanno mostrato una delle affluenze più rilevanti, quasi il 44%, ma figura un altro seggio da quartieri residenziali (il 135 di Banditella) anche all’estremo opposto nella graduatoria della partecipazione al voto (neanche il 29,4%).
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